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Viaggio a Budapest: assaggi dei birrifici artigianali della città e del resto dell’Ungheria

Erano quasi dieci anni che non passavo da Budapest, capitale dell’Ungheria e città sempre in fermento e in continua evoluzione, e negli ultimi nove mesi il mio lavoro mi ci ha portato per due diversi weekend. Centro nevralgico della vita politica, culturale ed economica del paese, Budapest rappresenta da sempre una delle mete europee turisticamente più amate ed è ormai anche una metropoli globale, avendo definitamente superato tutte le barriere e i limiti della vecchia Europa dell’Est. Discorso simile può essere fatto anche il settore brassicolo, nonostante i birrifici locali siano praticamente assenti nei vari siti italiani di e-commerce e in quasi tutti i più importanti eventi di settore.

In realtà già da una veloce ricerca su Google nei giorni precedenti ai miei soggiorni a Budapest, ho trovato un’ampia scelta di locali dedicati alla birra artigianale e qualche birrificio con la propria tap-room. Purtroppo in entrambi i casi la mia permanenza nella capitale ungherese è stata breve, ma ho comunque potuto scoprire alcune etichette e alcuni locali degni di nota.

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Horizont

Il mio primo test ha riguardato il birrificio Horizont (sito web), unico produttore artigianale che già conoscevo grazie all’amico Dannis Dominguez – proprietario e mastro birraio di un birrificio svizzero – che mi aveva portato varie etichette di Horizont recuperate a un festival in Lussemburgo. Fondato nel 2014 da due ex-homebrewer, il birrificio ha sede in un ex edificio industriale completamente ristrutturato e dotato di taproom adiacente all’impianto di produzione, peraltro di buone dimensioni (5.000 hL annui). La gamma riproduce i principali stili della tradizione birraria europea, combinati a collaborazioni con i principali birrifici di tutto il mondo. I loro prodotti vengono esportati in diversi paesi in Europa. Purtroppo la taproom è piuttosto lontana dalla parte più turistica della città.

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Mad Scientist

La miglior scoperta del mio viaggio è stato il birrificio Mad Scientist (sito web), che oltre a una tap-room con cucina nella sede principale, quella della produzione – peraltro, edificata curiosamente proprio nella stessa strada di Horizont – possiede un meraviglioso ristorante moderno nella zona più centrale di Budapest e un altro locale fuori dal centro città. La lista delle birre e degli stili prodotti da Mad Scientist è impressionante: si contano circa 30 etichette tra cui anche qualche birra maturata in botte e varie collaborazioni. L’importanza del birrificio è certificata anche dalla vendita delle loro birre presso il duty-free dell’aeroporto Ferenc Liszt di Budapest.

Potendo ordinare solo due birre di Mad Scientist, la mia scelta è caduta sulla Mango Bay (5,2%), una Milkshake Pale Ale, e sulla Your Midnight Lover (6,4%), una Sour brassata con fragole e lime in un delicato equilibrio dolce-acidulo che sorprende positivamente. Ho trovato curioso che in lista, oltre a moltissime birra della famiglia delle IPA, fossero presenti anche otto diverse Imperial Stout (tra cui Pastry Stout e Milk Stout).

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First Craft Beer & BBQ

Un locale veramente speciale, sempre nella zona centralissima della città, è First Craft Beer & BBQ (sito web), eccellente birreria e tap room dell’omonimo birrificio First Craft Beer. Pezzo forte del locale sono le quasi 30 vie dell’impianto di spillatura, ma merita menzione anche la cucina, davvero ottima per qualità e raffinatezza dei piatti. Protagonista del menu è la carne: anche i più semplici hamburger sono presentati come eccellenze gourmet. Il locale non è proprio economicissimo ma vale assolutamente l’esperienza. Alla spina trovate una grande varietà di stili e anche une discreta selezione di birre acide e barricate. Quest’ultimo filone, in particolare, è uno dei progetti cavalcati dal birrificio.

Gravity Brewing

Altro birrificio da “circoletto rosso” è Gravity Brewing (sito web) che produce un importante numero di birre diverse, sia stagionali che di alta gradazione alcolica e con aggiunta di ingredienti particolari, mantenendo una qualità sempre piuttosto elevata. Etichette particolari come Meteor (Triple Scotch Ale), Pulsar (Smoked Raspberry Porter), Prometheus (Campari IPA, provata – interessante) e moltissime Stout, Barleywine e Sour sono presenti nella moderna ed elegante taproom situata nel IX distretto di Budapest, A poche centinaia di metri a sud dell’area più centrale della città. Il locale è stato costruito nello stesso edificio del birrificio (visitabile tutti i sabati), che conta due sale di cottura. Una di produzione con impianto da 600 litri e una pilota da 120 litri, perfetta per testare le continue nuove produzioni pensate dal birrificio.

Ugar Brewery

In due diversi pub del centro ho conosciuto le birre di Ugar Brewery (sito web), che è un brewpub sito nel centro storico di Pest. Seppur questionabili dal punto di grafico, le birre di Ugar che ho provato sono risultate pulite a livello aromatico e assolutamente piacevoli alla bevuta. Spaziando tra alta e bassa fermentazione e varie gradazioni alcoliche, si fatica a definire le loro etichette di punta. Personalmente tuttavia ho testato una Marzen, la Push the Flower Button!, e una Double Neipa, battezzata That is what we do, sulle quali nulla posso eccepire.

Brew Your Mind

Curiosità finale. Parlando con vari publican in città, alla domanda qual è il miglior birrificio ungherese, la risposta più frequente è stata Brew Your Mind (sito web) che, seppur facilmente reperibile in molti locali della capitale, è basato a Szekszárd, area colonizzata dai Celti intorno agli anni 1000 e paradossalmente famosa per essere la zona vinicola più produttiva di tutta l’Ungheria. Se amate le birre corpose e alcoliche consiglio di provare la loro Moment In Time 2024, una Imperial Stout da 13,5% alc. passata in botti di Bourbon con Geisha Coffee & Mexican Vanilla. Birra da meditazione se ce n’è una, perfetta per chiudere una giornata e riconciliarsi col mondo.

Lorenzo Gallotti
Lorenzo Gallotti
Bevitore curioso e appassionato, sempre pronto a provare qualcosa di nuovo, aspirante giudice BJCP. Ha conseguito i diplomi di "Master Beer Sommelier” e di “Beer Sommelier" con la Scuola Italiana Sommelier. Oltre alla birra, ama lo sport, viaggiare, la tecnologia e cerca sempre di combinare le sue passioni.

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