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Birra del Bosco vende un tino miscelazione zucchero da 25hl

Birra del Bosco vende un tino di dissoluzione zucchero...

Il birrificio Lucky Brews cerca aiuto birraio/cantiniere

Il birrificio Lucky Brews cerca aiuto birraio/cantiniere, possibilmente con...

Bastian Contrario cerca distributori e agenti sul territorio nazionale

Bastian Contrario, birrificio artigianale indipendente con sede in Parma,...
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Nuovi locali con birra artigianale a Roma, Bologna, Cecina e Rovereto

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Negli ultimi anni, il panorama della birra artigianale italiana si è arricchito di locali sempre più caratterizzati da scelte originali e identità ben definite. Accanto ai grandi pub e ai locali storici, si sono affermati format innovativi, capaci di interpretare in modi diversi l’esperienza della birra: dalla birreria di quartiere con un forte senso di comunità, agli spazi che affiancano alla selezione brassicola proposte gastronomiche ricercate o contaminazioni con altre culture del bere. Questa evoluzione mostra come l’impostazione stessa di locale birrario cambia continuamente, adattandosi agli stili di consumo e alle trasformazioni del mercato. Ne troviamo conferma in quattro realtà aperte di recente in Italia.

Birrificio del napoletano cerca socio operativo o di capitale per espansione attività

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Birrificio situato in zona Napoli cerca socio operativo o di capitale per espandere l’attività.

Il birrificio è dotato di impianto regolarmente installato e funzionante, composto da:

  • Sala cotta 15 hL da 3 tini riscaldato a vapore
  • 6 fermentatori da 15 hL con controllo temperatura
  • Celle, chiller, imbottigliatrice e etichettatrice

Chi fosse interessato può chiamare il numero 3883980577.

Il Brasile meno conosciuto: tour birrario della città di Ouro Preto (Minas Gerais)

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L’associazione tra Brasile e birra non è immediata per la mente europea, eppure parliamo della nazione col più alto consumo di birra nelle Americhe. Qui la cerveja è sacra e da bererigorosamente gelada, tanto che non è raro vedere bottiglie in glacette cilindriche sui tavoli di bar e ristoranti. Sarà pure un consumo estraneo a chi cerca una proposta più forbita, ma è la base culturale su cui questa proposta (che esiste eccome) poggia e in certi casi prospera. Per raccontarla almeno in parte tratteremo di Ouro Preto, una città iconica nello stato del Minas Gerais – storicamente meta dell’immigrazione (anche forzata) di africani ed europei, italiani in particolare. Non a caso la cucina del Minas Gerais è tra le più rinomate della nazione ed è il terzo stato per birrifici in attività (235), dopo San Paolo (410) e Rio Grande do Sul (335).

Nuove birre da Birra dell’Eremo, 50&50, Granda, Barbaforte, Chianti Brew Fighters e altri

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Davvero non esistono più le mezze stagioni? Sicuramente l’adagio non vale per il mondo della birra, dove il periodo di passaggio meteorologico è ben evidenziato dalla varietà delle birre inedite presenti nella panoramica odierna. Come nella più classica alternanza tra le mezze maniche e l’ombrello, oggi troviamo birre dalle caratteristiche assai diverse: bombe alcoliche e Low Alcohol, American IPA e birre acide alla frutta, Stout ispirate alla Pasqua e Italian Grape Ale affinate in legno. In attesa che il consolidamento del meteo (e l’arrivo del caldo) rendano queste carrellate meno varie, godiamoci questa fase di transizione, in cui ogni stile trova il suo spazio e ogni birra può sorprendere con il suo carattere unico.

Il Birrificio Estense (provincia di Padova) cerca un birraio con esperienza

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Il Birrificio Estense di Este (PD) cerca fin da subito birraio con esperienza, possibilmente di Padova o provincia, zone limitrofe.

La figura dovrà occuparsi di: produzione cotte, gestione cantina e confezionamento.

Chi fosse interessato può inviare un email a [email protected] o chiamare al 3471036695.

Il nuovo codice della strada ha azzerato la leggera crescita della birra nel 2024

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A metà marzo Coldiretti e Consorzio Birra Italiana annunciarono un dato di mercato inatteso: una leggera crescita degli acquisti di birra (+2%), che appariva in netta controtendenza rispetto alle difficoltà percepite all’interno del settore. L’analisi si concentrava sui primi nove mesi del 2024, dunque fu naturale chiedersi quanto avrebbe pesato il nuovo codice della strada sulla parte restante dell’anno. L’ultimo trimestre fu infatti caratterizzato, a livello comunicato prima ancora che esecutivo, dall’approvazione delle novità fortemente volute dal ministro dei trasporti Matteo Salvini. Nonostante la riforma non abbia portato cambiamenti sostanziali in termini di guida e consumo di alcolici, si è avuta subito l’impressione che la sua introduzione abbia avuto effetti nefasti sul comparto delle bevande alcoliche, birra compresa. Ma è proprio così?

Il Birrificio Clandestino vende una imbottigliatrice Alfatek Elvira

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Il Birrificio Clandestino vende una imbottigliatrice monoblocco a riempimento rotativo Alfatek modello Elvira 3/9/1 e tappatrice AROL. Anno 2016.

Dettagli tecnici:

  • produzione max con prevacuazione di 2000 bph da 330cc e 1000 da 750cc
  • riempimento a leggera pressione
  • cambio formato 750cc e 330cc
  • cambio formato tappi 26-29

In vendita per cambio a isobarico.

Per info e prezzo scrivere a [email protected].

Prossimi eventi: Frankenbierfest, New England Fest, Artisanal Beer Tasting e Luppolove

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Solitamente il mese di aprile segna psicologicamente l’inizio della bella stagione e, dunque, anche quella dei festival birrari. Tuttavia non si tratta di un semplice bias cognitivo, ma di qualcosa di reale e concreto, come dimostra la panoramica di oggi sui prossimi appuntamenti birrari: quattro festival diversi tra loro, ma tutti sicuramente degni di menzione. Con il dato non secondario che due di essi sono al loro debutto assoluto. Nel primo fine settimana di aprile si svolgeranno il New England Fest della Brasseria della Fonte e l’edizione 2025 di Artisanal Beer Tasting in provincia di Padova; il weekend successivo toccherà all’attesissimo Frankenbierfest di Roma e al nuovo Luppolove a Camerano (AN). Stanno tornando i festival birrari e non possiamo che rallegrarcene. Buone bevute!

Meno chimica, più resa: ecco perché il luppolo Helios sta spopolando in America

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Le difficoltà che sta incontrando il mercato della birra a livello globale si ripercuote su tutta la filiera brassicola. A inizio mese abbiamo analizzato il bilancio decisamente negativo emerso dall’ultimo National Hop Report, il documento che analizza lo stato della coltivazione del luppolo negli Stati Uniti. Il drastico calo della produzione (-16%) ha coinvolto tutte le principali varietà, dal Citra al Mosaic, dal Columbus al Simcoe. C’è però una cultivar in netta controtendenza, che nel 2024 ha visto praticamente raddoppiare la sua produzione in soli dodici mesi. Si tratta dell’Helios, messo a punto dal programma di breeding di Hopsteiner e destinato ad acquistare crescente spazio nel settore della produzione brassicola grazie alle sue caratteristiche uniche.

Il design della birra scandinava: viaggio tra i birrifici Himo, Mikkeller, To Øl, Stigbergets e Omnipollo

Cosa amiamo della birra? Senza dubbio il rito, la condivisione e il gusto. Spesso però il primo contatto avviene attraverso il contenitore che la racchiude. Il packaging gioca un ruolo fondamentale nel modo in cui percepiamo una birra, influenzando le nostre scelte esattamente come accade con i libri e le loro copertine. Certo, sarebbe bello riuscire a ignorare l’aspetto visivo e concentrarsi solo sul contenuto, ma è altrettanto affascinante lasciarsi trasportare dall’immaginario che una grafica ben studiata sa evocare. Quando ho iniziato a ordinare birre provenienti dalla Scandinavia, esteticamente ho ritrovato un pizzico del “classico” design nordico stile Ikea, ma proprio un pizzico: perché nei birrifici del Nord i protagonisti non sono il minimalismo e la pulizia, bensì è il design che fa da contenitore alla creatività nell’accezione più artistica e folle. La accompagna verso la sua concretizzazione, e lo fa decisamente bene.

Himo (Finlandia)

Il primo birrificio che voglio condividere con voi è finlandese e si chiama Himo. Si contraddistingue per una fusione di stili differenti, che crea un’armonia e un equilibrio unico nel suo genere, mai troppo sbilanciato. Partiamo dal brand: il logo, il suono della parola, il bianco su nero, crystal clear. È tagliente e affilato al punto giusto, con un font creato su misura. Il sito è pulito e minimale e diventa il contenitore ideale per le vere protagoniste: le grafiche delle lattine. Come dimostra lo stile della loro graphic designer – nella foto qui sopra è la seconda da sinistra – ogni lattina è un pezzo di pelle da tatuare e ognuna ha la sua storia da raccontare.

Come per altre realtà artigianali, anche per Himo la lattina diventa un vero e proprio canva, una tela su cui esprimersi liberamente al di là dei vecchi canoni commerciali, che spesso caratterizzano i prodotti del settore food&beverage e della grande distribuzione. La lattina è libera – almeno per ora – di esprimersi senza essere ingabbiata in vincoli creativi. È diventata una forma d’arte a basso prezzo che tutti ci possiamo permettere – e poi vuoi mettere? C’è pure la birra da bere, dentro. Due piccioni con una fava.

Mikkeller (Danimarca)

Ci spostiamo in Danimarca per andare a visitare due autentiche chicche. La prima è il celebre birrificio Mikkeller, fondato dall’insegnante di fisica e matematica Mikkel Borg Bjergsø e Kristian Keller a Copenaghen nel 2006. I due iniziarono facendo esperimenti nella cucina di casa di Mikkel e oggi l’azienda guidata da Mikkel – Kristian è uscito dalla collaborazione per dedicarsi al suo lavoro come editor – distribuisce in più di 40 nazioni in tutto il mondo, ha aperto diversi locali, organizza festival internazionali della birra e ha creato un running-club che vanta 250 associazioni in 37 paesi.

La collaborazione con l’artista americano Keith Shore ha fornito un boost decisivo al brand, con le sue illustrazioni uniche che creano una coerenza lineare e iconica, dalle etichette al sito web fino all’arredo dei locali. Se vi piace il genere, il loro shop è dedicato interamente alle stampe e – vista la loro collaborazione con il Giappone – se fossi in voi ci farei sicuramente un giro.

To Øl (Danimarca)

La seconda chicca danese è la prima birra nordica che ho assaggiato e forse anche uno dei primi birrifici con uno stile di comunicazione diverso e originale che mi sia capitato tra le mani. To Øl (sito web) fu fondato nel 2010 da Tobias Emil Jensen e Tore Gynther, compagni di liceo e – guarda caso – allievi del sopra citato professore Mikkel Bjergsø, con cui spesso conversavano di birra. Dopo una lunga esperienza come beer firm, nel 2019 acquistarono una vecchia fabbrica di ketchup a Svinninge, in cui stabilirono la produzione. Oggi esportano in 31 paesi del mondo. Fun fact: agli esordi Tore e Tobias “hackerarono” la cucina della scuola nelle ore di chiusura per poter fare i loro esperimenti con la birra.

Il visual design di To Øl è uno stile unico, disruptive e parecchio interessante. È un’evoluzione continua che non arriva mai ad identificarsi in qualcosa di preciso, rimanendo in costante movimento. Spesso nel mondo visuale il prodotto è la somma “finale” di tutto ciò che compone il brand, il figlio o la figlia di determinate scelte stilistiche. Qui si ha l’impressione che quel momento non arrivi mai – oppure che sia già passato. Se siete creativi in cerca d’ispirazione, ordinate un box di To Øl e, dopo aver bevuto le birre, contemplate le etichette per qualche giorno.

Stigbergets (Svezia)

Ancora due menzioni, andiamo in Svezia. La prima è per Stigbergets, birrificio che nasce nel 2013 come una piccola produzione per il ristorante di uno dei due fondatori, per poi allargare la produzione nel 2015. Illustrazioni tattili e materiche avvolgono ogni birra (e il sito web), con uno studiato accostamento di colori. Lo stile mi ricorda una serie di libri illustrati per bambini che aveva un approccio molto simile. Meritano una menzione, oltre al design del sito, le locandine degli eventi pubblicate sul loro account Instagram e – sempre sul sito – l’effetto speciale quando andate in hover con il mouse su una birra nella sezione beers. Bravi.

Omnipollo (Svezia)

Chiudiamo il viaggio di oggi con Omnipollo (sito web), progetto figlio di Henok Fentie e Karl Grandin, quest’ultimo ideatore del marchio d’abbigliamento scandinavo Cheap Monday – ed effettivamente lo stile c’è. Con Omnipollo torniamo allo street style, ai graffiti, agli anni ’90, al pop. Che sia confezionato in lattina o in vetro, ogni birra si caratterizza visivamente per un tocco eccentrico che non stona mai, né accanto a una pizza da asporto, né in un ristorante stellato.

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