Le ultime novità italiane confermano una tendenza ormai evidente: accanto agli stili che continuano a dominare il mercato, i birrifici artigianali non rinunciano a sperimentare, sia attraverso collaborazioni, sia recuperando ricette storiche o reinterpretando tipologie poco frequentate. Nelle release di questi giorni trovano così spazio produzioni celebrative, birre pensate per valorizzare singole materie prime e proposte decisamente orientate alla stagione estiva, in un panorama che continua a premiare creatività e varietà senza perdere di vista la bevibilità. Di seguito una selezione delle novità più interessanti annunciate nelle ultime settimane.
Granda + Pretty Decent
Si chiama Summer Fever (5%) la nuova birra nata dalla collaborazione internazionale tra il birrificio piemontese Granda (sito web) e Pretty Decent (sito web), produttore di Londra. È una Modern Sour pensata appositamente per la stagione estiva e aromatizzata con l’aggiunta di mango e albicocca, oltre a lattosio e a una percentuale di frumento e avena a integrazione del malto d’orzo. Il risultato è una birra acida ma elegante, che esprime equilibrio tra acidità, aromi fruttati e facilità di bevuta: il mango e l’albicocca costruiscono un profilo aromatico immediato, mentre l’acidità pulisce il sorso senza diventare aggressiva. Il risultato è una birra fresca, succosa e dinamica, con una bevibilità che invita naturalmente al sorso successivo.
Baladin
Anche quest’anno il birrificio Baladin (sito web) ha presentato la one shot realizzata in collaborazione con il vincitore dell’ultimo Campionato Italiano di Homebrewing indetto da MoBI, ossia Giuseppe Papasodaro. La ricetta è ispirata alla storica Blonde servita al pub Le Baladin nel 1996, cioè quando cominciò l’avventura del birrificio omonimo – nei dieci anni precedenza Baladin era una “semplice” birreria. La Blonde non è mai stata confezionata, dunque questa release rappresenta una sorta di regalo che Teo Musso ha voluto fare agli appassionati della prima ora o ai curiosi di conoscere la storia dell’azienda. Rispetto alla ricetta originale, qui sono state usate esclusivamente materie prime italiane. La Open 2026 (4,5%) – questo il nome della birra – sarà disponibile nei prossimi mesi nei locali Baladin, fino a esaurimento scorte.
Foglie d’Erba + Birrone + Croce di Malto
Il 2026 è un anno importante per molti birrifici. C’è chi compie 30 anni, come il già citato Baladin, e chi diventa maggiorenne, come Foglie d’Erba (sito web), Birrone (sito web) e Croce di Malto (sito web). Per festeggiare il traguardo, questi tre birrifici amici si sono uniti per realizzare una birra celebrativa, battezzata The Passenger (4,2%). In etichetta si definisce “Extra Hoppy Session Ale”, quindi aspettiamoci una bevuta molto vicina a quella di una Session IPA, con una componente luppolata in primo piano valorizzata da una base maltata presumibilmente molto semplice e leggera. La birra è stata presentata lo scorso fine settimana durante l’evento di compleanno del birrificio Foglie d’Erba.
Alder
Le single hop sono birre brassate con una sola varietà di luppolo, quasi sempre appartenenti alla tipologia delle IPA di stampo moderno. Sono prodotti al confine tra la sperimentazione e la didattica, sebbene a volte il risultato sia così convincente da entrare regolarmente nella gamma di un birrificio. È il caso della This is Riwaka di Alder (sito web), che negli scorsi giorni è tornata disponibile insieme a una novità assoluta, la This is Nelson (6%). Anche in questo caso la ricetta si concentra su una varietà di origine neozelandese, ossia il Nelson Sauvin, proveniente nello specifico da Eggers Hops, uno dei più apprezzati produttori di luppolo della Nuova Zelanda. Di colore dorato e aspetto leggermente velato, la This is Nelson ostenta intense note di uva spina, frutto della passione e mandarino.
Antikorpo
Quello delle White IPA è uno stile che non è mai decollato in Italia, ma che continua a offrire alcune incarnazioni di tanto in tanto. Appartiene proprio a questa tipologia la nuovissima White Fury (4,2%) del giuliano Antikorpo Brewing (sito web), una luppolata che presenta una percentuale di frumento non maltato in accostamento al malto d’orzo (Pils). Questo dettaglio si rivela sia all’aroma, sia soprattutto al tatto, restituendo una texture vellutata nonostante il corpo snello e affilato. Il profilo tuttavia è dominato dai luppoli, usati nelle varietà Centennial, Citra e Hallertau Blanc, che conferiscono note principalmente agrumate (mandarino, arancia amara, kumquat) e sfumature speziate e di frutta a polpa gialla. Il finale amaro, assertivo e persistente, conclude la bevuta ripulendo il palato, lasciando una netta freschezza e invitando subito a un altro sorso.
Urban Rude Brewery
Concludiamo con due novità provenienti da Urban Rude Brewery (pagina Instagram), giovane birrificio sardo di cui scrivemmo a inizio anno e che proprio in queste settimane dovrebbe festeggiare il suo primo anniversario. La prima new entry si chiama Everybody Needs a Gianny (5,5%) ed è un’American IPA gluten free, ambrata e profumata, facile da bere e con un amaro ben presente ma allo stesso tempo molto bilanciato. La solida base maltata è funzionale a sostenere la generosa luppolatura, che caratterizza il profilo con aromi di frutta tropicale, agrumi e un tocco di resina. La seconda birra inedita si chiama Du&sette (2,7%) ed è una Berliner Weiss molto sui generis, perché prevede un’aromatizzazione con menta, limone ed erbe aromatiche. È chiaramente una produzione pensata per la stagione calda: chiara, ultra rinfrescante e leggermente acidula, con un aroma decisamente esplosivo.











