Il Broads National Park è un grande parco nazionale nell’est dell’Inghilterra, situato tra Norfolk e Suffolk. La sua particolarità è la presenza di numerosi corsi d’acqua navigabili e l’intreccio di laghi, paludi e fiumi chiamati broads. Qui tutto ruota attorno all’acqua: alcuni paesi sono raggiungibili solo in barca, il birdwatching è una religione e gli sport acquatici dominano il paesaggio. Si tratta di un contesto naturalistico unico nel panorama britannico, con il valore aggiunto di offrire alcune tappe birrarie imperdibili per gli amanti delle Real Ale e delle tradizioni brassicole locali. Perché allora non attraversare il Broads National Park in barca, intraprendendo uno dei pub crawl più particolari e affascinanti che si possano sperimentare? È ciò che ho fatto di recente.
Brewery Tap (Norwich)
Il mio viaggio comincia da Norwich, circa 160 chilometri a nord-est di Londra, dove mi fermo la sera prima di ritirare la barca che per cinque giorni diventerà il nostro camper galleggiante. Per gli appassionati di birra la città è la sede delle finali dei World Beer Awards. La scelta dell’hotel è stata particolarmente fortuna è proprio di fronte al Brewery Tap (sito web), un locale che non è facile definire: tap room, brew pub o semplicemente pub. Battezzato originariamente The Wherry, nel 2005 viene acquistato da Colin Keatley, che installa la Fat Cat Brewery nello stesso edificio e trasforma il locale nella sua taproom ufficiale. Oggi il pub ha preso una strada propria: è una freehouse indipendente, ma continua a condividere gli spazi con il birrificio. Accanto all’intera gamma Fat Cat, infatti, trovano spazio anche le etichette a marchio Brewery Tap, prodotte dalla stessa Fat Cat come birre esclusive del locale.
Mi siedo al bancone e, ignorando le tante spine, punto subito le handpump. Comincio con la TAP (Ordinary Bitter, 3,4%), poi la CHB (Best Bitter, 4,2%) e infine la Gold (Golden Ale, 4,3%). Sono esattamente come me le aspettavo: poco gas, temperatura di cantina e quel leggerissimo carattere burroso che, nelle Bitter inglesi, a me non dispiace.
Lion (Thurne)
La mattina seguente raggiungiamo Richardson Boating, ritiriamo la barca e durante il giro di prova impariamo ormeggi, nodi e manovre essenziali. La patente non serve e può persino guidarla mio figlio di dodici anni, con un entusiasmo che rende impossibile togliergli il timone. La prima sosta è How Hill, con la sua tenuta storica e il grande mulino di drenaggio ottocentesco. Una breve passeggiata e ripartiamo verso Thurne, dove ci aspetta il Lion (sito web), storico pub affacciato sul Thurne Dyke. Le handpump propongono una rotazione di birre del Norfolk e di altri birrifici britannici. Comincio con una Fat Crown (Hoppy Red Ale, 3,4%) nata dalla collaborazione tra Fat Cat e Pell & Co, che scende così delicata da essere una gioia. Per la cena porto a bordo una Royal Pillow Fight (Pale Ale, 3,9%) di Mr Winter’s e Pell & Co ovviamente spillata dal cask.
King’s Head (Wroxham)
La mattina dopo facciamo colazione affacciati sul dyke, il piccolo canale artificiale che nei Broads collega il fiume agli approdi e, spesso, ai pub. Da lì il viaggio prende il suo ritmo naturale: quattro o sei miglia all’ora, canneti, mulini di drenaggio e villaggi che sembrano sospesi nel tempo. A Wroxham entro al King’s Head (sito web), pub ospitato in un elegante edificio del Settecento, classificato Grade II e riconosciuto per il suo interesse storico e architettonico. Mi siedo e bevo una splendida Old Nogg (Dark Ale, 6%) di Lacons Brewery. La birra è una gioia, al naso arrivano note di noce e prugna secca, e il corpo vellutato avvolge la bocca, capisco perché abbia conquistato nel 2022 una medaglia d’argento in un concorso del CAMRA.
Fur & Feather (Salhouse Broad)
Dopo un paio d’ore di navigazione decidiamo di fermarci per la notte a Salhouse Broad, uno di quei grandi specchi d’acqua nati quando le antiche cave di torba medievali finirono sommerse. Il motivo della scelta, però, è molto meno romantico, a eccezione di noi appassionati: il Fur & Feather (sito web), pub della Woodforde’s Brewery, dista appena un quarto d’ora a piedi. Il locale, ricavato da vecchi fienili, è già pieno: l’Inghilterra gioca i Mondiali e il bancone è un muro di persone. Io continuo la mia personale caccia alle Cask Ale. Comincio dalla Wherry, poi passo alla Nelson’s Revenge, alla Bure Gold e chiudo con la Nog, una Dark Ale così buona da meritarsi un posto fisso nella cambusa per il resto del viaggio.
Acle Bridge Inn (Acle)
Il risveglio è accompagnato da cigni, papere e anatre che salgono tranquillamente a bordo durante la colazione. Attraversiamo il Bure Marshes National Nature Reserve, il cuore più selvaggio dei Broads, prima di fermarci alle rovine di St Benet’s Abbey, fondata intorno al 1020 e ricordata come l’unica abbazia medievale inglese a non essere mai stata formalmente soppressa durante la Dissoluzione dei monasteri di Enrico VIII. La tappa successiva è l’Acle Bridge Inn (sito web), storico pub dove si può attraccare direttamente davanti al beer garden. Sulla porta campeggia la targa Cask Marque, che certifica la qualità del servizio delle Cask Ale. Tra le birre a rotazione di Adnams scelgo una Ghost Ship (Pale Ale, 4,1%) e una Broadside (English Strong Ale, 6,5%), entrambe servite in maniera impeccabile. Il rientro a “casa” non è mai stato così facile: mi basta attraversare il pontile.
Tombstone Brewery & Saloon Bar (Great Yarmouth)
Il quarto giorno puntiamo verso Great Yarmouth, dove i Norfolk Broads incontrano il Mare del Nord. Volevamo visitare la città e raggiungere la Lacons Brewery, ma il River Bure è in piena e il livello dell’acqua è troppo alto per passare sotto il ponte che conduce al birrificio. La consolazione arriva con il Tombstone Brewery & Saloon Bar (sito web), probabilmente la scoperta più bella del viaggio. Quattro handpump sono dedicate alle birre della casa e altre quattro agli ospiti del Norfolk e dell’East Anglia. Dietro il bancone noto una curiosità: i cask sono coperti da cask jackets, rivestimenti isolanti che mantengono la birra alla temperatura ideale. Invece di scegliere una pinta ordino un beer flight composto da Arizona (Pale Ale, 3,9%), Stagecoach (Dark Mild, 4,4%), Big Nose Kate (ESB, 5.2%) e la mia preferita del set, Texas Jack (Brown Ale, 6,6%).
White Horse (Neatishead)
Per l’ultima notte torniamo nei pressi di Acle, ma l’ultima vera tappa del viaggio è il White Horse (sito web) di Neatishead, ossia il brewpub di Pell & Co, nato tra le mura del locale nel 2015 e il cui impianto è ancora visibile dal ristorante. Il locale vanta la reputazione di “Real Ale mecca” dei Broads, costruita nel tempo grazie anche al premio del CAMRA “Rural Pub of the Year” e quello di “Best Pint on the Broads”, vinto per due anni consecutivi. Ho giusto il tempo per una Broadland Sunrise (Bitter, 4,2%) del birrificio Humpty Dumpty Brewery (distante poco più di 10 km) e una pinta di Farrier (Bitter, 3,7%), flagship beer della casa.
Visto il poco tempo a disposizione, riparto con il rammarico di aver lasciato proprio questo pub alla fine dell’itinerario e con la sensazione che, nei Norfolk Broads, siano il fiume, le handpump e la lentezza dell’acqua a decidere sempre quando è il momento di mollare gli ormeggi o di fermarsi per una pinta di una Real Ale. Ringrazio l’amico e degustatore Matteo che mi ha fatto conoscere queste vacanze in barca, senza di lui il viaggio e questo articolo non sarebbero mai esistiti.











grazie Fabio
che giro meraviglioso
anch’io sono dell’idea che il lento scorrere dell’acqua nei canali/fiumi aiuti ad aumentare il piacere ci certi momenti
alla tua!
ciao
Luca