Sin dalla sua prima edizione la Guida alle birre d’Italia di Slow Food ha offerto una visione approfondita della birra artigianale nel nostro paese. Tra i tanti meriti di ascrivere a questa pubblicazione c’è la volontà di migliorarsi di volta in volta, introducendo innovazioni e aggiustamenti che non solo permettono di affinare l’opera nel suo insieme, ma anche di restare al passo coi tempi in un mercato in veloce evoluzione. Da oggi è disponibile l’edizione 2023 della guida che, oltre a raccontare quasi 500 birrifici e oltre 2.500 birre, come sempre assegna dei riconoscimenti ai produttori e alle loro creazioni. I primi sono attribuiti con gli stessi criteri dell’ultima volta: i birrifici più meritevoli sono indicati con la chiocciola (aziende non solo pregevoli, ma che incarnano i valori di Slow Food) o con il bollino di eccellenza; le birre con la dicitura “etichetta imperdibile”. In quest’ultimo caso c’è dunque una novità, perché non sussiste più la differenza tra birre slow e imperdibili, bensì un solo riconoscimento. La semplificazione però è bilanciata da creazione di “liste”, in cui le stesse birre sono divise: ci sono quelle iconiche, quelle buone per ogni occasione, quelle per le occasioni importanti, ecc. Analizzeremo tutte queste innovazioni in un futuro articolo, intanto oggi possiamo riportare l’elenco completo dei riconoscimenti.
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