La primavera entra nel vivo e con lei torna a farsi sentire uno dei tratti più riconoscibili della scena artigianale italiana: la voglia di sperimentare, mescolare linguaggi e rimettere in discussione anche gli stili più consolidati. Le ultime novità brassicole raccontano proprio questo, tra collaborazioni nate quasi naturalmente, riletture contemporanee di grandi classici e incursioni in territori meno battuti. Il risultato è una panoramica estremamente varia, in cui convivono suggestioni internazionali, riferimenti storici e approcci tecnici sempre più raffinati, a dimostrazione di un movimento che continua a evolversi senza perdere curiosità.
Stradaregina + Tilt Brewing
Due dei birrifici protagonisti all’ultimo Ballo delle Debuttanti – l’iniziativa che organizziamo ogni anno all’interno della Italy Beer Week – si sono ritrovati di recente per creare una birra a quattro mani. Si tratta di Stradaregina (sito web) e Tilt Brewing (pagina Instagram), che hanno dato vita alla Pink Highway (6%), una Gose moderna aromatizzata con l’aggiunta di lamponi. Sono loro ovviamente a dominare il profilo di questa sour elegante, in cui la componente salina, tipica delle Gose, offre un twist gustativo molto interessante, anche in termini di abbinamenti. La Pink Highway però non è l’unica novità di Stradaregina, perché da poco è stata annunciata anche la One Day in Nelson (5,7%), una Pacific IPA interamente focalizzata sull’iconico luppolo Nelson Sauvin. Scorrevole e facile da bere, chiude con una buona secchezza e un amaro definito e pulito.
Alder
In passato abbiamo spesso scritto del successo del concetto di “West Coast”, applicato non necessariamente alle IPA di stampo americano. L’ultima novità del birrificio Alder (sito web), ad esempio, è definita West Coast Pils: siamo quindi al cospetto di una bassa fermentazione, in cui però una luppolatura generosa di stampo moderno si accompagna a una netta secchezza finale. La birra si chiama Taco Stand (5,4%) ed è brassata con cinque varietà di luppolo, originarie di diverse parti del mondo (Saphir, Krush, Waimea, Mosaic e Citra). La base invece è un mix di malti cechi e tedeschi, mentre della fermentazione è ovviamente responsabile un lievito Lager.
Otus
Sono ben tre le novità provenienti dal birrificio lombardo Otus (sito web), tutte appartenenti alla linea sperimentale Otus Lab. Partiamo dalla Otus Lab Lichtenhainer (3,7%), che, come il nome indica, si ispira a un rarissimo stile storico della Turingia (Germania), acido e prodotto con frumento affumicato. La Otus Lab American Pale Ale (5,7%) è invece una fedele riproduzione di uno degli stili che hanno scritto la storia della rivoluzione craft negli Stati Uniti. La base maltata prevede una percentuale di Monaco in aggiunta al Pils, mentre la luppolatura è eseguita con Centennial, Cascade ed Eureka. Infine la Otus Lab Red Ale Nitro (4,2%), è invece una versione “nitro” di una classica Irish Red Ale, confezionata con l’aggiunta di azoto direttamente nel fusto (con sacca) così da replicare l’effetto surge senza l’uso di vie specifiche per il carboazoto.
Kashmir
Legare una birra alla stretta attualità – o quasi, visto i tempi tecnici di produzione – è una strategia spesso efficace. Una delle ultime due novità del birrificio molisano Kashmir (sito web) si chiama Escape from Dubai (6%) ed è una Modern IPA chiara, limpida, rotonda e succosa, con un naso esplosivo incentrato sulla frutta tropicale. Sono stati impiegati tre luppoli, Idaho 7, Strata e Dolcita, con differenti tecniche al fine di ottenere la massima resa aromatica. Il birraio Romain Verrecchia ha quindi lavorato con mash hopping, dip hopping e dry hopping, mentre per la base maltata ha utilizzato solo malto Pils, integrato però da avena e frumento per dare sostanza al corpo. Abbiamo però accennato a due novità e infatti occorre segnalare anche la Ram Power (6,5%), una Bock calda e maltata, contraddistinta da note di pane tostato e caramello. C’è un dettaglio aggiuntivo da non sottovalutare: è una birra gluten free.
Pagus
L’arrivo della bella stagione presumibilmente farà impennare il numero di birre a bassa gradazione alcolica. Intanto registriamo quella del birrificio agricolo Pagus (sito web), battezzata Lemon Lake (2,4%). Il nome è presto spiegato, poiché uno degli ingredienti speciali di questa Blanche low alcohol sono i limoni del Garda, aggiunti insieme a scorze di lime, pepe rosa e coriandolo. È dunque una reinterpretazione in chiave locale del tipico stile di frumento belga, famoso proprio per la sua forza dissetante. Nonostante la taglia alcolica ridotta, la Lemon Lake è quindi una birra piuttosto complessa e decisamente rinfrescante, con il deciso tocco agrumato che si accompagna a sfumature speziate e floreali.
Birrificio Campestre
Chiudiamo con un salto a Rozzano, in provincia di Udine, dove il Birrificio Campestre (sito web) si sta preparando alla festa per il suo undicesimo anniversario, in programma venerdì 8 e sabato 9 maggio. Per l’occasione sarà disponibile la nuovissima Elf Verdammte Schafe (3,2%), una Table Beer di colore dorato e luppolata con sole varietà tedesche, ma di stampo moderno: Smaragd, Hüll Melon e Mandarina Bavaria. Aspettiamoci una birra leggera, estremamente agile al palato, con aromi agrumati e sfumature speziate. La traduzione del nome è qualcosa come “Undici maledette pecore”, con riferimento al traguardo raggiunto dal produttore friulano.












