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Soci’s vende due serbatoi isobarici nuovi di fabbrica, in pronta consegna, da 1.000l e 2.000l

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Manth – Birrificio Botanico cerca personale da inserire nell’organico del pub

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Rotorcraft Brewery propone produzione e confezionamento a contratto

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The Local Brew: le micro americane in DVD

The Local Brew è un interessante progetto americano, nato da poco ma già molto promettente. L’idea, di per sè neanche troppo originale, è di realizzare una serie di documentari televisivi presso i più importanti microbirrifici degli Stati Uniti (sul sito si parla di “mondo”, ma vogliamo essere realisti), ripercorrendo le fasi di produzione, intervistando i birrai, svelando i segreti di ogni produttore. Niente di eclatante insomma, se non fosse che gli americani, quando decidono di fare qualcosa, la fanno in grande. Basta infatti vedere il minuto e mezzo di trailer della puntata dedicata alla Stone Brewing (qui sotto), per capire che siamo di fronte a un prodotto tecnicamente confezionato in modo impeccabile.

[flashvideo filename=”http://www.thelocalbrew.com/media/tlb_stone_trailer.flv” width=330 height=220 /]

Chiude il museo di Burton-on-Trent

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Negli scorsi giorni è rimbalzata su diversi siti birrari la notizia che il prossimo giugno chiuderà i battenti lo storico museo di Burton-on-Trent, in Gran Bretagna. Roger Protz ha spiegato sul proprio blog la gravità dell’annuncio, che di fatto lascerà l’Inghilterra senza un grande museo dedicato all’arte brassicola nazionale e internazionale. Il sito, originariamente conosciuto come Bass Museum, fu acquistato dalla multinazionale americana Coors, che ora si è pronunciata per la chiusura.

Secondo le dichiarazioni dell’azienda statunitense, alla base della scelta ci sono meri calcoli economici: l’affluenza al museo è gradualmente calata, nonostante le diverse promozioni per i visitatori proposte negli anni, fino al punto in cui è diventato insostenibile per la Coors continuare a sostenere le spese di gestione (oltre un milione di sterline l’anno). L’obiettivo è di trasferire tali fondi per supportare i marchi principali della multinazionale.

Boskeun: alla spina e a Roma!

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BoskeunChi durante i propri viaggi birrari ha avuto la fortuna di visitare De Dolle, sarà rimasto affascinato da un luogo senza tempo, una sorta di Paese delle Meraviglie, nel quale è ovunque presente il marchio inconfondibile dei “birrai pazzi”. Il birrificio belga possiede un’atmosfera così unica che, una volta superata la soglia del pittoresco ingresso, la birra diventa l’ultimo dei problemi per un appassionato. Eppure lì, in quel paesetto quasi sperduto, è possibile bere alla spina alcuni tra i prodotti più buoni e originali di tutta la scena artigianale belga. Personalmente ho avuto la fortuna di trovare, tra le altre, una memorabile Lichtervelds, che mi è rimasta impressa per tutto il resto del viaggio in Belgio.

Garde Dog: una Bière de Garde made in USA

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Garde DogLa Flying Dog, birrificio americano molto in voga ultimamente, ha annunciato sul proprio blog la commercializzazione di una nuova birra stagionale: la Garde Dog. Come il nome lascia intendere, si tratta di una personale interpretazione del classico stile francese della Bière de Garde: tipologia piuttosto particolare, con nette influenze fiamminghe, caratterizzata da corpo medio e un vasto ventaglio di note floreali. E’ una birra adatta ai mesi primaverili, che può lasciare facilmente spiazzati poiché si discosta molto da stili più tradizionali.

Punto cardine della Bière de Garde è l’eleganza del prodotto finale, perciò sarà interessante verificare come questo aspetto si sposerà con le consuetudini dell’arte brassicola americana. Nonostante molte birre provenienti dagli USA presentino caratteri piuttosto estremi, a volte è proprio cimentandosi con tradizionali stili europei che i birrai americani hanno sfornato veri gioielli. I puristi senz’altro storceranno il naso di fronte alla scelta della Flying Dog, ma l’abilità del produttore in questione mi lascia moderatamente ottimista. Staremo a vedere…

La Malheur 12 cambia faccia (e gusto)

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La Malheur 12 non è propriamente una birra che mi fa impazzire, ma gode tuttavia di un’ampia schiera di estimatori in giro per il mondo. Ebbene, come riportato su Belgian Beer Board, il prodotto in questione ha subito un’evidente trasformazione sia nel “packaging” che nel gusto, con l’obiettivo, neanche troppo celato, di imporsi nella grande distribuzione: in Belgio infatti sta aumentando visibilmente la possibilità di trovare Malheur sugli scaffali delle principali catene di supermercati.

Dal punto di vista visivo la novità che salta subito all’occhio è la nuova etichetta: addio alla confusa “texture” tendente al grigio in favore di colori più accesi (rosso e giallo) e marchio ben in vista. Anche la bottiglia cambia, con l’abbandono del formato da 25 cl in favore di quello da 33 cl. Due mosse di puro marketing, che tendono evidentemente ad assecondare gli standard della grande distribuzione.

La morte dei pub inglesi

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Come riportato dal blog Beer Me!, qualche giorno fa è apparso sul Daily Mirror un appassionato articolo di Paul Kingsnorth sulla situazione, per nulla rosea, dei pub tradizionali britannici. Come saprete, in Inghilterra è in atto da tempo una profonda rivoluzione nella natura delle “public houses”, che lentamente stanno perdendo i propri caratteri originali a favore di una “modernizzazzione” alquanto pericolosa. E’ un fenomeno che rientra in un più ampio discorso di cultura birraria, che nel Regno Unito preoccupa da anni appassionati e associazioni, in primis il CAMRA, da sempre in prima fila per salvaguardare le real ales e la tradizione brassicola anglosassone.

Cosa sta succedendo alla scena dei pub britannici? Come detto, si sta verificando una profonda trasformazione, che ha cause di tipo economico ma anche culturale. Il pub nella società anglosassone ha ovviamente un valore molto diverso rispetto alla nostra realtà: è un’istituzione millenaria, un elemento fondamentale intorno al quale il Regno Unito si è sviluppato nei secoli. Il nome stesso, “public house”, dà il senso della sua forte connotazione “sociale”, ponendosi come punto d’incotro e di socializzazione, elemento unico e fondamentale nella vita collettiva degli inglesi. E’ qui che sono nati i pub-village, agglomerati di poche case che avevano (e hanno tuttora) la taverna come punto di riferimento. Se in Italia ogni piccolo paese ha la sua immancabile chiesetta, lo stesso discorso può essere fatto per l’Inghilterra con i pub.

Brewdog Paradox: quando la birra incontra il whisky

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paradox_bottle2.jpgAl recente Stout & Porter Fest abbiamo avuto la fortuna di ospitare una birra particolarissima, che è stata giudicata per acclamazione la novità più interessante dell’intero festival: la Paradox Islay Cask Edition 001 della scozzese Brewdog. Il nome è piuttosto complicato, quindi andiamo con ordine.

Innanzitutto Brewdog è un birrificio sito nei pressi di Aberdeen, davvero giovanissimo (ha aperto i battenti nell’aprile del 2007) e gestito da due ragazzi intraprendenti: James B Watt e Martin Dickie (quest’ultimo è anche il mastro birraio). Tra le loro produzioni – che viste le caratteristiche del birrificio risultano inevitabilmente originali e innovative – spicca la Paradox, un’imperial stout che si propone come anello di congiunzione tra la birra e il whisky. L’obiettivo finale è ben spiegato sul loro sito web:

Prova la birra prima di acquistarla

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Girando per la rete ho appreso che l’11 marzo scorso negli Stati Uniti, più precisamente nello stato di Washington, è stato approvato un disegno di legge che permetterà a 30 grandi magazzini di proporre assaggi di vino e di birra (4 once, circa 10 cl) agli avventori, con l’obiettivo di offrire un impulso al mercato dei piccoli produttori locali. Il programma, della durata di un anno, è favorevolmente sostenuto dai microbirrifici e le piccole aziende vincole del luogo, che non sempre dispongono di budget adeguati per sostenere delle specifiche strategie di comunicazione.

Mettendo da parte le inevitabili polemiche di chi è spaventato per un più facile accesso all’alcool da parte dei minori, si tratta di un’iniziativa lodevole, perché incentra la promozione dei prodotti regionali sulla comunicazione, elemento fondamentale per il settore brassicolo artigianale ed enogastronomico più in generale.

Pubblicata la guida CAMRA alla West Coast USA

Good Beer Guide West Coast USALa prestigiosa famiglia delle Good Beer Guides, le guide birrarie del CAMRA, si impreziosisce di una novità attesa dai più impavidi beer hunter del vecchio continente. Apprendo da un post di Harvey su ihb che il 3 marzo scorso l’organizzazione inglese ha rilasciato la guida alla costa ovest degli Stati Uniti, scritta da due giovani giornalisti del settore: Ben McFarland e Tom Sandham. Più di 500 birrifici censiti, oltre ai migliori locali dove provare le birre locali, al fine di fornire a tutti gli appassionati:

una guida definitiva e completamente indipendente per comprendere e scoprire il cuore del movimento birrario artigianale degli Stati Uniti, oltre a una compagna ideale per ogni beer-lover che si trovi sulla West Coast o che sia alla ricerca di una birra americana nel Regno Unito

e ovviamente nel resto d’Europa, aggiungiamo noi. Una bella novità dal CAMRA, che certifica la sempre maggiore attenzione europea alla scena americana, nonché i numerosi punti di contatto tra i due mercati. A quando una Good Beer Guide sull’Italia?

Stout & Porter Fest a Roma

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locandina_080315.jpgSabato 15 marzo 2008 i Domozimurghi Romani, in collaborazione con il Ma che siete venuti a fa e il Bir & Fud di via Benedetta (Trastevere), organizzano un mini-festival di stout e porter artigianali da tutto il mondo. Appena due giorni prima della festa di San Patrizio, si potranno assaggiare per 12 ore consecutive tantissime interpretazioni di questi due stili anglosassoni, con prodotti provenienti da Scozia, Inghilterra, USA, Danimarca, Belgio e ovviamente Italia. Immancabile il “gemellaggio” con le partite del 6 Nazioni di rugby, che saranno trasmesse dal Ma che siete. Previsto un laboratorio degustativo nel pomeriggio, condotto da Luigi D’Amelio, in arte Schigi

La lista delle birre presenti durante la giornata è di assoluto rilievo, sia quantitativamente che qualitativamente:

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