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5 curiosità (più o meno conosciute) sui tradizionali pub britannici

Se c’è un luogo che riesce a condensare secoli di storia britannica in pochi metri quadrati, quello è il pub. Per molti visitatori stranieri rappresenta semplicemente il posto ideale dove bere una pinta, ma in realtà il pub tradizionale inglese è molto più di questo: è un’istituzione sociale, un punto di ritrovo, un pezzo di patrimonio culturale. Entrandoci si incontrano usanze, simboli e dettagli che spesso passano inosservati a occhi meno attenti, ma che raccontano una storia lunga centinaia di anni. Alcuni riguardano direttamente la birra, altri hanno poco a che fare con ciò che si trova nel bicchiere. Eppure tutti contribuiscono a definire quell’atmosfera unica che rende i pub inglesi diversi da qualsiasi altro locale al mondo.

La parola “Arms” nel nome di tanti pub

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Chiunque abbia trascorso qualche giorno nel Regno Unito avrà notato una curiosa ricorrenza nei nomi dei pub. Non è difficile imbattersi in insegne come The Southampton Arms, The Churchill Arms, The Wenlock Arms o The King’s Arms. Il termine “Arms” deriva dagli stemmi araldici delle famiglie nobiliari, delle casate reali o delle istituzioni che storicamente possedevano terreni e proprietà nelle varie zone del paese. Molti pub nacquero infatti come locande o punti di ristoro sotto la protezione di un signore locale e ne adottarono il blasone come insegna. In alcuni casi il collegamento era reale, in altri puramente simbolico, ma il risultato è che ancora oggi “Arms” è una delle parole più diffuse nella toponomastica dei pub britannici. Dietro un nome apparentemente banale si nasconde quindi un frammento della storia feudale inglese.

L’uso di handpump e cask

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Per chi è abituato ai moderni impianti di spillatura, le caratteristiche “leve” presenti sul bancone di molti pub inglesi possono sembrare un oggetto d’altri tempi. Si chiamano handpump e sono utilizzate per servire le tradizionali Real Ale, cioè le birre in cask. A differenza della normale birra alla spina, che viene spinta dal gas (CO2) contenuto in bombole attaccate all’impianto, le Cask Ale completano la propria maturazione in piccoli barilotti di acciaio (solo raramente di legno) e vengono servite tramite una pompa azionata manualmente dal publican. Il risultato è una birra meno carbonata e servita a una temperatura leggermente superiore rispetto agli standard continentali.

Per il gestore del pub, però, il sistema comporta anche maggiori responsabilità. Una volta aperto, un cask deve essere consumato in pochi giorni e richiede una gestione molto attenta. È uno dei motivi per cui le Cask Ale continuano a essere considerate una delle espressioni più autentiche della cultura birraria britannica.

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Il rito della domenica: il Sunday Roast

In Italia la domenica è spesso sinonimo di pranzo in famiglia. In Inghilterra esiste una tradizione molto simile: il Sunday Roast. Nato secoli fa come pasto successivo alla funzione religiosa domenicale, consiste generalmente in carne arrosto accompagnata da patate, verdure, salsa gravy e gli immancabili Yorkshire pudding. Sebbene originariamente fosse preparato in casa, negli ultimi decenni molti pub hanno fatto proprio questo rito, trasformandolo in uno degli appuntamenti più importanti della settimana.

Ancora oggi numerosi locali registrano il tutto esaurito la domenica a pranzo. Per molti britannici il pub non è soltanto un luogo dove bere una pinta, ma uno spazio dove trascorrere il tempo con amici e familiari, e il Sunday Roast rappresenta una delle manifestazioni più evidenti di questa funzione sociale.

Le insegne figurative

Passeggiando per le strade inglesi si rimane spesso colpiti dalle insegne dei pub: corone, leoni, cigni, cavalli bianchi, navi e creature mitologiche. Non si tratta semplicemente di una scelta decorativa. Molte di queste immagini risalgono a un’epoca in cui gran parte della popolazione era analfabeta. Per identificare una locanda era quindi molto più efficace utilizzare un simbolo facilmente riconoscibile piuttosto che un nome scritto. Da qui nacquero insegne destinate a diventare iconiche e che ancora oggi rappresentano un elemento distintivo del paesaggio urbano britannico.

Alcuni simboli rimandano alla monarchia, altri alla nobiltà locale, altri ancora a eventi storici o leggende popolari. The Red Lion, ad esempio, richiama uno dei simboli araldici più diffusi in Inghilterra. The White Hart prende il nome dal cervo bianco, emblema personale di Riccardo II. The Black Friar deve il suo nome ai frati domenicani (i “black friars”) che un tempo occupavano l’area. Il celebre Ye Olde Cheshire Cheese è un caso leggermente diverso: il nome richiama un formaggio prodotto nella contea di Cheshire, a testimonianza di come alcune insegne derivassero da merci, mestieri o prodotti tipici.

Le piccole stanze chiamate snug

Tra le curiosità più affascinanti dei pub storici ci sono gli snug, piccoli ambienti separati dal resto del locale, spesso nascosti dietro porte o divisori in legno. Nell’Inghilterra vittoriana questi spazi erano frequentati da chi desiderava bere lontano da sguardi indiscreti. Potevano essere donne, membri del clero, professionisti rispettabili o semplicemente clienti che non volevano mescolarsi alla rumorosa clientela del bar principale.

Oggi molti snug hanno perso la loro funzione originaria, ma sopravvivono come testimonianza di una società profondamente diversa da quella attuale. Entrare in uno di questi piccoli ambienti significa fare un salto indietro nel tempo e comprendere come il pub abbia saputo adattarsi ai cambiamenti sociali senza rinunciare alle proprie radici.

Conclusioni

La forza del pub inglese risiede proprio nella sua capacità di conservare il passato continuando però a svolgere una funzione contemporanea. Le handpump convivono con le moderne spine, i Sunday Roast attirano nuove generazioni di clienti e le insegne secolari continuano a identificare locali che restano punti di riferimento per le rispettive comunità. Per chi visita il Regno Unito, fermarsi a bere una pinta è quasi obbligatorio. Ma osservando con un po’ più di attenzione ciò che circonda il bicchiere si scopre che il vero fascino del pub non è soltanto nella birra: è nelle storie, nei rituali e nelle tradizioni che da secoli si tramandano tra le sue mura.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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