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Il Birrificio Legnone (Valtellina) cerca un secondo birraio con esperienza

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Le migliori birre del 2022 (secondo noi)

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Tra i tanti bilanci che si stilano a fine anno, ce n’è uno a cui noi appassionati non possiamo sfuggire: quali sono le migliori birre assaggiate nei passati dodici mesi? Ed è proprio questo il punto di partenza per la consueta “classifica” della redazione di Cronache di Birra: un elenco delle cinque bevute più appaganti del 2022, citate in ordine sparso a eccezione della prima, la migliore in assoluto, per la quale è riportata anche una breve spiegazione. Come sempre la selezione non si basa su un criterio puramente qualitativo, ma anche sul trasporto emotivo del momento, che consideriamo un elemento imprescindibile nel contribuire a fissare un ricordo piacevole. Il risultato è un elenco di 50 birre molto diverse tra loro: alcune sono piuttosto celebri, altre quasi sconosciute; molte provengono da birrifici italiani, altre da produttori stranieri non sempre reperibili alle nostre latitudini. Ne approfittiamo per augurarvi un buon 2023, con l’auspicio che sia un anno pieno di soddisfazioni. Quali sono state le vostre migliori birre dell’anno che sta per concludersi?

Che 2022 birrario è stato

Ci avviciniamo all’inizio del nuovo anno e la mente di ognuno di noi è già proiettata al 2023. Prima però di guardare al futuro è opportuno volgere lo sguardo a ciò che ci lasciamo alle spalle, così da avere una visione completa della situazione. Anche perché i dodici mesi passati sono stati tra i più complessi e articolati di cui abbiamo memoria: un anno in cui sono successe tante cose, sia positive che negative, e che sta per concludersi tra mille incognite. Nel corso del 2022 la nostra quotidianità è cambiata radicalmente, permettendoci da una parte di tornare a una normalità sociale quasi totale, dall’altra obbligandoci a confrontarci con le conseguenze di un conflitto scoppiato quasi inaspettatamente nel cuore dell’Europa. Insomma, abbiamo smarcato alcune difficoltà e ne sono comparse altre, persino più gravose per molti versi. È stato un anno altalenante, il cui bilancio mai come questa volta dipende da fattori strettamente personali.

I buoni propositi dell’homebrewer per l’anno nuovo

Arriva l’anno nuovo, è il momento di bilanci e buoni propositi. Non sono solito farne troppi, ma quest’anno mi piaceva riflettere su quali sono stati i punti cardinali, se vogliamo le “svolte”, nel mio modo di produrre birra in casa. Quelle progressive evoluzioni che ogni homebrewer con un minimo di curiosità e passione per questo hobby dovrebbe prima o poi almeno prendere in considerazione. Per carità, si può vivere questo hobby anche restando sempre fedeli a se stessi senza evolvere, è assolutamente legittimo e degno del massimo rispetto. Ma chi vuole migliorare le proprie birre ed estendere il range d’azione delle produzioni, qualche passo in avanti dovrebbe provare a farlo. Ecco quelli che secondo me sono i buoni propositi per l’anno nuovo che ogni homebrewer dovrebbe avere. Probabilmente molti passi sono stati già fatti, a me personalmente manca l’ultimo. Sarà quello il mio buon proposito per il prossimo anno da homebrewer.

Nuove birre da War + Nama Brewing, Altotevere, Karma, Babylon e Bibibir

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Alcuni di voi saranno ancora seduti sul divano a boccheggiare dopo le mangiate di questi giorni, altri invece staranno comunque boccheggiando, ma davanti al computer dell’ufficio. In ogni caso una rilassante panoramica sulle nuove birre italiane è il modo migliore per ripartire col piede giusto e allora cominciamo subito da una birra che sembra uscita direttamente dagli avanzi delle feste: la Purple Drunk (8%), nata dalla collaborazione tra i birrifici War (sito web) e Nama Brewing (sito web). La definizione, dal gusto sarcastico, è tutto un programma: Raspberry Blackcurrant Marshmallow & Vanilla Imperial Pastry Smoothie “Gently” Sour. A una base delicatamente acida (presumibilmente il mosto è acidificato con lattobacilli) vengono aggiunti lamponi, ribes nero, vaniglia e marshmallow, ottenendo un prodotto con richiami agli smoothie, ma dal tenore alcolico tutt’altro che indifferente. Insomma, se gli eccessi gastronomici di questi giorni non vi sono bastati, la Purple Drunk è lì ad aspettarvi: dovrete solo attendere il 12 gennaio, quando sarà ufficialmente disponibile.

Auguri di buone feste e un racconto di Natale birrario

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Ci siete ricascati, ammettetelo. Anche quest’anno vi siete ridotti all’ultimo momento per fare i regali di Natale e ora passerete questo venerdì pre-Vigilia a impazzire tra traffico, negozi stracolmi e corrieri puntuali quanto Godot. In un contesto del genere non ha alcun senso pubblicare un elenco dei prossimi appuntamenti birrari – la verità è che li abbiamo smarcati già nelle scorse settimane – dunque oggi ci limiteremo a farci gli auguri prima dei prossimi aggiornamenti di Cronache di Birra, che, salvo cambi di programma dell’ultimo minuto, riprenderanno martedì 27 dicembre. Tra i tanti impegni di questi giorni avrete anche studiato il menu delle feste, nel quale speriamo che abbiate trovato spazio per la birra artigianale. Vi auguriamo di passare un Natale sereno e di farlo bevendo bene, qualsiasi sia l’alcolico (o più verosimilmente gli alcolici) che avrete eletto a vostro compagno delle festività.

Gli abbinamenti birrari con i piatti di Natale dei paesi brassicoli europei

Il Natale è una cosa seria, sia per chi crede che per chi no: il periodo festivo induce a doveri familiari, saluti, passaggi parentali, regali, condivisioni più o meno forzate che, in qualche modo, provvisti di fastidi o sorrisi, coinvolgono chiunque. Tutti abbiamo ben chiari i menu e gli svolgimenti all’interno delle case italiane durante i quindici giorni più adiposi dell’anno, ai quali abbiamo cercato in passato di offrire una panoramica (con abbinamenti birrari). Questa volta, invece, abbiamo immaginato ciò che accade a Natale sulle tavole dei paesi della grande tradizione birraria (Germania, Repubblica Ceca, Regno Unito e Belgio), focalizzandoci sulle loro consuetudini alimentari. Abbiamo voluto approfondire un aspetto meno frequentato, anche uscendo dalle certezze dell’abbinamento di tradizione e territorio, sperimentando “accostamenti incrociati”, qualcosa che probabilmente nei quattro Paesi che abbiamo coinvolto nel nostro menu non accadrebbe.

Il birrificio Bruton cerca un birraio con esperienza da inserire in organico

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Il birrificio Brùton cerca un birraio! Cerchiamo un responsabile di produzione da inserire in organico in tempi brevissimi, avente principalmente mansioni di:

  • Organizzazione e realizzazione delle cotte
  • Pianificazione e gestione del magazzino materie prime
  • Gestione e compilazione dei registri

Lavorerà in squadra per la gestione dei confezionamenti, realizzazione di nuove ricette, applicazione dei protocolli di produzione sulle ricette esistenti, gestione e rotazione dei prodotti finiti e delle disponibilità di magazzino.

La figura che cerchiamo dovrà possedere:

  • Pregressa e comprovata esperienza lavorativa nella produzione in birrificio.
  • Capacità organizzative, attitudine a lavorare in squadra e doti proattive.
  • Pulizia e precisione.
  • Eventuale disponibilità a trasferirsi nella splendida campagna lucchese.

Periodo di prova ed affiancamento immediato, inserimento all’inizio del 2023.

Invitiamo a inviarci i vostri curricula alla mail [email protected], con oggetto “candidatura birraio”.

Rischio aumento accise da gennaio: le associazioni cercano una soluzione nella Legge di Bilancio

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Quando a ottobre si insediò il governo Meloni, a tutti apparve chiaro che il primo grande scoglio da affrontare sarebbe stata la Legge di Bilancio. Non solo perché, come sempre, avrebbe rappresentato un passaggio legislativo delicato e complesso, ma anche per il pochissimo tempo a disposizione rispetto al passato. E il ritardo accumulato (anche per motivi fisiologici) non è certo un freno alle richieste della società civile, che chiaramente sono assai variegate. Tra le tante istanze che il Parlamento sta tenendo in considerazione ci sono anche quelle del mondo brassicolo italiano, interessato comprensibilmente a tutelare i propri interessi economici. Interessi che, ancora una volta, si concentrano sulla disciplina delle accise, destinate ad aumentare se non verrà trovata qualche soluzione nelle prossime settimane. È su questa criticità che recentemente si sono espresse le tre principali associazioni del settore, Assobirra (industria), Unionbirrai (birrifici artigianali) e Coldiretti (filiera e produzione), presentandosi allineate come accaduto lo scorso anno, quando questa comunanza di intenti portò risultati più che soddisfacenti.

Nuove birre da Shire + Bajon, Alder, Extraomnes + De Lab, Mister B e altri

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Domandare a un appassionato se preferisce le Altbier o le Kölsch è un po’ come chiedere se si vuole più bene alla mamma o al papà. Le alte fermentazioni della Renania sono infatti perle brassicole con tratti simili a livello produttivo, ma abbastanza differenti in termini organolettici, ognuna con le sue peculiarità. A ogni modo se adorate le “vecchie birre” di Dusseldorf, sarete felici di sapere che dalla collaborazione tra Shire Brewing (sito web) e il Birrificio Bajon (sito web) è recentemente nata la Schicksalstag (5%), un’interpretazione tutta italiana delle Altbier, prodotta con una miscela di malti relativamente complessa (Pilsner, Munich, Caramunich I e Carafa III Special) e luppolata con Spalter Select. Conoscendo la predilezione dei due birrai – rispettivamente Mirko Giorgi e Simone Bedeschi – per le tradizioni brassicole europee possiamo scommettere che sarà una Altbier molto fedele al modello originale. Il nome dalla non facilissima pronuncia si riferisce al “giorno del destino”, cioè il 9 novembre, data in cui si sono verificati avvenimenti fondamentali nella storia della Germania. Indovinate un po’ quando si è tenuta la cotta della Schicksalstag…

Quali sono le migliori 10 birre artigianali italiane? Lo abbiamo chiesto all’intelligenza artificiale

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Probabilmente nelle ultime settimane avrete sentito parlare di ChatGPT, un generatore di testi basato sull’intelligenza artificiale e capace di creare contenuti di strabiliante precisione. Come tutti gli strumenti del genere, ChatGPT non scandaglia il web alla ricerca della risposta più congeniale, riproponendola poi come un semplice copia-e-incolla; bensì produce testi da zero grazie alle nozioni apprese automaticamente dal database di riferimento (solitamente il web stesso o una parte di esso). Se avete qualche anno sulle spalle forse ricorderete il film Corto circuito (titolo originale Short circuit) in cui il robot Numero 5 passava la prima parte del lungometraggio a richiedere input per apprendere più cose possibili della realtà che lo circondava. Con le dovute proporzioni il concetto è lo stesso, solo che non siamo più nell’ambito della fantascienza. ChatGPT è ancora uno strumento accessibile gratuitamente a tutti, così recentemente in tanti si sono sbizzarriti a usarlo per le finalità più disparate, con risultati sorprendenti. Noi lo abbiamo testato nel campo della birra artigianale, chiedendogli, tra le altre cose, quali sono le 10 migliori birre italiane.

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