Dopo la pausa estiva torna anche la nostra consueta rassegna sulle novità più recenti dal panorama brassicolo italiano, che nelle ultime settimane ha continuato a proporre interpretazioni differenti degli stili più conosciuti, sperimentazioni su ingredienti e luppoli e collaborazioni capaci di allargare ulteriormente i confini delle ricette. Tra birre affinate a lungo, nuove interpretazioni delle luppolate moderne, omaggi a tradizioni brassicole lontane e qualche incursione nella bassa fermentazione, ecco una selezione delle produzioni che abbiamo intercettato nelle ultime settimane.
Wild Raccoon
Anche durante le scorse settimane il birrificio Wild Raccoon (sito web) ha continuato a sfornare novità con il solito ritmo incessante. La prima si chiama Am I Dreaming? (6,4%) e può essere considerata l’anello di congiunzione tra le IPA classiche e quelle moderne. La base è quella di un’American IPA secca e amara, ma il profilo aromatico vira sul tropicale (oltre ad agrumi e fragola) grazie all’impiego di un lievito da Hazy IPA e a una luppolatura costruita con varietà Strata, El Dorado e Idaho 7. In bocca è morbida e secca allo stesso tempo, con una chiusura piuttosto amara. La seconda novità, battezzata The Deer God (6,5%), è una New Zealand IPA velata e vellutata, con un profilo fresco e aromatico: agrumi e lime si intrecciano a sfumature resinose, mentre uva spina e pompelmo completano il sorso. I luppoli naturalmente sono tutti i origine neozelandese: Riwaka, Rakau e Motueka. Infine Wild Raccoon nelle scorse settimane ha presentato anche la Hops Unchained – Krush (6,5%), sesta incarnazione del suo progetto di single hop. Parliamo in questo caso del Krush, un luppolo giovane ma che si è affermato velocemente, capace di caratterizzare questa American IPA con sentori di mango maturo, arancia rossa, albicocca e limone fresco.
Ritual Lab
Il birrificio Ritual Lab (sito web) di Formello (RM) ha recentemente rimpolpato la sua iconica linea di Imperial Stout affinate in legno con la Papanero Porto Barrel Aged (12,5%). La ricetta base è sempre la stessa, ma a cambiare è il tipo di botte: in questo caso ex Porto Tawny, con una maturazione che si è protratta per la bellezza di ventiquattro mesi – se non andiamo errati dovrebbe essere l’affinamento più lungo mai sperimentato per una Papanero. Al profilo abituale di legno, caffè, cioccolato, uva passa e prugna si somma ora la dolcezza vinosa e ossidativa del fortificato. Si distingue dalle sorelle maggiori per il colore della ceralacca, verde in questo caso.
Alder
Il birrificio Alder (sito web) inaugura il mese di settembre con una new entry nella sua linea di birre luppolate. La King Lobster (8%) è una Double IPA in salsa hazy, che si contraddistingue per un mouthfeel avvolgente grazie a una solida base maltata e all’impiego di una percentuale consistente di avena. Il mix di luppoli è piuttosto articolato: Citra e Mosaic utilizzati in bollitura, Simcoe, Nelson Sauvin e ancora Citra e Mosaic in varie fasi della fermentazione. Il risultato è una birra dall’aspetto decisamente velato, morbida e succosa in bocca, con una chiusura amara docile. Il profilo aromatico si muove tra richiami alla frutta a nocciolo (pesca), agrumi, frutta a polpa gialla e tropicale.
Chianti Brew Fighters
Negli ultimi giorni di agosto si è tenuto in provincia di Siena il Birranthology Extravaganza Festival, una delle manifestazioni birrarie di cui abbiamo scritto prima della pausa estiva del sito. Per l’evento sono state create alcune birre inedite, tra cui la Trip to Extravaganza – Japan Edition (5,5%) del birrificio Chianti Brew Fighters (sito web). È una luppolata che omaggia il Giappone e la sua cultura, anche perché creata in collaborazione con il produttore nipponico Kyoto Beer Lab (sito web). La ricetta parte dalla base di una luppolata di stampo moderno (luppoli Superdelic e Riwaka), ma aggiunge un twist agrumato grazie all’aggiunta di succo e scorza di yuzu. Qualche giorno prima l’azienda toscana ha presentato anche la Bestemmia Collettiva 2026 (4,8%), ossia la consueta birra “condivisa” prodotta insieme alla community del birrificio. Quest’anno siamo al cospetto di una Fruit Sour con ananas e mandarino, che risulta fresca e succosa, contraddistinta da un’acidità calibrata e da una spinta agrumata che accompagna il sorso senza appesantirlo, sulla scia di un uso degli agrumi asiatici che sta guadagnando terreno anche fuori dal Giappone.
La Diana + Antikorpo
Prima abbiamo menzionato una single hop, ma non è l’unica della rassegna odierna. Di recente la collaborazione tra i birrifici La Diana (sito web) e Antikorpo (sito web) ha portato alla genesi della Nectatron (4,8%), la cui ricetta è ovviamente costruita intorno al luppolo neozelandese Nectaron. Viene utilizzato in diversi step: sia a caldo, durante la bollitura, sia a freddo, in varie fasi della fermentazione. La base però è quella di una bassa fermentazione – una Pils moderna per l’esattezza – che punta a esaltare ancora di più le intense note di frutta tropicale e albicocca, accompagnate da sfumature di panificato. La birra è stata presentata in anteprima al Villaggio della Birra dello scorso weekend e l’etichetta non vi lascerà indifferente se avete qualche primavera sulle spalle.
Hydra
Il giovane birrificio Hydra (sito web) è stato uno dei protagonisti della nostra ultima rassegna sui nuovi produttori italiani. Nel frattempo dobbiamo registrare un paio di new entry nella sua gamma, a partire da Olympia (5%). Si tratta di una classica Weizen di stampo tedesco, con una base fermentabile convenzionale (malti Pils e Vienna) e una luppolatura ottenuta con il tradizionale East Kent Golding. La birra è pensata per l’evento dell’Oktoberfest che il birrificio ha in programma sabato 19 e domenica 20 settembre. Qualche settimana prima è stata annunciata la Hera Helios (4,7%), definita Summer IPA perché adatta le caratteristiche di una luppolatura moderna all’estate – è in pratica una Session IPA. Chiara e limpida, è leggera e rinfrescante ma anche molto decisa, grazie all’impiego di luppoli aromatici (Polaris, Citra, Idaho 7 e Nelson Sauvin) che contribuiscono a un bouquet complesso e non monocorde, in cui troviamo frutta tropicale, agrumi e fiori.











