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Nuove birre da Bajon, Alder, Birra Gladium, LZO, Birra XO e Kobi + Entropia

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Siamo arrivati a quella che molto probabilmente sarà l’ultima panoramica del 2025 sulle nuove birre italiane. Oltre alle produzioni pensate per le festività, curiosamente nella carrellata troviamo alcune tendenze che hanno caratterizzato l’anno birrario: l’interesse per le Lager tradizionali, le sperimentazioni in chiave “nitro”, la riduzione alcolica delle luppolate. Tutti questi trend saranno analizzati e raccontati da Italian Craft Beer Trends, il nostro report annuale che presenteremo – possiamo annunciarlo in anteprima – lunedì 16 febbraio alle 13:00 nell’ambito di Beer&Food Attraction. Sarà un momento importante per fare il punto della situazione e capire dove sta andando la birra artigianale italiana. Ma nel frattempo vediamo alcune delle ultime novità del 2025.

5 canzoni di Natale “sincere” da abbinare alle Kerstbier

La birra di Natale non ha una definizione unica. Non è uno stile, non è una categoria codificata e non ha regole precise. È piuttosto un rito, una tradizione che si rinnova ogni inverno. In Belgio la chiamano Kerstbier, e ogni birrificio la interpreta a modo suo: ambrata o scura, speziata o più lineare, morbida o robusta. L’unico filo conduttore è il periodo dell’anno, la voglia di scaldarsi con un sorso pieno, spesso complesso, pensato per accompagnare il tempo sospeso delle feste.

La Kerstbier è abbondanza. Malti tostati, note di frutta sotto spirito, caramello, spezie, miele, talvolta zucchero candito. Non si tratta solo di bere: è un invito a fermarsi. A prendere tempo. A lasciarsi avvolgere da una birra che non è quotidiana, ma rituale. Nel suo bicchiere convivono la celebrazione e il raccoglimento, la convivialità e il silenzio. È un simbolo del Natale liquido, che non ha bisogno di regole per raccontare lo spirito della stagione.

Una birra che non si lascia incasellare

Il fascino della Kerstbier sta proprio nella sua libertà. Non c’è un disciplinare a cui attenersi, né un canone da rispettare. Ogni birra natalizia è diversa dall’altra: alcune puntano sulla dolcezza e sulla speziatura, altre sull’intensità alcolica e sulla morbidezza, altre ancora preferiscono un profilo più asciutto e bilanciato. È una tavolozza di possibilità, che permette ai birrai di esprimersi con creatività e di tradurre la propria idea di inverno.

Eppure, nonostante le differenze, c’è sempre un filo conduttore: la capacità di evocare un’atmosfera. Le Kerstbier non si limitano a dissetare: raccontano storie. Hanno il colore delle luci calde, il profumo delle cucine in festa, il gusto delle sere lente davanti a un camino. Sono birre che parlano al palato ma anche alla memoria, che sanno di famiglia, di attese, di riti che si ripetono ogni anno.

Una colonna sonora per il Natale liquido

Se dovessimo raccontare le Kerstbier attraverso la musica, non potremmo che partire da lì: da un genere che, come questo stile birrario, nasce dal bisogno di creare un’atmosfera riconoscibile e condivisa. Parliamo delle canzoni natalizie. Ma non di quelle zuccherose, pensate per i centri commerciali e per il consumo veloce. Parliamo dei brani che riescono a catturare la doppia anima del Natale: da un lato la gioia luminosa, dall’altro la malinconia che spesso accompagna la fine dell’anno.

La musica natalizia autentica ha qualcosa in comune con le Kerstbier: non si accontenta di fare da sfondo, ma costruisce un mondo. È fatta di cori avvolgenti, campanelli, melodie senza tempo, ma anche di note blues, jazz, folk che hanno imparato a raccontare il Natale con profondità. Non è il Natale di plastica, ma quello che profuma di legno, di resina, di dolci al forno. Lo stesso che si ritrova nel bicchiere quando si versa una birra natalizia belga.

La Kerstbier si avvicina alla musica natalizia nel suo senso più autentico: entrambe vivono di ritualità e variazioni. Non esistono due birre uguali, così come non esistono due versioni uguali dello stesso canto. È sempre lo stesso tema, ma ogni esecuzione lo rende nuovo. La dolcezza può trasformarsi in forza, la leggerezza in profondità. Ciò che conta è l’atmosfera che riescono a evocare.

Cinque brani per raccontare le Kerstbier

Ecco allora cinque canzoni che possono accompagnare la scoperta di una Kerstbier. Non la playlist scontata da sottofondo, ma una selezione che restituisce la profondità, il calore e la contraddizione del Natale.

Bing Crosby – White Christmas

Un classico assoluto, che ha segnato la memoria di intere generazioni. White Christmas è la coperta che si stende sul cuore, il brano che ha reso il Natale una colonna sonora universale. Come una Kerstbier tradizionale, è dolce senza essere stucchevole, intramontabile senza bisogno di artifici.

The Pogues feat. Kirsty MacColl – Fairytale of New York

Un brano che racconta l’altra faccia del Natale: sporca, dolente, vera. Fairytale of New York è una ballata che alterna poesia e disincanto, un duetto che è litigio e carezza insieme. Come le Kerstbier più intense, non nasconde le asperità: le abbraccia, trasformandole in melodia.

Wham! – Last Christmas

Forse la canzone pop natalizia per eccellenza. Last Christmas non è soltanto un ritornello orecchiabile: è malinconia travestita da festa, è la memoria di un amore perduto che ritorna ogni dicembre. Una Kerstbier potrebbe fare lo stesso: regalare calore mentre ti ricorda che le feste non sono mai solo luce, ma anche nostalgia.

Mariah Carey – All I Want for Christmas Is You

Qui il Natale diventa pura esplosione di gioia. Una dichiarazione d’amore travolgente, capace di riempire qualsiasi stanza in cui viene suonata. Come una Kerstbier speziata e vivace, All I Want for Christmas Is You è il simbolo dell’eccesso felice, di quella parte delle feste che non ha paura di essere sopra le righe.

Bruce Springsteen – Santa Claus Is Comin’ to Town

Chiude la playlist un brano che porta sul palco la festa. Springsteen trasforma un classico natalizio in un rito collettivo, con energia, calore e un sorriso che diventa grido. È il lato conviviale delle Kerstbier: quello che unisce le voci, che scalda la compagnia, che fa sentire parte di qualcosa di più grande.

L’attesa che ritorna

La Kerstbier, come la musica natalizia, vive di ritorni. Non è mai una sorpresa, eppure ogni anno porta con sé qualcosa di diverso. È il piacere di riconoscere un gusto e allo stesso tempo scoprire sfumature nuove. È la conferma che certe tradizioni resistono perché sanno trasformarsi senza perdere identità.

In fondo, il senso delle birre di Natale è proprio questo: ricordarci che anche nei giorni più bui dell’inverno c’è spazio per la luce. Che la convivialità può convivere con la riflessione. Che un bicchiere di birra può essere un rito tanto quanto un canto. E che ogni anno, mentre fuori fa freddo, possiamo ritrovare in un sorso e in una melodia lo stesso calore che ci tiene insieme.

Il Birrificio Italiano cerca un aiuto birraio full time

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Prossimi eventi birrari tra festival e iniziative natalizie

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Siamo arrivati all’ultima panoramica degli eventi birrari del 2025 e il tenore non può che essere decisamente natalizio. Oggi prenderà il via a Roseto degli Abruzzi il Christmas Beer Fest, con diversi birrifici artigianali e non, mentre il giorno prima della Vigilia il Mezzopieno di Bologna vi permetterò di sgrassare un po’ con una bella selezione di birre acide. Dopo Natale poi potrete continuare a brindare all’edizione invernale di Birralguer ad Alghero e al Vasto Beer Festival in Abruzzo. Buone bevute e buoni brindisi!

Cultura, luppolo e identità: viaggio visivo nella nuova Germania della birra artigianale

Quando si pensa alla birra tedesca, l’immaginario corre veloce a boccali pieni, birrifici centenari e una cultura brassicola che è più rigida del Reinheitsgebot stesso. La Germania è uno dei pilastri storici del mondo birrario, ed è proprio per questo che inizialmente temevo di non trovare molte realtà capaci di osare anche sul piano visivo e comunicativo. E invece no: scavando, parlando, guardando, ho trovato birrifici che sanno raccontarsi, che hanno costruito un’identità forte e coerente, spesso supportata da un concept solido e da una sensibilità artistica che sorprende. Realtà capaci di muoversi in equilibrio tra il rispetto per la qualità del prodotto e un’estetica visiva che lo valorizza, senza mai snaturarlo.

Disponibile la nuova edizione di Birritalia con la mappa completa del mercato birrario italiano

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Con l’uscita dell’edizione 2025-26, Birritalia torna a fotografare il mercato birrario italiano, che, pur attraversando una fase di assestamento, continua a esprimere numeri e dinamiche di grande interesse. Il volume restituisce innanzitutto il quadro aggiornato del mercato: la produzione nazionale resta su livelli superiori al periodo pre-pandemico, mentre i consumi interni segnano una lieve flessione, inserendosi in un contesto di generale prudenza da parte dei consumatori. Più marcato il rallentamento dell’export, con alcune destinazioni storiche che continuano però a mantenere un peso determinante.

Dalla gloria al baratro: Justin Hawke lascia Moor dopo il post della discordia

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Negli ultimi anni il birrificio Moor è stato spesso indicato come uno dei pilastri della scena birraria inglese: un produttore capace di incarnare un’idea radicale e coerente di indipendenza, tanto sul piano produttivo quanto su quello culturale. Negli ultimi mesi però l’azienda è stata al centro di una vicenda assai controversa e che ora sembra arrivata alla sua conclusione: qualche ora fa Moor ha annunciato l’uscita dalla società di Justin Hawke, il celebre fondatore del birrificio che ne ha segnato l’ascesa e, di recente, la sua crisi. Una storia che solleva questioni che vanno oltre la birra e che coinvolgono il confine tra pubblico e privato, la sovrapposizione tra una persona e la sua azienda e l’immancabile potere dei social media, esteso qui al concetto di comunità.

Cercasi birrificio artigianale in Veneto

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Sono alla ricerca di un birrificio artigianale in Veneto interessato a cedere l’attività, totalmente o parzialmente. Valuto anche formule di passaggio graduale.

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Andrea 393/3771705

Nuove birre da Crak + Alder, LZO, Schigibier, Edit, Itineris, Dank Brewing e Pratorosso

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Negli ultimi giorni la scena della birra artigianale italiana ha continuato a muoversi con una certa disinvoltura tra collaborazioni di alto profilo, birre pensate per dialogare con l’attualità, ritorni a concetti più semplici e operazioni che rafforzano il legame con il territorio o con il proprio pubblico. Dalle produzioni che mettono al centro la materia prima e il confronto tra birrai, fino alle birre “di casa” pensate per il bancone quotidiano, passando per progetti grafici e narrativi sempre più riconoscibili, la sensazione è quella di un comparto che, pur senza strappi clamorosi, continua a esplorare strade diverse mantenendo una forte identità.

L’entusiasmante incontro tra birra artigianale e specialty coffee

Da alcuni anni il caffè, e in particolare lo specialty coffee, è uno degli ingredienti “speciali” più gettonati tra i birrai italiani. Birra e caffè hanno diversi punti in comune, che spesso si intrecciano e che sono diventati ancora più evidenti con l’ascesa dello specialty coffee. Approfondiamo il tema riproponendo l’articolo che Alessandra Di Dio scrisse per l’edizione 2024 di Italian Craft Beer Trends, il nostro report annuale. Il documento completo è scaricabile qui, mentre la prossima edizione sarà presentata a febbraio in occasione di Beer Attraction.

Mettiamo gli stereotipi da parte: in Italia, patria di vino e di caffè espresso, si beve un’ottima birra con specialty coffee. Dal 2022 in avanti, infatti, i dati ci confermano quello che un occhio attento – o un bevitore seriale – aveva già intuito: il caffè figura costantemente tra gli ingredienti speciali più utilizzati nelle birre artigianali, spesso posizionandosi al primo o al secondo posto. E indovinate un po’? Non si tratta di un caffè qualsiasi, ma molto spesso di specialty coffee.

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