Negli ultimi decenni la scena birraria inglese è stata a dir poco tumultuosa. Inizialmente il Camra ha permesso di rilanciare le Real Ale e salvare alcuni stili tradizionali, in seguito la sconvolgente ondata craft ha riscritto le regole del gioco, infine l’industria ha cominciato una stagione di sanguinose acquisizioni. Tra le tante operazioni che hanno portato i marchi artigianali sotto il controllo delle multinazionali, probabilmente la più clamorosa fu quella riguardante Beavertown: nel 2018 l’importante birrificio di Logan Plant, figlio del celebre cantante dei Led Zeppelin, cedette una quota di minoranza ad Heineken, che poi successivamente arrivò a possedere fino al 49% dell’azienda londinese. Da ieri Beavertown è completamente sotto il controllo della multinazionale olandese, che ne ha acquistato il restante 51%. Una notizia che non sorprende, ma che da un punto di vista simbolico rappresenta un altro duro colpo per la birra artigianale britannica.
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