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Largo agli eventi natalizi: GustaNatale, Imbersago e Xmas 2011

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Se nell’ultima carrellata di eventi avevamo visto affacciarsi le prime iniziative appositamente pensate per il Natale, il post di oggi sulle prossime manifestazioni sarà inevitabilmente monotematico. Se perciò tra regali da acquistare e caotiche luminarie avete già raggiunto il livello massimo di sopportazione delle festività natalizie, vi consiglio di stringere ancora un po’ i denti, perché ci penserà la nostra amata birra a dare un senso a questo folle periodo natalizio. A partire da mercoledì 7 dicembre, quando prenderà il via ad Angri, in provincia di Salerno, l’appuntamento con GustaNatale, che si protrarrà fino alla serata di giovedì 8. Sarà un festival dedicato all’enogastronomia in generale, ma con la birra artigianale grande protagonista.

Aperte le adesioni alla Settimana della Birra Artigianale 2012

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Mentre Cronache di Birra continua ogni giorno a informarvi sulle novità del settore birrario, dietro le quinte procedono i lavori per la Settimana della Birra Artigianale 2012. Ricordo a chi non lo sapesse che si tratta di una manifestazione a carattere nazionale, che si terrà da lunedì 13 a domenica 19 febbraio 2012. Durante questi sette giorni tantissimi tra beershop, pub, ristoranti e associazioni proporranno eventi e promozioni, al fine di celebrare la nostra bevanda preferita e di avvicinare nuovi curiosi a questo fantastico mondo. Finora tutte le informazioni di cui vi avevo parlato nei precedenti post erano rimaste nel campo del teorico, perciò oggi sono contento di poter annunciare le prime due novità concrete per l’edizione 2012: l’apertura ufficiale delle adesioni e la presentazione del nuovo logo.

“In simpatia, la birra artigianale vince”

Probabilmente sarò monotono, ma ho sempre piacere a ricordare che uno degli aspetti più belli della birra artigianale sono le persone che capita di conoscere nell’ambiente. Personalmente in questi anni ho incontrato tanti nuovi amici, che poi magari vedo solo una o due volte l’anno, ma con i quali sono consapevole di condividere quotidianamente una splendida passione. Uno di loro è Walter Scarpi del birrificio Cajun, conosciuto – se non ricordo male – in un passato Pianeta Birra e che poi ho avuto l’occasione di incontrare nuovamente solo qualche volta. Ciononostante non è raro sentirci via mail, soprattutto quando mi invia alcuni suoi articoli incentrati sul lavoro di birraio e sul mondo che condividiamo. Il post di oggi riporta proprio un passaggio del suo ultimo pezzo (per il free presso romagnolo Gagarin), che si ricollega al concetto da me espresso poco sopra.

Modular 20, Key Keg, Petainer: fusto d’acciaio bye bye

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Un fusto Modular 20 di Carlsberg

La scorsa settimana vi ho proposto una carrellata delle novità tecnologiche provenienti dall’industria, anticipando che avrei ripreso il discorso a breve per ampliare e completare l’argomento. In quel caso accennai al sistema Modular 20 di Carlsberg Italia e mi dilungai sul Cellar Beer System di Heineken: due soluzioni che eliminano l’anidride carbonica dalla spillatura, ma che funzionano in modo fondamentalmente diverso. La comparsa delle due tecnologie non sono casi isolati, bensì si contestualizzano all’interno di un campo d’azione che negli ultimi tempi sta mostrando diverse innovazioni. Innovazioni che – e non potrebbe essere altrimenti – provengono dalle multinazionali, ma che facilmente potrebbero avere ripercussioni anche sul segmento artigianale. Un nome che vale come esempio per tutti? Key Keg, il fusto usa e getta.

Novità italiane dedicate al Natale e non solo

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La Befana Chinata

Cominciamo la settimana che ci porterà a dicembre con un aggiornamento sulle novità dei birrifici italiani, che, dato il periodo, riguarderanno anche le festività natalizie. Ne è un esempio la Befana Chinata, Christmas brew prodotta dal birrificio Geco in collaborazione con il locale milanese La Pazzeria e l’associazione Malti Da Legare. E’ una Belgian Strong Ale chiara da 8,2% alc., aromatizzata con corteccia di china e che utilizza luppolo Chinook in dry hopping. E’ stata presentata qualche giorno fa in un evento a La Pazzeria e sembra aver conquistato i presenti.

Prossimi eventi (natalizi): Le Bire de Nadal e 15 anni di Sherwood

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Non credo sia un caso che con l’avvicinarsi delle festività natalizie inizino a fioccare tanti eventi birrari a dir poco interessanti. Sicuramente in parte dipende dall’intenzione di organizzare manifestazioni incentrate sulle birre di Natale – come il già annunciato Birre sotto l’albero – in parte però dipende anche dalla voglia di creare qualcosa di entusiasmante in un periodo molto particolare. Pochi dubbi sul primo evento che andiamo a presentare oggi e che si chiama Le Bire de Nadàl. Si terrà da venerdì 2 a domenica 4 dicembre presso il The Dome di Nembro (BG) e sarà organizzato in collaborazione con La Compagnia del Luppolo. Le caratteristiche? Una trentina di birre alla spina, alcuni birrai italiani presenti, concorso di homebrewing e molto altro ancora.

Le prossime industriali? Non pastorizzate, non filtrate e senza Co2

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Parallelamente al crescente successo della birra artigianale in tutto il mondo, in questi anni stiamo assistendo a curiose manovre da parte delle multinazionali del settore, che in un modo o nell’altro cercano di fare breccia in un segmento lontano anni luce dalla loro concezione di birra. In passato la strategia degli industriali si era concentrata sulla creazione o acquisizione di brand pseudo-artigianali, nel tentativo di sottrarre e difendere quote di mercato con prodotti “premium” – questo l’appellativo con cui gli uffici del marketing amano chiamare le birre di qualità. Recentemente invece il piano sembra diverso: abbandonare i marchi satellite e puntare a versioni modificate delle loro birre di punta. Nomi che conosciamo benissimo, ma che ora si accompagnano a espressioni come “non filtrata” o “non pastorizzata”.

Assaggi di… Casa Veccia – Ivan Borsato Birraio

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Dei tantissimi produttori che spuntano continuamente in Italia, recentemente vi ho parlato del microbirrificio Casa Veccia – Ivan Borsato Birraio. Situato nel comune di Camalò (TV), il birrificio ha aperto i battenti a inizio 2011 – quindi quasi un anno fa – ma ha iniziato a rendere disponibili i suoi prodotti con maggiore capillarità solo recentemente. Come intuibile, il birraio è Ivan Borsato, un passato da homebrewer e appassionato di cucina, che ha deciso di metterci direttamente il nome quando è partito con il suo progetto brassicolo. Grazie ad Alessandro, che si occupa di far conoscere la birre di Casa Veccia fuori dai confini regionali, recentemente ho avuto la possibilità di assaggiare due delle tre produzioni della casa. Attività per me molto interessante, visto che sono sempre curioso di provare le creazioni dei birrifici emergenti.

Un convegno per lo stato della birra agricola in Italia

Da quando in Italia esiste il concetto di “birra agricola” – e cioè dalla metà di settembre 2010 – ho sempre cercato di approfondire un fenomeno che è cresciuto a ritmo elevato in pochissimo tempo. Il mio punto di vista è stato quello di un appassionato del settore, che da un momento all’altro ha iniziato a doversi confrontare con un elemento del tutto nuovo per l’ambiente. Pur tra diverse (e immagino comprensibili) perplessità iniziali, ho documentato l’evoluzione del fenomeno, ospitando su queste pagine anche un’intervista a Giovanni Bernardini, Presidente Regionale di Copagri Marche. Con il pretesto di alcune novità piuttosto interessanti, ne approfitto per fare un punto della situazione a poco più di un anno di distanza dalla nascita della birra agricola.

Non sottovalutate mai l’importanza del luppolo

In modo piuttosto curioso, recentemente diversi siti specializzati hanno puntato i riflettori sull’argomento “luppolo”. Questa mattina l’ha fatto Alberto Laschi su In Birrerya, ispirato da un precedente articolo di Charlie Papazian in cui si riassume l’impiego dell’ingrediente nella produzione brassicola, in special modo americana. L’autore statunitense sottolinea le caratteristiche delle varietà locali, spiegando come negli ultimi decenni sono stati selezionati e sviluppati quei “ceppi” capaci di fornire aromi insoliti, riconducibili agli agrumi, al frutto della passione, al pino e via dicendo. Aromi ben diversi da quelli a cui ci avevano abituato le qualità tradizionali di luppolo coltivate in Europa. E’ vero, l’America negli ultimi 30 anni ha iniziato una “rivoluzione luppolata”, ma non dobbiamo dimenticare che prima ancora il luppolo è stato rivoluzionario da un altro punto di vista…

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