Il Barcelona Beer Challenge è uno dei concorsi internazionali che seguiamo sempre con attenzione, anche perché registra ogni volta un’ampia partecipazione di birrifici italiani. E l’Italia si è confermata protagonista assoluta anche all’ultima edizione, con uno straordinario bottino di medaglie: 70 in tutto, divise tra 20 ori, 24 argenti e 26 bronzi. Se togliamo l’unica medaglia “non artigianale” – il bronzo di Birra del Borgo nella categoria International Pale Lager – otteniamo un totale quasi identico a quello dello scorso anno (66), sebbene in quell’occasione gli ori fossero stati uno in più. Dettagli a parte, i nostri produttori anche quest’anno si sono distinti più che degnamente, conquistando circa il 43% di tutti i riconoscimenti assegnati dai giudici. Ancora una volta la spedizione in terra iberica è stata trionfale per la birra artigianale italiana.
C’è un birrificio italiano che più di ogni altro si è distinto al Barcelona Beer Challenge 2026, registrando peraltro la migliore prestazione di sempre di un nostro produttore al concorso catalano. Si tratta di 50&50, la cui crescita qualitativa negli ultimi è dimostrata, tra le altre cose, proprio dai tantissimi riconoscimenti ottenuti nei contest a tema. L’azienda di Varese ha messo a segno una prestazione straordinaria, condita da 4 ori, 1 argento e 2 bronzi, piazzando al primo posto di categoria Kellerona (German Pils), Danko (Strong European Beer), God of Laif (Session IPA) e Graziella (Grape Ale). L’argento è stato conquistato dalla Slow Mo nella categoria Local Styles; i due bronzi, infine, da Hugo Stiglitz (Marzen e Dunkel Bock) e Kalopsia (APA). 50&50 dunque si conferma uno dei migliori birrifici italiani del momento, aspetto che non può più essere trascurato.
Escluso 50&50, sono solo due i birrifici italiani capaci di ottenere più di uno oro. Il primo è il Birrificio Legnone, che al Barcelona Beer Challenge è sempre protagonista di ottime prestazioni. Quest’anno ha conquistato due ori con Divano Belga (stili monastici) e Pizzoccherauch (birre affumicate), a cui va aggiunto il bronzo della Birra del Conte (Belgian Ale). Il secondo birrificio è MC77, anche lui vincitore di due ori in altrettante (e difficilissime) categorie luppolate, grazie al primo posto di Yakima Trip (American IPA) e Breaking Hops (Double IPA). Da notare che quest’ultima ha preceduto altre due birre italiane – nell’ordine Azz di Birra Gaia e Stipan Hawking di Babylon – decretando così un podio totalmente tricolore. Una dominio che, peraltro, si è verificato anche in altre categorie.
Le medaglie italiane sono tantissime e, come sempre in queste occasioni, evitiamo di citarle tutte per ovvie ragioni, anche perché abbiamo creato una lista ad hoc su Whatabeer. Vale la pena però menzionare gli altri ori italiani, ossia la Lipa di Bionoc (Golden Ale e English IPA), la Maranea di Birrone (stili storici), la Boock di Bradipongo (Helles Bock), la Lambeth del nuovissimo marchio Ergo Brewery (Bitter), la Evoqesour #3 di Evoqe (stili locali), la Gobbo di Meraki (Blonde Ale), la Helles Et Lui di Ofelia (Kölsch ed Export), la Summer Beer di Birra Puddu (Standard American Beer), la Donna Cannone di Radiocraft (birre speziate, autunnali e invernali), la Bratty di Norah’s Way (Belgian Ale) e la Piper di Serra Storta (Belgian Strong Ale). L’ultimo oro è quello della Rye Stout del Birrificio La Collina, che merita un discorso a parte perché negli ultimi anni sta facendo incetta di premi: oltre al trionfo al concorso catalano, infatti, bisogna ricordare che la Rye Stout ha ottenuto l’oro di categoria nelle ultime tre edizioni del Brussels Beer Challenge.
A livello generale, il concorso spagnolo ha anche assegnato dei premi assoluti. Qui non troviamo birrifici italiani, ma li citiamo comunque per onore di cronaca. Il miglior birrificio del contest è stato Basqueland, che presumibilmente ha superato di poco il nostro 50&50 – anche lui ha ottenuti 4 ori, ma in mancanza di una graduatoria ufficiale non possiamo che limitarci alle supposizioni. Il premio Rookie dell’anno è stato conquistato dal birrificio Kosmonauta, con sede vicino a Madrid, mentre i riconoscimenti per l’innovazione e la sostenibilità sono andati rispettivamente a Hopalaa (Lettonia) e Lo Vilot (Spagna).
Nonostante il periodo complicato per la birra artigianale, l’Italia si conferma dunque protagonista al Barcelona Beer Challenge, dimostrando il suo feeling con il concorso catalano. Si può ancora migliorare, ma intanto ci portiamo a casa un risultato più che lusinghiero, in attesa dei risultati degli altri concorsi che si terranno nel corso dell’anno.




