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Prossimi eventi: Birrificio Italiano Festival, Farmhouse Pride, Beer Park Festival e Luppolandia

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La panoramica odierna sui prossimi eventi birrari si concentra su quattro iniziative in programma a inizio giugno. Per celebrare i suoi trent’anni di attività, il Birrificio Italiano ha scelto l’area feste di Lomazzo, sempre in provincia di Como, per organizzare una grande manifestazione con tanti birrifici ospiti. Negli stessi giorni si terrà nel bolognese il Farmhouse Pride di Ca’ del Brado, evento dedicato alle birre delle fattorie. Sempre in Emilia si terrà la seconda parte del festival Luppolandia, e diviso in due fasi sarà anche il Beer Park Festival di Roma, in programma nei primi due weekend di giugno. Buone bevute a tutti!

Quando il design va oltre l’etichetta: il caso del birrificio EDIT

Ci sono birrifici che lavorano bene sulla grafica. E poi ci sono realtà in cui la grafica non resta confinata sull’etichetta, ma diventa una porta d’ingresso per leggere qualcosa di più ampio: il brand, inteso non solo come estetica, ma come modo di pensare il rapporto tra prodotto, spazio e pubblico. Il caso del birrificio EDIT, a Torino, è interessante proprio per questo motivo. Le sue lattine permettono di osservare da vicino un progetto più ampio, in cui prodotto, spazio, servizi e modalità di fruizione sembrano seguire una direzione comune. In un settore dove spesso l’identità visiva viene trattata come un elemento accessorio o esclusivamente promozionale, EDIT non sembra limitarsi a rendere riconoscibile una birra sugli scaffali, ma punta a trasformare il design in uno strumento per costruire un immaginario coerente, capace di attraversare tutti gli aspetti del progetto.

I motivi alla base della “haze craze”, la mania per le IPA torbide che ha conquistato il mondo

Le Hazy o Juicy IPA sono diventate uno dei fenomeni più rilevanti della birra artigianale contemporanea, arrivando a dominare il panorama craft globale e conquistando praticamente ogni paese dotato di una scena brassicola evoluta. A dimostrarlo sono anche i numeri dell’ultima World Beer Cup, il concorso birrario più prestigioso al mondo, andato in scena lo scorso mese a Philadelphia: la categoria Hazy IPA è stata infatti la seconda più numerosa con 274 birre iscritte, superata solo dalle West Coast IPA con 293 partecipanti. Organizzata dalla Brewers Association, l’associazione senza scopo di lucro che rappresenta i piccoli birrifici artigianali indipendenti statunitensi, la World Beer Cup ha celebrato quest’anno la sua trentesima edizione, registrando 8.166 birre provenienti da 50 paesi diversi. Un dato che conferma ancora una volta la centralità della scena craft americana nell’evoluzione delle tendenze birrarie mondiali.

Birraio con esperienza ed ex gestore di pub cerca un impiego nel settore

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Mi chiamo Giulio, vivo a Padova, sono un birraio e attualmente lavoro come agente di commercio. Nel corso del mio percorso professionale ho maturato esperienza diretta nel settore brassicolo, collaborando con due importanti birrifici, presso i quali ho sviluppato competenze tecniche di produzione e dai quali posso fornire referenze.

Ho inoltre una solida esperienza nella somministrazione: sono stato responsabile e gestore di un importante pub in provincia di Padova, ruolo che mi ha permesso di approfondire tutti gli aspetti legati al servizio, alla gestione operativa e al rapporto con la clientela.

Sono alla ricerca di una nuova opportunità professionale nel settore birrario, in cui poter mettere a disposizione la mia esperienza trasversale — dalla produzione alla somministrazione, fino all’attuale esperienza commerciale — con serietà, passione e voglia di crescita.

Per CV e contatti:
[email protected]
3480973625

Nuove birre da Hilltop, Alveria, Cantina Errante, Exuvia, Evoqe, The Wall e altri

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Le collaborazioni di Hilltop, l’esercizio tecnico sui tioli firmato Exuvia, il recupero della Dorada Pampeana da parte di Evoqe Brewing e l’ennesima reinterpretazione italiana delle Cold IPA sono alcune delle birre protagoniste della panoramica odierna sulle novità italiane. Creazioni che raccontano bene la fase attuale della birra artigianale nazionale: un ambiente sempre più aperto alle contaminazioni, ma anche molto attento agli aspetti tecnici e alla facilità di bevuta. Accanto alle luppolate moderne trovano così spazio reinterpretazioni di stili meno battuti, esperimenti sui processi produttivi e persino il recupero di antiche tradizioni britanniche, in un equilibrio continuo tra innovazione e memoria brassicola.

Il lascito di Carlo Petrini: come Slow Food ha influenzato la birra artigianale italiana

La recente scomparsa di Carlo Petrini ha alimentato riflessioni sull’impatto globale che Slow Food ha avuto sul cibo negli ultimi quarant’anni. Un’influenza enorme, che ha travalicato la gastronomia in senso stretto e ha finito per toccare settori molto diversi tra loro, tra cui naturalmente la birra artigianale. Il comparto brassicolo nazionale deve molto, direttamente o indirettamente, al movimento fondato da Petrini, di cui ha contribuito a plasmare una parte consistente dell’identità culturale. Quando la birra artigianale italiana iniziò a muovere i primi passi, nella seconda metà degli anni Novanta, il prodotto birra in Italia era percepito quasi esclusivamente come bevanda industriale, standardizzata, spesso separata dal discorso gastronomico. Fu proprio in quel contesto che Slow Food contribuì a cambiare il linguaggio con cui la birra veniva raccontata.

Prossimi eventi: Granda in Piazza, Catria Republic, Beerbagia, FiTS Beer Fest e Birralonga

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Con la panoramica di oggi sui prossimi eventi birrari diamo un’occhiata agli appuntamenti a cavallo tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. Il primo è in programma a Genova questa domenica: parliamo di Birralonga, la manifestazione itinerante con otto tappe (cioè pub) in giro per i vicoli della città. Nell’ultimo weekend del mese, invece, si terranno altri tre eventi oltre a quelli segnalati in passato: Beerbagia Festival in Sardegna, FiTS Beer Fest a Torino e, per gli amanti della musica e della birra artigianale, il Catria Republic Festival a Cantiano (PU). Infine nel primo fine settimana di giugno segnaliamo ancora a Torino la terza edizione di Granda in Piazza, con una lista davvero interessante di birrifici italiani e stranieri. Buone bevute a tutti!

Rauchbier e Delta Blues: il fumo che resta, il suono che viene dalla terra

Ci sono birre che cercano precisione. Altre che inseguono l’impatto. E poi ce ne sono alcune che raccontano una storia prima ancora di essere bevute. Le Rauchbier appartengono a questa categoria. Non rappresentano uno stile che si limita a mostrarsi: si porta dietro un mondo. Nel bicchiere sono ambrate o brune, spesso limpide, con una schiuma compatta. Ma è al naso che cambia tutto. Il fumo arriva subito. Non è un dettaglio o una suggestione: è presenza. Legno bruciato, affumicatura, talvolta bacon, talvolta cenere fredda. Un’impronta che non lascia spazio a interpretazioni. Nel panorama brassicolo contemporaneo, le Rauchbier restano uno stile divisivo. Non cercano il consenso, non si adattano. O le si accettano, o le si rifiutano. Ma se le si ascoltano davvero, si scopre che sotto il fumo c’è molto di più: una base maltata pulita, una bevibilità sorprendente, una costruzione precisa.

Multa da 1,5 milioni di euro per un birrificio umbro: il caso che riaccende il tema della birra agricola

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Un paio di settimane fa nell’ambiente della birra artigianale è accaduto un fatto che non ha ricevuto molta attenzione, ma che rischia di avere ripercussioni pesanti sull’intero settore. La Corte di giustizia tributaria di Perugia ha imposto a un birrificio locale il pagamento di quasi un milione e mezzo di euro – avete letto bene – per crediti insoluti nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. L’aspetto importante, oltre alle cifre, è la natura della contestazione: il birrificio avrebbe sfruttato in maniera indebita il regime fiscale agevolato per le aziende agricole, adottandolo pur in assenza delle condizioni richieste. In altre parole avrebbe agito fiscalmente come birrificio agricolo, pur non essendolo. La conclusione però è meno lineare di quanto potrebbe sembrare e arriva in seguito alle interpretazioni fatte dalla Corte nelle pieghe della normativa vigente. È insomma una vicenda piuttosto complessa, che è importante raccontare nel dettaglio.

Nuove birre da Brasseria della Fonte, Rebel’s, Lambrate, Alder, Mudita e Birra Pasturana

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Negli ultimi giorni sono state annunciate diverse birre nate per celebrare qualcosa: anniversari, traguardi, momenti simbolici per i birrifici o per i locali con cui collaborano. Ma sarebbe riduttivo leggerle solo in questa chiave. Accanto alla dimensione celebrativa, infatti, emerge una tendenza interessante: da un lato produzioni strutturate, spesso legate al mondo delle barrel aged e pensate per lasciare il segno; dall’altro birre più snelle, immediate, costruite sulla facilità di bevuta e sulla precisione tecnica. In mezzo, una costante attenzione alla riconoscibilità, che passa sia attraverso il legame con il territorio sia attraverso richiami più ampi alla cultura birraria internazionale. È un equilibrio che racconta bene la maturità raggiunta dal settore, capace di muoversi tra profondità e accessibilità senza perdere coerenza.

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