Ormai da qualche anno le chiacchiere birrarie della comunità internazionale si concentrano su un solo argomento: le acquisizioni dell’industria nel comparto craft. Il fenomeno all’inizio è rimasto pressoché circoscritto alla realtà americana, salvo poi coinvolgere successivamente tutte le realtà brassicole del mondo. In Italia è arrivato nel 2016 con la cessione di Birra del Borgo, mentre esattamente un anno fa restammo disorientati dalle operazioni che in pochi giorni cambiarono l’assetto di Birrificio del Ducato e Birradamare. Come sappiamo, a questi nomi poi si è aggiunto Hibu, finito sotto il controllo di Heineken. In tutte queste circostanze (e in altre ancora) non ho nascosto il mio disappunto per la perdita di importanti protagonisti della scena italiana e internazionale e per l’ingresso delle multinazionali nel nostro mondo. È una reazione comune a quella di tanti altri appassionati, eppure anche quando le conclusioni sono le stesse, possono esistere delle sfumature nell’interpretazione dei fatti che hanno un’importanza decisiva. Nel pezzo di oggi cercherò di chiarire ulteriormente il mio pensiero al riguardo.
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