Le collaborazioni di Hilltop, l’esercizio tecnico sui tioli firmato Exuvia, il recupero della Dorada Pampeana da parte di Evoqe Brewing e l’ennesima reinterpretazione italiana delle Cold IPA sono alcune delle birre protagoniste della panoramica odierna sulle novità italiane. Creazioni che raccontano bene la fase attuale della birra artigianale nazionale: un ambiente sempre più aperto alle contaminazioni, ma anche molto attento agli aspetti tecnici e alla facilità di bevuta. Accanto alle luppolate moderne trovano così spazio reinterpretazioni di stili meno battuti, esperimenti sui processi produttivi e persino il recupero di antiche tradizioni britanniche, in un equilibrio continuo tra innovazione e memoria brassicola.
Hilltop con Galway Bay, Alveria e Cantina Errante
Quello attuale è un periodo pieno di impegni per il birrificio Hilltop (sito web). Di recente il birraio Conor Gallagher-Deeks è stato ospite del nostro live podcast, mentre nel weekend il marchio festeggerà il suo dodicesimo anniversario con un grande evento presso la sede di Bassano Romano (VT). In più negli ultimi giorni sono state annunciate tre birre collaborative che hanno visto protagonista Hilltop, a partire dalla Speedo Weather (5,6%): è una Hazy Pale Ale realizzata insieme al birrificio irlandese Galway Bay (sito web) che prevede una percentuale di frumento e avena a integrazione del malto d’orzo e luppoli Dolcita, Galaxy e Simcoe. Per chi è interessato ad aspetti più tecnici, per la realizzazione della Speedo Weather si è fatto ricorso al mash hopping e a luppoli in coni, oltre che in pellet. Nelle ultime settimane poi Conor è stato in trasferta per collaborare alla nascita di altre due birre: la U Ponti (5,5%), una Belgian Pale Ale con luppolo Galaxy prodotta dal siciliano Alveria (sito web), e la Madreperle (5,2%), una Saison con solo luppolo Perle brassata presso Cantina Errante (sito web).
Exuvia
Forse ricorderete che in occasione dell’ultima Italy Beer Week organizzammo la seconda edizione del Premio Mr. Malt – Birrificio debuttante, un concorso per giovani birrifici chiamati a elaborare una ricetta per una birra fermentata con lievito secco Fermentis SafLager™ SH-45. Il birrificio ligure Exuvia (sito web) arrivò in finale, ma non riuscì a vincere. A distanza di alcuni mesi ha però deciso di creare comunque la birra della ricetta, battezzata Tio Sal (5%). È una New Zealand Pils in cui ogni step e ingrediente è stato scelto per ottimizzare la produzione di tioli e quindi la resa di aromi tropicali e agrumati. In mash hopping è stato impiegato luppolo Saaz in coni, mentre in whirpool è stato aggiunto Phantasm. Nel grist, inoltre, è presente una pizzico di Chit Malt, che fornisce ulteriori precursori tiolici senza appesantire o sporcare la bevuta. È un esercizio di stile con un risultato davvero interessante, che vi invitiamo a provare prima che finisca – è infatti una one shot.
Evoqe Brewing
Poco più di dieci anni fa – era il 2015 – il BJCP inserì le Italian Grape Ale nelle sue Style Guidelines, decretandone l’accreditamento a livello internazionale. Lo stile fu aggiunto in un appendice sugli stili regionali, insieme a due tipologie argentine: Argentine IPA e Dorada Pampeana. Le prime sono simili alle American IPA, ma brassate con una discreta percentuale di frumento (può essere maltato o meno) e luppoli argentini; le seconde sono Golden Ale pulite e maltate, realizzate quasi esclusivamente con malti base e luppolate con Cascade argentino. Appartiene proprio a quest’ultima famiglia la Asado (5,2%), ultima nata in casa Evoqe Brewing (sito web): è di colore dorato brillante, con corpo leggero, buona attenuazione e alta bevibilità, caratterizzata da un profilo aromatico pulito con leggere note di cereale e una luppolatura delicata ottenuta con Cascade della Patagonia (note di agrumi e fiori). Chiude con un amaro moderato e un finale secco e rinfrescante.
The Wall
A proposito di excursus storici, quando a inizio 2021 comparirono negli USA le prime Cold IPA, in pochi probabilmente immaginarono la loro rapida diffusione fuori dalla nazione di origine. In Italia sono ormai presenti con continuità, come dimostra l’ultima creazione del birrificio The Wall (sito web). Si chiama F**k Ice (5%) e, come da copione, è una Lager che si comporta come un’alta fermentazione, garantendo un profilo pulito che lascia spazio all’espressione dei luppoli: al naso troviamo sentori di litchi, mandarino e uva spina, accompagnati da sfumature di frutta tropicale e a polpa gialla; in bocca le stesse sensazioni si arricchiscono di un tocco agrumato, che richiama principalmente il pompelmo. In bocca è morbida nonostante nel grist sia presente una percentuale di riso, che alleggerisce la bevuta asciugando il sorso. Se vi interessa sapere quali luppoli sono stati usati, sappiate che la scelta è ricaduta su Comet, Amarillo e Nelson Sauvin.
Birra Carrù
Nonostante le IPA siano di gran lunga la famiglia brassicola più diffusa al mondo, ci sono birrifici che non ne hanno mai prodotta una o che le hanno inserite in gamma molto tardi. È il caso del piemontese Birra Carrù (sito web), che solo ora, dopo quasi dieci anni di attività, ha deciso di produrre una IPA. Si chiama 3 Ciuchè (5,8%) ed è una luppolata di stampo moderno, che punta alla decisa espressione dei luppoli senza rinunciare alla facilità di bevuta, anche grazie a un tenore alcolico non particolarmente elevato. Il profilo aromatico rimanda agli agrumi e alla resina di pino, mentre a fine corsa emerge un amaro netto ma privo di eccessi, che risulta tutt’altro che aggressivo. Il nome richiama i tre buoi simbolo del borgo originario di Carrù, nelle Langhe.
Fermento Marso
Chiudiamo con un salto in Abruzzo, dove recentemente il birrificio Fermento Marso (sito web) ha lanciato una novità che stuzzicherà gli amanti delle tradizioni brassicole britanniche. La nuova Heresy (3,7%) è infatti ispirata alle Dark Mild e prova a replicare fedelmente l’antico stile della classe operaia inglese con una ricetta attenta ai dettagli. La base dei malti è piuttosto articolata, anche perché costituisce il cuore della tipologia: sono stati usati Pale, Crystal e Chocolate, con una resa aromatica che richiama decisamente il toffee e il caramello, arricchiti però da una gentile sfumatura di caffè. Per la luppolatura sono state impiegate varietà rigorosamente inglesi e inglese è anche il ceppo di lievito responsabile della fermentazione. Nonostante la bassa gradazione alcolica, tipica dello stile, in bocca è tutt’altro che sfuggente grazie a un’attenta gestione delle temperature di ammostamento e alle caratteristiche del lievito.












