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Chimico e mastro birraio senior con esperienza ventennale cerca un impiego in un birrificio italiano

Sono Alexandru Moisa, Chimico e Mastro Birraio Senior e...

Il Birrificio Legnone (Valtellina) cerca un secondo birraio con esperienza

Il Birrificio Legnone (provincia di Sondrio) è alla ricerca...

Vendesi impianto completo con sala cottura da 10 hL

Vendesi impianto completo per birra artigianale in provincia di...
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Nuove birre da Crak, Troll, Nama Brewing, Chianti Brew Fighters, Kashmir e Lariano

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Il birrificio Crak sta vivendo un momento d’oro. Dopo aver trionfato a Birra dell’anno come migliore produttore della competizione, recentemente ha inaugurato una nuova fase della sua evoluzione: Crak Farm, un progetto agricolo ben più ampio di quello precedente, capace di accogliere coltivazioni di luppolo, orzo, cereali, alberi da frutta, ortaggi e uva, oltre a ospitare una malteria, un apiario e un agriturismo. Come accaduto in passato, per celebrare questo traguardo Crak ha rilasciato quattro birre inedite “a tema”: Luppoleto (6,5%) è una West Coast IPA con luppoli Simcoe, Mosaic e Amarillo; Agriturismo e Malteria (7,5%) è una DDH Wheat IPA prodotta con farro e luppoli Enigma, Eclipse e Simcoe; Orto e Apiario (8%) è una Honey IPA realizzata con luppoli Talus, Nectaton e Citra, oltre ovviamente a miele; Vigneto (7%), infine, è una DDH IPA con mosto d’uva, luppolata con Citra, Nelson Sauvin e Riwaka. Del progetto in sé, molto interessante, probabilmente torneremo nei prossimi giorni.

Suggestioni dal Brasile: gli assaggi del concorso, il festival e la birra locale

Questo lunedì segna non solo l’inizio di un’altra settimana, ma anche il ritorno alla routine quotidiana per il sottoscritto. Come spiegato a inizio marzo, si è infatti concluso il mio viaggio birrario in Brasile cominciato una decina di giorni fa, durante il quale mi sono mosso tra le città di Florianopolis e soprattutto Blumenau, nello stato di Santa Catarina. Nella prima città ho passato ventiquattro ore insieme a due fantastici compagni di avventura: Simone Cantoni e Simone Uras, partiti anch’essi dall’Italia per partecipare alla giuria del Concurso Brasileiro de Cervejas. A Blumenau invece ho speso il resto del viaggio: è lì infatti che si sono svolte tutte le attività che mi hanno visto coinvolto, come la prima Conferenza mondiale dei concorsi birrari e il concorso stesso. Sono stati dieci giorni impegnativi e faticosi, ma incredibilmente formativi, appaganti e divertenti. Tantissimi ovviamente gli spunti di riflessione, che cerco in parte di riassumere nelle righe seguenti.

Clamoroso: chiude il Birrificio Elav

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Qualche minuto fa con uno stringato messaggio su Facebook il Birrificio Elav ha annunciato la fine della sua avventura. È una notizia che arriva come un fulmine a ciel sereno, che la comunità birraria italiana sta incassando con tristezza e incredulità. Il Birrificio Elav è stato infatti uno dei protagonisti del movimento nazionale della birra artigianale: aperto a fine 2010, si era ritagliato rapidamente uno spazio importante nel mercato grazie a birre decise nel carattere e nella comunicazione (continui i riferimenti al mondo musicale). La continua crescita aveva spinto l’azienda ad acquistare (finalmente!) un nuovo impianto da 2,5 hl nel 2014 e poi a inaugurare la Società Agricola Elav, con la conseguente Cascina Elav. Negli ultimi anni Elav aveva aperto altri locali e stretto interessanti partnership commerciali, oltre a organizzare da sempre eventi birrari di discreto successo.

Prossimi eventi: Italy Beer Week, Mastro Birraio e St. Patrick’s Week

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Venerdì scorso abbiamo presentato alcuni eventi che si terranno nel corso di marzo. Oggi integriamo la panoramica con altri tre appuntamenti, due organizzati in maniera “diffusa”, cioè coinvolgendo diverse attività sul territorio, l’altro più classico ma spalmato su tre weekend. L’appuntamento più importante è ovviamente quello con la Italy Beer Week, giunta alla sua tredicesima edizione, che andrà in scena da lunedì 20 a domenica 26, con l’anticipazione di sabato 18 e domenica 19 rappresentata dal Ballo delle Debuttanti presso gli Open Baladin di Roma e Torino. È superfluo ricordare la formula (anche perché lo facciamo più sotto), ma vi basti sapere che sarà la solita grande celebrazione della birra artigianale, con centinaia di eventi e promozioni in tutta Italia. La settimana precedente, invece, si terrà la St. Patrick’s Week di Beergate, con tanti locali italiani che ospiteranno le birre irlandesi del suddetto distributore, mentre il 17 marzo comincerà l’edizione 2023 della Fiera della Birra Artigianale di Santa Lucia di Piave. Buon weekend a tutti!

Nuovi birrifici e beer firm: Zero.5, Skim Brewery, Chiarodiluna e Resaka

La galassia brassicola italiana sta vivendo un momento di forte rinnovamento, con nuovi progetti che si uniscono periodicamente alla scena della birra artigianale. Non siamo più nella fase espansiva del settore, tuttavia la comparsa di nuovi marchi conferma una vitalità che è fondamentale per mantenere l’ambiente in salute e al passo coi tempi. Oggi ci occupiamo di quattro nuovi birrifici e beer firm contraddistinti da passione, competenza e creatività: tutti ingredienti imprescindibili per affrontare le sfide poste da un mercato sempre più affollato. Scopriamo insieme cosa hanno da offrire questi nuovi arrivati nel mondo della birra artigianale.

Degustare IGA e vino dello stesso vitigno: un workshop dedicato alle Italian Grape Ale

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Tra qualche giorno comincerà l’edizione 2023 della Italy Beer Week e anche quest’anno, nel programma degli eventi ufficiali, abbiamo previsto un appuntamento dedicato alle Italian Grape Ale. Sarà un evento online rientrante nella serie “Italia a sorsi” di Formazione Birra, che proporrà un “confronto in tempo reale” come abbiamo già fatto in passato per i luppoli e gli affinamenti in legno. Questa volta a essere messi in parallelo saranno una birra e un vino, prodotti entrambi con la stessa uva: un modo interessante per capire analogie e divergenze tra lavorazioni diverse dello stesso vitigno. Poi durante la serata berremo anche un’altra IGA. Protagonista di questo spettacolare incontro sarà l’azienda agricola Fèlsina, che produce sia vini che IGA a proprio marchio, sia birre col marchio Podere La Berta. Durante la serata interverranno Marco Mignola, birraio di Podere La Berta, e Andrea Camaschella, direttore tecnico dell’IGA Beer Challenge. L’iniziativa, infatti, è sviluppata con il supporto del progetto Italian Grape Ale – Quando la birra incontra l’uva.

5 proposte per abbinare i fritti dello street food italiano alla birra artigianale

Economici, gustosi, con profumi che invadono le strade, aizzandoci all’acquisto senza la necessità di essere affamati, i cibi di strada sono una delle più belle sicurezze della vita. Questo è forse il settore dell’enogastronomia più cosmopolita, quello che unisce davvero tutti i popoli del mondo: in qualunque luogo del globo terracqueo ci possiamo trovare abbiamo la certezza di incontrare un chiosco con street food tipico. Da quando esistono le comunità umane organizzate, infatti, è esigenza sentita e condivisa trovare il modo di consumare pasti in maniera veloce e meno formale, per ragioni di lavoro, praticità o durante i momenti di festa e aggregazione sociale. Da questo punto, le tradizioni regionali italiane ci consentono di pescare dentro un infinito scrigno di ricette, ma per questa volta concentreremo la nostra attenzione su quelle di frittura, le più golose e le meno confessabili al medico di base.

Vendesi n.2 tini isobarici + varie

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Vendesi N. 2 tini troncoconici isobarici da circa 830 litri con valvola a farfalla e predisposizione per ulteriore valvola. Sonda di temperatura sul coperchio. No controllo temperatura. Acciaio inox di elevato spessore e alta qualità.

Vendesi inoltre un fermentatore da 50 litri, quattro da 110 litri e un tino filtro da 50 litri.

Prezzo da concordare, il tutto vendibile anche separatamente.

Per info e contatti potete chiamare il numero 345/1560808 oppure scrivere agli indirizzi email [email protected] o [email protected].

Nuove birre da Alder, Canediguerra, Birrone, Vetra, Birranova e Malcantone

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Probabilmente ricorderete come un paio di settimane fa fece parecchio scalpore l’incendio scoppiato a Elch Bräu (sito web), uno dei produttori più apprezzati della Franconia. Ci piace dunque aprire la panoramica di oggi sulle nuove birre italiane proprio con il birrificio di Georg Kugler, protagonista, prima della sfortunata vicenda, di una collaboration brew con Alder. La birra si chiama Dampflock (5,4%) ed è una Export Lager in chiave “non filtrata”, più amara e maltata rispetto a una Keller standard. La luppolatura è ottenuta con varietà Spalter Select e Hersbrucker, mentre i malti sono tutti di provenienza tedesca. La birra è stata presentata il 18 febbraio in contemporanea presso la tap room di Alder e i locali Scurreria (Genova) e Ma che siete (Roma). La Dampflock non è l’unica novità del birrificio brianzolo, perché solo qualche giorno fa è stata annunciata la Ohana (6,6%) una Rye IPA con caratteristiche da West Coast, prodotta con malti tedeschi e una percentuale di segale. Dell’esplosivo profilo tropicale e agrumato sono responsabili i luppoli neozelandesi Nectaron e Nelson Sauvin.

Additivi nella birra fatta in casa: eresia assoluta o pratica accettabile?

Navigando tra i vari forum e gruppi di homebrewer, mi capita ogni tanto di imbattermi nel classico personaggio “integralista” che si oppone all’utilizzo di qualsiasi additivo nel processo di produzione casalingo di birra. Se concettualmente posso essere vicino ad alcune posizioni per quanto riguarda l’approccio generale alla produzione di cibi e bevande, specialmente a livello di hobby, dall’altro ha senso evidenziare che la parola “additivo” in sé non ha necessariamente un’accezione negativa. È chiaro che rimanda a un contesto industriale dove regna l’iper-lavorazione degli ingredienti al fine di ottimizzare resa e costi, spesso associata a una irreversibile denaturazione o peggioramento delle qualità nutritive degli alimenti, ma non sempre è così.
Nel processo di produzione della birra si possono utilizzare decine di additivi diversi, alcuni meno invasivi, altri volti a una ingegnerizzazione più spinta del processo produttivo. Ricordo lo sguardo che mi lanciò Agostino Arioli durante una recente visita al Birrificio Italiano, quando gli chiesi se in birrificio utilizzassero acqua osmotizzata per produrre la Tipopils: “Acqua osmotizzata? No, non applichiamo nessun processo industriale né usiamo additivi per la produzione delle nostre birre”. Ho pensato subito al mio impiantino a osmosi inversa con cui filtro la durissima acqua di Roma quando produco una bassa fermentazione chiara, e mi è scappato un sorriso misto a un filo di senso di colpa.

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