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Nuovi birrifici e marchi brassicoli: Hold On, Residual e Almaremma

Per diverse ragioni, storicamente pubblichiamo panoramiche sui nuovi produttori italiani con una frequenza piuttosto compassata. L’ultimo aggiornamento risale allo scorso luglio e penserete che, in un periodo di calo di popolarità della birra artigianale, il silenzio degli scorsi mesi sia dovuto a un’assenza di nuovi progetti. In realtà i contenuti non mancano e anzi dobbiamo fare nostra culpa per non essere stati al passo con le aperture, contribuendo magari ad alimentare un senso di staticità in un momento non certo facile per il nostro settore. Settore che invece continua a mostrare una relativa vivacità, come dimostrano i tre progetti che segnaliamo oggi e che sono solo una piccola fetta di quelli lanciati negli ultimi tempi.

Hold On

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Come abbiamo raccontato in passato, l’ultima edizione di Beer&Food Attraction è stata assai avara in termini di nuovi progetti birrari. Tra le poche novità si segnala Hold On (pagina Instagram), neonata realtà (senza impianto) che mira a diventare un hub di fermentazioni creative, con uno spazio privilegiato per la birra. Il suo fondatore è Davide Gagliardi, già birraio del birrificio War, che ora cerca una via personale con una connotazione fortemente innovativa.

A Rimini Hold On era presente con un sidro affinato in anfora e con le prime birre della sua gamma. La linea base si compone di quattro produzioni: Inflaming (DDH Double IPA), Our Hope (Session NEIPA), The Way (Hoppy Bock) e Light On (Hoppy Helles). C’è poi un filone battezzato Ready to drink beer, che punta a intercettare il crescente segmento della miscelazione, fornendo delle birre che a livello aromatico e tattile si adattino particolarmente bene come base per la mixology. Si tratta di tre Pastry Sour che partono dalla stessa ricetta, ma che si propongono come altrettanti twist di cocktail iconici prevedendo diverse aromatizzazioni: mandarini vietnamiti (Asian Paloma), lamponi (Tom Collins ai frutti rossi) e mango (variante “tropicale” del Mexcal Mule).

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Residual

Da fine settembre è invece attivo in Umbria un birrificio a tutti gli effetti, battezzato Residual (pagina Facebook). Siamo a Montefalco (PG), zona a trazione tutt’altro che brassicola, dove tre amici si sono lanciati in un progetto ambizioso, ma che sembra partito con il piede giusto. Residual è infatti un birrificio agricolo che dispone non solo di un’area destinata alla produzione, ma anche di una tap room ben strutturata, che ospita concerti ed eventi.

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Al momento nella gamma di Residual troviamo sei birre. Rey (4,6%) è una Kölsch gentile ed elegante, con note di crosta di pane e miele e un amaro appena accennato; Scherlock Hops (6,5%) è una West Coast IPA in cui il profilo aromatico è dominato da toni erbacei, agrumati e tropicali; James Bock (6,4%) è una Bock di colore granato, tendenzialmente dolce e caratterizzata da aromi di malto tostato, caramello e miele scuro; Merida (5,5%) è una Vienna Lager facile da bere, ma con un bel carattere; Kupe (4,7%) è una Session IPA dall’amaro non troppo incisivo, in cui emergono note di agrumi e frutta tropicale. L’ultima arrivata è la One Pils (4,8%), una Pilsner fresca e scorrevole, che rappresenta la prima creazione di Residual confezionata in lattina.

Almaremma

Dall’Umbra ci spostiamo in Toscana, per introdurre un altro birrificio agricolo di recente apertura. L’azienda si chiama Almaremma (sito web) e si trova a Capalbio (GR), fra vigneti e oliveti, all’ombra del promontorio dell’Argentario. A fondarla una coppia: Andrea Lelli e Chiara Torracchi, il primo proveniente da una lunga esperienza nel settore della GDO, la seconda esperta di design. Il birrificio integra l’attività dell’agriturismo Podere San Biagio – da non confondere con l’omonima cantina teramana che collabora con Opperbacco – fornendo anche un servizio ricettivo grazie ai sei appartamenti presenti nella struttura. Almaremma dispone anche di un locale, battezzato La Grottaccia, a metà strada tra una baita e un biergarten, valorizzato da una vista straordinaria sul suggestivo paesaggio della Maremma.

Attualmente il birrificio Almaremma propone tre birre. Alma (4,8%) è una bassa fermentazione ispirata alle Helles bavaresi, con un profilo maltato bilanciato dal floreale dei luppoli; Brigante (6,7%) è una birra ambrata piuttosto strutturata, contraddistinta da toni caramellati e maltati seguiti da note di frutta secca e miele di castagno; Ribelle (4,8%), infine, è un’American Pale Ale che omaggia la cultura brassicola americana, con intensi aromi di agrumi e resina di pino.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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