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Chimico e mastro birraio senior con esperienza ventennale cerca un impiego in un birrificio italiano

Sono Alexandru Moisa, Chimico e Mastro Birraio Senior e...

Il Birrificio Legnone (Valtellina) cerca un secondo birraio con esperienza

Il Birrificio Legnone (provincia di Sondrio) è alla ricerca...

Vendesi impianto completo con sala cottura da 10 hL

Vendesi impianto completo per birra artigianale in provincia di...
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European Beer Trends: bene la ripartenza dell’Italia, male quella di Germania e Repubblica Ceca

D’accordo, superata la prima metà di gennaio sarebbe opportuno smetterla di guardare all’anno appena concluso. Prima di voltare pagina c’è però un altro importante report da tenere in considerazione, da aggiungere a quelli già trattati negli scorsi giorni e relativi ai luppoli americani e al mercato italiano. A metà dicembre, infatti, è stato presentato il documento European Beer Trends (qui disponibile in pdf) redatto da The Brewers of Europe, l’associazione europea che rappresenta tutti i birrifici del continente, curandone gli interessi. L’edizione 2022 della pubblicazione era molto attesa per valutare la risposta del settore dopo la fine di molte limitazioni imposte dalla pandemia. Ora quella difficile fase legata al Covid ci sembra un ricordo lontano, eppure nell’introduzione al report il Segretario generale di The Brewers of Europe Pierre-Olivier Bergeron si sofferma proprio su questo aspetto. Come abbiamo visto in passato l’emergenza sanitaria ha lasciato strascichi diversi da paese a paese e la situazione dei birrifici italiani, in generale mai andati davvero in sofferenza, è quasi un caso isolato nel panorama europeo.

La rinascita di Eylenbosch: dopo il rilancio, ora il produttore di Lambic entra in Horal

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La cultura birraria internazionale è estremamente affascinante, ma le suggestioni che regala il Lambic sono difficilmente comparabili. Non solo per le peculiarità organolettiche delle fermentazioni spontanee, ma soprattutto per la storia che accompagna i pochi produttori del Pajottenland ancora oggi in attività. Quello del Lambic è un mondo piccolo, piccolissimo, ma che attira un numero incredibile di appassionati da tutto il mondo, riuscendo a mantenersi sempre dinamico nonostante sia legato ad antiche consuetudini produttive. La sua vivacità è dimostrata anche dalle notizie che, di tanto in tanto, arrivano da quella piccola regione del Belgio. L’ultima in ordine di tempo risale alla fine della scorsa settimana, quando l’associazione Horal ha annunciato l’ingresso di un nuovo socio: si tratta del birrificio Eylenbosch, nome storico delle fermentazioni spontanee, tornato a operare dopo la sanguinosa chiusura avvenuta all’inizio degli anni 2000. Ricordiamo che Horal è il consorzio che raggruppa la quasi totalità dei produttori di Lambic (con qualche eccezione anche eclatante, come Cantillon e 3 Fonteinen) fondato per tutelare il patrimonio delle birre a fermentazione spontanea.

Il birrificio Maneba cerca agenti e distributori per il Centro-nord

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Il birrificio Maneba, sito a Striano in provincia di Napoli e operativo dal 2008, per ampliamento rete vendita ricerca agenti e distributori per il centro nord.

Per info e contatti:
[email protected]
3331362513

Referente Nello Marciano

Da Beer Zone i trend delle nuove birre italiane nel corso del 2022

Consulta il report su Beer Zone

Circa un anno fa pubblicammo su Cronache di Birra la prima edizione di Beer Trends, un report sulle nuove birre italiane prodotto grazie alle informazioni presenti in Beer Zone. Beer Zone, a sua volta, è un sito attivo da metà del 2020, in cui sono riportate e descritte migliaia di birre provenienti da tutto il mondo, con un occhio di riguardo – ovviamente! – per l’Italia. Di strumenti simili nel web se ne trovano a bizzeffe, ma la forza di Beer Zone è la profondità dei contenuti: per ogni birra vengono riportati molti dati aggiuntivi, compresi i luppoli impiegati e gli ingredienti speciali (quando dichiarati dai rispettivi birrifici). È inoltre un osservatorio permanente sulle novità dei nostri produttori, tanto che lo specchietto sulle nuove birre che trovate in homepage di Cronache di Birra è tratto dal suo database. Questo grande lavoro di aggiornamento permette, tra le altre cose, di estrapolare dati molto interessanti sulle tendenze del mercato, che analizzeremo di seguito. Potendo sfruttare per la prima volta il confronto con l’anno precedente.

Birraio con lunga esperienza in Europa e Canada cerca lavoro in un birrificio italiano

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Buongiorno! Mi chiamo Pierre e sono originario della Francia (nessuno è perfetto). Sono birraio dal 2016 e ho lavorato in diversi birrifici sin dal 2015. Ho avuto esperienze in Canada (Québec), Francia e Svizzera, gestendo impianti sia completamente automatici sia manuali, da quelli di piccole dimensioni fino ai Kaspar Schultz e Braukon. Ho inoltre lavorato con botti, birre acide, hopgun, centrifughe e via dicendo.

Mi piacerebbe trasferirmi a vivere in Italia per motivi personali, in un centro piuttosto grande tra Milano e Roma. Sto imparando l’italiano in questo momento, ancora non lo parlo in maniera fluente.

Disponibilità: immediata.
Non esitate a dare un’occhiata al mio curriculum vitae.
Se avete domande per favore scrivetemi una mail all’indirizzo [email protected]

Referenze disponibili su richiesta!
Spero di ricevere notizie presto.

Il triplete di Marco Valeriani (Alder) a Birraio dell’anno: classifica finale e considerazioni

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Da circa ventiquattro ore conosciamo il nome del Birraio dell’anno 2022: il premio indetto da Fermento Birra, infatti, è stato conquistato da Marco Valeriani del birrificio Alder di Seregno (MB). Si tratta di un risultato straordinario, poiché è il terzo successo di Marco nel concorso che incorona il migliore professionista del settore sulla base dei voti di 100 esperti italiani. Non solo nessuno ha mai fatto meglio di lui, ma Valeriani è anche l’unico birraio ad aver conquistato il trofeo più di una volta. Tuttavia non gli era mai successo di farlo in qualità di imprenditore e proprietario del suo birrificio: nelle due precedenti edizioni di Birraio dell’anno, infatti, aveva festeggiato come semplice dipendente del birrificio Hammer. Dunque a distanza di quattro anni il cerchio si chiude e Marco è tornato sul gradino più alto del podio, riuscendo a confermarsi anche in questa (ormai non più) nuova veste. Un percorso per la verità mai interrotto, come dimostrano i secondi posti raggiunti nelle edizioni 2021 e 2020.

Marco Valeriani (Alder) è ancora Birraio dell’anno. Shire trionfa tra gli emergenti

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È Marco Valeriani del birrificio Alder il vincitore dell’edizione 2022 di Birraio dell’anno, il premio istituito da Fermento Birra che ogni anno incorona il miglior produttore italiano sulla base dei voti degli esperti del settore. È senza dubbio uno straordinario risultato per Marco, che ottiene il premio per la terza volta essendo riuscito a confermare il suo grandissimo talento anche nel corso dell’anno appena passato. Sul podio si sono piazzati rispettivamente Giovanni Faenza di Ritual Lab ed Enrico Ciani di Birra dell’Eremo.

Chi sarà il birraio emergente di Birraio dell’anno 2022? I 5 finalisti

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Oggi a Firenze comincia l’evento di Birraio dell’anno e l’attesa è tutta per la cerimonia di premiazione, che si terrà domenica 15 a partire dalle 15,00. Come ormai tradizione, oltre al premio per il migliore produttore del 2022 l’iniziativa assegnerà il riconoscimento Birraio emergente, dedicato alle realtà che si sono affacciate sul mercato solo di recente. Paradossalmente è forse questo il momento più interessante dell’intera cerimonia, perché mette a confronto birrai spesso poco conosciuti ma di grande talento. In passato hanno conquistato questo premio, solo apparentemente minore, professionisti come Giovanni Faenza (Ritual Lab), Lorenzo Beghelli (Muttnik), Vincenzo Follino (Bonavena), Conor-Gallagher Deeks (Hilltop) e Luca Tassinati (oggi Liquida, all’epoca Altotevere). Anche quest’anno la sfida tra i cinque finalisti è appassionante e di altissimo livello, segno che il movimento italiano della birra artigianale continua a sfornare ottimi birrai, supportati da progetti solidi e ben avviati sin dalla partenza. Ancora una volta raccontiamo nel dettaglio le loro storie e i loro profili, così da restituire il giusto spazio a realtà dal futuro assicurato.

Ecco la prima French-Italian Pils, la “debuttante” della collaborazione tra i birrifici Edit e Fauve

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Con l’inizio del nuovo anno possiamo cominciare a parlare concretamente della Italy Beer Week, l’ormai storica iniziativa a firma Cronache di Birra che tornerà in tutta Italia da lunedì 20 a domenica 26 marzo. Nelle prossime settimane entreremo nel vivo della dodicesima edizione dell’evento, oggi invece ci dedichiamo a uno dei suoi appuntamenti più seguiti: il Ballo delle Debuttanti, ossia la “sfilata” delle birre inedite che da anni accompagna la nostra manifestazione. È ancora presto per raccontare tutte le novità che i birrifici stanno preparando per l’occasione, tuttavia possiamo cominciare a seguire la genesi di una delle “debuttanti” del 2023: una bassa fermentazione figlia di una prestigiosa collaborazione internazionale, che vede protagonisti il birrificio Edit di Torino e i francesi di Fauve, produttore con sede a Montpellier ma con un brewpub anche a Parigi. A fare da regista a questa partnership sarà Easybräu-Velo, che oltre a essere uno degli Official Sponsor della Italy Beer Week – ed è il motivo per cui oggi scriviamo di questa birra, oltre che per l’interesse che essa suscita – è anche il fornitore degli impianti di produzione di entrambi i birrifici.

Podere La Berta cerca un birraio con esperienza da inserire in organico a tempo pieno

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Podere la Berta Craft Beer con sede in Siena, per incremento della produzione cerca birraio professionale da inserire nel proprio organico a tempo pieno. In collaborazione con l’attuale Mastro Birraio il candidato si occuperà dalla A alla Z dell’intero ciclo di produzione,

  • dall’applicazione dei protocolli sulle ricette esistenti alla realizzazione di nuove ricette;
  • dalla macinazione del malto alla produzione del mosto;
  • dalla sala cottura all’imbottigliamento isobarico e al confezionamento;
  • dalla gestione dei controlli alla rotazione della cantina e del parco legni;
  • dalla gestione del magazzino materie prime, alla pulizia generale;
  • dalla gestione dei registri alla partecipazione a fiere ed eventi;
  • dalla gestione dei vari agli eventuali.

E’ richiesta laurea attinente e comprovata esperienza con autonomia operativa; passione, dedizione e responsabilità, oltre a doti organizzative, precisione ed accuratezza; ottima conoscenza lingua Inglese. Sarà data preferenza a coloro che risiedano o siano domiciliati nella Provincia di Siena o quanto più vicini possibile allo stabilimento produttivo.

Condizioni contrattuali e retribuzione in base all’esperienza ed al profilo.

La ricerca è rivolta ad ambosessi (L. 903/77 e 125/91), e a tutte le nazionalità ai sensi dei D.Lgs. 215/03 e 216/03). Gli interessati sono invitati a inviare CV dettagliato all’e-mail [email protected] con lettera motivazionale e consenso al trattamento dei dati personali (D.Lgs.196/2003 e successive modifiche).

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