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Chimico e mastro birraio senior con esperienza ventennale cerca un impiego in un birrificio italiano

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Il Birrificio Legnone (Valtellina) cerca un secondo birraio con esperienza

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Quelle birre italiane che hanno influenzato l’intero movimento

La Panil Barriquée di Torrechiara, forse la birra italiana più influente di sempre

Nella storia brassicola di ogni nazione esistono delle birre diverse dalle altre, capaci di tracciare un solco profondo nel contesto in cui affondano le proprie radici. Se guardiamo alle potenze birrarie di Europa, rintracciare queste birre non è difficile: pensiamo alla Bass Pale Ale o alla Bass N°1 in Inghilterra, alla Westmalle Tripel in Belgio, alla Pilsner Urquell in Repubblica Ceca, alla Paulaner Salvator in Germania. Sono tutti prodotti che hanno definito  regole inedite nel modo di fare la birra e che, in molti casi, hanno generato uno stile completamente nuovo. Birre così influenti sono probabilmente presenti in ogni realtà brassicola, anche in quelle più piccole, sebbene il loro impatto non sia paragonabile a quello dei nomi citati precedentemente. Anche nel movimento italiano, seppur giovanissimo, si possono trovare alcune produzioni che hanno influenzato i nostri birrai, ispirandoli profondamente e convincendoli ad affrontare sfide del tutto inedite.

Nuovi birrifici italiani (parte I): Pavese, Birra dell’Eremo e La Badia

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La scorsa settimana l’articolo sul nuovo Birrificio Antoniano ha attirato l’attenzione di tanti lettori, ma chiaramente quella dei fratelli Vecchiato non è l’unica novitĂ  tra i produttori italiani. In barba alla crisi, il trend rimane decisamente in crescita, tanto che su Microbirrifici.org le aziende operanti nel settore hanno raggiunto quasi quota 500 – sebbene sarebbe interessante capire se il totale include anche quelle (poche) che hanno cessato l’attivitĂ . A distanza di quasi un mese riprendiamo dunque il nostro viaggio tra i microbirrifici italiani di nuova apertura, augurando loro un futuro di successo in un mercato che sembra ogni volta piĂą vicino al suo punto di saturazione.

Omaggio alla birra ceca: degustazione Interpivo e 170 anni di Pilsner Urquell

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Un momento della conferenza

Come ho anticipato in un recente post sugli eventi birrari, oggi ricorre il 170° anniversario della nascita della Pilsner Urquell. Anche se oggi è una birra industriale a tutti gli effetti, l’importanza della prima Pils al mondo è fondamentale in un’ottica di cultura birraria, senza considerare che nelle sue incarnazioni piĂą genuine (disponibili a Praga e – ancora meglio – nella cittĂ  natale di Plzen) è ancora una delle piĂą grandi meraviglie dell’arte brassicola internazionale. Come ho scritto piĂą volte – ed eviterò quindi di ritornare sui dettagli – la Pilsner Urquell rivoluzionò le abitudini dei consumatori di birra in tutto il mondo, lanciando il dominio della bassa fermentazione e valorizzando anche l’aspetto estetico della bevanda.

Ecco gli eventi birrari da domani fino a metĂ  ottobre

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Il consueto post settimanale sugli eventi birrari oggi anticipa al giovedì, poichĂ© per domani ho in programma un post dedicato alla birra ceca – è il compleanno della Pilsner Urquell, ma non solo. Partiamo allora da questo week-end, con l’Utubeerfest organizzata dall’associazione BeerBanti. La manifestazione si terrĂ  da venerdì 5 a domenica 7 ottobre ad Asti. Le notizie al riguardo non sono molto chiare, ma da come si può leggere su Facebook ci saranno 26 birre a rotazione (nove alla volta) provenienti dai birrifici La Superba, BSA, Parsifal, Caulier, Elav, Maltus Faber, Ducato, Giratempo, Rolio e Theresianer. Contestualmente ci sarĂ  un concorso musicale con la partecipazione di tantissimi gruppi. Se avete notizie piĂą precise, potete usare lo spazio dei commenti.

Annual Report di Assobirra: la birra non soffre la crisi

Con qualche mese di ritardo rispetto al 2011, anche quest’anno Assobirra ha pubblicato il consueto Annual Report (qui in formato pdf), che fotografa la situazione del mercato della birra in Italia. Come forse saprete, Assobirra è l’associazione che rappresenta principalmente le multinazionali del settore birrario e il documento in questione si concentra sulla birra in generale, riferendosi perciò quasi esclusivamente al segmento industriale. E’ una pubblicazione che tuttavia ritengo molto importante anche per i microbirrifici, perchĂ© utile per comprendere la salute di un mercato che tutto sommato sembra non soffrire la crisi. Come dimostra il dato piĂą importante: in 12 mesi la produzione è cresciuta del +4,7%, facendo registrare volumi (13.410.000 hl) vicini a quelli dell’anno di grazia 2007.

Birra Antoniana: i fratelli Interbrau lanciano il loro birrificio

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Se c’è una cosa certa nel settore della birra italiana è il grande spirito d’iniziativa dei fratelli Vecchiato. Oltre a detenere il controllo di Interbrau, una delle più importanti società di distribuzione per birre “premium” – preferisco definire così una gamma che alterna vere artigianali a prodotti praticamente industriali – negli ultimi tempi si sono messi in luce per una serie di movimenti strategici di importanza capitale. Le collaborazioni con alcuni produttori italiani (e non solo) sono molteplici, mentre recentemente ha fatto scalpore l’acquisizione di un marchio storico come quello della Thomas Hardy’s Ale. Il passo successivo era nell’aria da tempo: l’apertura di un birrificio di proprietà. Idea ormai pronta a concretizzarsi col nome di Birra Antoniana e di cui oggi vi svelo alcuni dettagli in anteprima assoluta.

Buon piazzamento per Collesi ai World Beer Awards 2012

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Nel fine settimana appena concluso sono stati svelati i risultati del World Beer Awards, uno dei tanti contest internazionali di birra. L’evento è presieduto da un mito birrario come Roger Protz, che guida una giuria composta da tanti giudici di caratura mondiale (cito Jay Brooks, Pete Brown, Jeff Evans, ecc.). Seguendo una procedura piuttosto curiosa – sulla quale tornerò piĂą aventi – il concorso incorona la migliore birra in assoluto tra tutte quelle iscritte, oltre alle vincitrici per ogni stile e area geografica. Tra i tanti produttori premiati c’è anche un pizzico d’Italia, poichĂ© la Imper Ale Nera di Collesi è stata valutata come migliore Belgian Style Strong Dark Beer d’Europa. Si tratta dell’ennesima menzione in un concorso internazionale per il birrificio di Apecchio (PU), da anni ormai concentrato in eventi di questo tipo.

Prossimi eventi: BirrArt, 170 anni di Pilsner Urquell e altri

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Come ogni venerdì torniamo a dare un’occhiata ai prossimi eventi birrari. Oggi partiamo dall’appuntamento piĂą importante dei prossimi giorni e cioè dalla quarta edizione di BirrArt, in programma da giovedì 11 a domenica 14 ottobre a Casteggio (PD). Alla rassegna prenderanno parte i seguenti birrifici: AbbĂ , Croce di Malto, Dada, Doppio Malto, Busalla, Trami, Geco, Henquet, Jeb, Birrone, La Superba, Lungo Sorso, Pavese, Rurale, San Paolo, Un Terzo, Valcavallina e La Via del Malto. Un elenco corposo e molto interessante, con il quale i visitatori potranno sbizzarrirsi negli assaggi.

Terza tappa di Brassare Romano: il mio resoconto

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Ecco la giuria al lavoro

Nella serata di ieri è andata in scena al Birrifugio di Trastevere la terza tappa del concorso Brassare Romano, dedicato a tutti gli homebrewer della Capitale (e non solo). Come giĂ  accaduto con l’evento di debutto dello scorso aprile al Blind Pig, anche in questa occasione ho partecipato in qualitĂ  di giurato, valutando le circa 20 birre partecipanti. Con me c’erano Andrea Fralleoni (birrificio Free Lions), Marco Meneghin (birrificio Stavio), Paolo Mazzola (Peroni), Francesco Stefanelli (ADB) e Raffaele Battista. Stile di riferimento: le Stout, in tutte le sue incarnazioni. E’ stata la mia seconda esperienza nella giuria di un contest di birre fatte in casa e anche stavolta le cose da imparare non sono mancate. Se il report che scrissi per la serata al Blind Pig vi intrigò, oggi troverete nuovi spunti di riflessione.

L’altra faccia delle beer firm: i contoterzisti. Intervista a Paolo Pezziga

Paolo Pezziga de Il Beerbante

Se seguite Cronache di Birra da qualche anno, avrete vissuto con me la crescente comparsa sulla scena nazionale di tante beer firm nostrane. Con questa espressione si indicano quei birrifici privi di impianto di produzione, che si appoggiano su quelli di altre aziende per realizzare i propri prodotti. E’ una soluzione che consente meno controllo sul processo produttivo e margini piĂą bassi, ma anche investimenti decisamente piĂą contenuti. Si instaura dunque una sorta di partnership tra chi progetta la birra e chi effettivamente la realizza, anche se poi i riflettori risultano quasi sempre puntati sul primo. Oggi invece voglio parlare di chi si trova dall’altra parte del rapporto collaborativo, di chi cioè mette a disposizione il proprio impianto per conto terzi. Quello dei contoterzisti – termine efficace quanto cacofonico – è infatti un fenomeno in crescita quanto quello delle beer firm. Non per niente sono due entitĂ  che vanno a braccetto.

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