Situata nel Mare di Wadden, a nord dei Paesi Bassi, l’Isola di Texel è la più grande e occidentale delle Isole Frisone. Si tratta di un luogo dove natura, storia e cultura si intrecciano in modo unico. Con i suoi paesaggi di dune, brughiere e pascoli battuti dal vento del Mare del Nord, Texel ha sviluppato un’identità autonoma che si riflette anche nella produzione birraria. È l’unica delle Isole Frisone in cui è possibile arrivare in automobile, grazie ad un efficiente sistema di traghetti che dal porto di Den Helder, nel nord dei Paesi Bassi, portano sull’isola in mezz’ora. Le dimensioni dell’isola sono piuttosto ridotte: in 25 minuti di auto si viaggia da un capo all’altro, consentendo facili tour in bicicletta, che infatti sono spesso prediletti dai tanti turisti (soprattutto olandesi e tedeschi) che visitano l’isola. Un dato sorprende su tutto: sebbene l’Isola di Texel conti solo 13.000 abitanti, sono attivi ben 5 birrifici.
Texelse Bierbrouwerij
Il più conosciuto tra i produttori locali è senza dubbio la Texelse Bierbrouwerij (sito web). Fondata nel 1999 da un gruppo di imprenditori del posto guidati da Harry van der Meer, la Texelse Bierbrouwerij nasce con l’obiettivo di creare una birra che rappresenti l’isola. In un momento in cui il movimento craft nei Paesi Bassi era ancora agli inizi, il progetto si distingueva per la volontà di valorizzare ingredienti locali e raccontare un’identità territoriale forte.
Nei primi anni, la produzione fu limitata e fortemente legata al turismo locale, ma il successo della Skuumkoppe – una Dunkelweizen da circa 6% vol., caratterizzata da un corpo pieno e cremoso con note di caramello, albicocca e un finale leggermente dolce – ha rapidamente superato i confini dell’isola. Negli anni 2000 il birrificio ha investito in ampliamenti e distribuzione, fino a diventare uno dei marchi craft più riconoscibili del paese. Un passaggio importante è avvenuto nel 2015, con l’acquisizione da parte del gruppo Heineken, che ha garantito una diffusione nazionale capillare in tutti i Paesi Bassi. Nonostante questo, la produzione è rimasta sull’isola e continua a enfatizzare il legame con Texel.
Fra gli altri prodotti, merita una menzione la Texels Blond: una Blonde Ale con un twist locale dato dall’aggiunta di finocchio marino, che conferisce un profilo aromatico fresco e speziato. Accanto a questa, il birrificio produce una vasta gamma di prodotti, soprattutto Bock e Tripel e molte produzioni stagionali legate al calendario (autunnali, invernali). Le birre di Texelse Bierbrouwerij si trovano praticamente ovunque sull’isola, ma per assaggiare le produzioni stagionali e più di nicchia occorre recarsi direttamente al birrificio che dispone di shop e visitor center.
Brouwerij TX
Il secondo birrificio per dimensioni è la Brouwerij TX (sito web). Il birrificio nasce negli anni 2010 come risposta a una nuova generazione di consumatori e produttori, più attenti alle tendenze internazionali della birra craft. Il progetto è stato avviato da imprenditori locali con esperienze nel settore food & beverage. Fin dall’inizio, TX si è distinta per un approccio fortemente orientato al branding e alla narrazione, con etichette curate e un’identità visiva moderna con focus “craft”. La produzione ha seguito questa linea, introducendo stili come IPA e Pale Ale in un contesto storicamente più legato a birre tradizionali.
Nonostante il focus sia sulle IPA, il prodotto che ho trovato più interessante è stata la TX Tripel, una Tripel tradizionale ma con un aroma di luppolo piuttosto marcato che la rende molto beverina. Anche le birre della Brouwerij TX sono facilmente reperibili un po’ ovunque sull’isola, ma, analogamente a quanto detto per Texelse, per assaggiare i prodotti più di nicchia è consigliabile recarsi direttamente in birrificio.
Tesselaar Familiebrouwerij Diks
Fra i progetti più interessanti c’è senza dubbio la Tesselaar Familiebrouwerij Diks (sito web). Fondata nel 2017 dalla famiglia Diks, questa realtà nasce con una duplice missione: produrre birra e raccontarne cultura. Il progetto prende forma a Den Burg, il principale centro abitato dell’isola, e si distingue fin da subito per l’approccio familiare e didattico. Il focus è indirizzato sugli stili della tradizione belga (Blonde, Dubbel, Tripel), ma i prodotti che a mio avviso risaltano solo le loro Bock. Sono rimasto piacevolmente colpito in particolare dalla Slufter Bock, una Winter Bock con una piacevole sapore tostato e caramellato e un leggero sentore di alloro. Interessante ma piuttosto “scolastica” la Bruuzer, Tripel della casa.
Il modo migliore per assaggiare le loro birre è recarsi nella relativa tap room, diventata un punto di riferimento per il turismo birrario, grazie a visite guidate e degustazioni che raccontano sia la propria storia, sia quella della birra sull’isola.
Ouwe Skilder Brouwerij
Il birrificio con il maggior potenziale è invece il Ouwe Skilder Brouwerij (sito web). Si tratta di una delle realtà più recenti della scena di Texel e nasce con una forte componente identitaria. Il nome stesso richiama il termine locale per indicare gli abitanti di Oudeschild, un villaggio di pescatori nella parte sud dell’isola, sottolineando un legame profondo con la comunità. La storia del birrificio è legata a un desiderio di recupero culturale: non solo produrre birra, ma raccontare storie dell’isola attraverso ogni etichetta. La produzione è volutamente limitata e spesso sperimentale, con un approccio quasi narrativo alla creazione delle ricette.
La figura chiave è Jeroen de Gee, mastro birraio e fondatore. La sua storia è comune a molte micro realtà craft, ma con una forte impronta personale: nasce come appassionato di cucina, e proprio da lì sviluppa l’interesse per il birrificio. Le prime produzioni avvengono in ambito domestico. Con il tempo, le ricette diventano più complesse e la richiesta cresce tra amici e conoscenti, fino a rendere necessario un salto di scala. Il passaggio decisivo avviene quando, grazie anche al supporto familiare, riesce a costruire uno spazio dedicato: il birrificio è infatti in gran parte autocostruito, dalle strutture fino all’impianto stesso.
La produzione è probabilmente una delle più particolari nei Paesi Bassi, seppur mantenga una dimensione estremamente ridotta (circa 200 litri per batch). Ogni birra viene realizzata quasi sempre una sola volta e su ogni bottiglia (quasi tutte da 0,75 cl) è indicato il numero totale di esemplari. Dal punto di vista stilistico, la gamma è estremamente ampia e fluida. Non esiste una “core range” stabile, a parte la I <3 Texel (Tripel, 9,4%) una birra dorata, con note floreali (petali di rosa), morbida e leggermente speziata, e la De T van Texel, Pale Ale speziata con Earl Grey, bergamotto e frutta essiccata prodotta in collaborazione con un negozio dell’isola (Semke Delicatexel).
Uno dei tratti distintivi è l’impiego di ingredienti locali o inusuali come le more di Texel (braam), il timo o lo zenzero fresco o il lavoro su serie narrative, come “De Texelse Dorpen” (2024): sette birre, ognuna ispirata a un villaggio dell’isola. In generale, il catalogo storico conta molte birre ad alta gradazione: Imperial Stout, Barley Wine, Wee Heavy ecc. Avendo messo nel mirino il birrificio da qualche tempo, mi ero riproposto di visitarlo. Purtroppo, al momento della mia visita, Jeroen, il birraio, era in vacanza. Molto gentilmente mi ha fornito diversi indirizzi dove poter trovare le sue birre (che non sono diffusissime). Il posto più fornito per acquistarle è il negozio Semke Delicatexel, situato nel villaggio di De Koog, dove berle il locale Burgers, Beers and Blues Texel (sito web), sempre a De Koog.
Brouwerij De Boei
Il quinto birrificio dell’isola la Brouwerij De Boei (sito web). Si tratta di una realtà molto piccola che nasce all’interno di un contesto agricolo e multifunzionale, associato ad attività turistiche e didattiche. Il birrificio fa infatti parte di un ecosistema produttivo più grande: il Landgoed De Bonte Belevenis, dove convivono birrificio, distilleria e altre attività artigianali. La produzione è molto limitata (circa 10.000–15.000 litri l’anno) con circa una cotta a settimana, alternando ricette tra birre leggere (4–5%, Blonde) e birre sopra i 10% (Tripel, Quadrupel e Barrel Aged).
Un elemento distintivo è l’uso delle botti della propria distilleria, la Distilleerderij De Lepelaar, che produce l’unico Whisky dell’isola (Wadden Whisky), oltre a Genevier e vari liquori. Al momento della mia visita, l’unica birra disponibile alla vendita, in un negozio carico di artigianato locale, era la Windkracht 10 (10%), una Quadrupel scura, calda e maltata, con zucchero candito e tostature evidenti.
Bar e locali
Anche a livello di bar, la scena birraria dell’isola è piuttosto ricca e interessante. Oltre al già citato Burgers, Beers and Blues Texel, vale sicuramente la pena una tappa alla Proeflokaal De Zwaan (sito web). È piuttosto piccolo ma vanta un’ottima selezione di birre locali, olandesi e internazionali. Molto amato e frequentato dai tanti turisti che visitano l’isola è De Twaalf Balcken (sito web), uno locale storico di Den Burg, dove convivono birre artigianali e grandi classici industriali.
L’isola di Texel, pur nella sua unicità, conferma i Paesi Bassi siano uno dei paesi europei in cui il mercato delle birre artigianali è più ricco e in fermento.











