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La legittimazione internazionale delle Italian Pils: intervista a Chris Williams (Brewers Association)

In un panorama birrario in continua evoluzione, il riconoscimento di nuovi stili può segnare punti di svolta significativi per l’intero movimento. Recentemente l’americana Brewers Association ha deciso di inserire le Italian Pilsner nelle sue Style Guidelines, attribuendo al nostro paese un importante riconoscimento, che non solo testimonia la crescente influenza internazionale della birra artigianale italiana, ma racconta anche di come gli stili possano evolversi, contaminandosi e creando nuove narrazioni. Durante il passato Brussels Beer Challenge abbiamo avuto il piacere di conoscere Chris Williams, direttore dei concorsi della Brewers Association, che abbiamo deciso di intervistare per capire le logiche di una scelta che va ben oltre la semplice classificazione, rappresentando piuttosto un modo per valorizzare l’innovazione e la creatività dei birrifici contemporanei.

Il punto di vista di Chris Williams vista è prezioso, non solo per il ruolo che ricopre nell’associazione, ma anche perché rappresentante di un movimento – quello americano – profondamente affascinato dalle Italian Pilsner. I birrifici statunitensi, infatti, dopo essere rimasti ammaliati dalla Tipopils del Birrificio Italiano e dalle altre interpretazioni della tipologia, hanno cominciato a produrre le loro Italian Pilsner, decretandone un successo forse impensabile fino a qualche anno fa.

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Ciao Chris, grazie innanzitutto per la tua disponibilità. Per cominciare ci piacerebbe sapere qual è stato il processo che ha portato alla decisione di includere le Italian Pilsner nelle Style Guidelines della Brewers Association. Ci sono stati momenti chiave o fattori determinanti?

Abbiamo notato che negli ultimi anni le Italian Pilsner sono diventate molto popolari nel mercato statunitense e tra i birrifici artigianali americani. Ci siamo confrontati per circa un anno sull’opportunità di inserire lo stile nel documento e alla fine è successo. Riteniamo che quella delle Italian Pilsner sia un’aggiunta positiva ed entusiasmante, perché introduce una “nuova” interpretazione di Lager, in particolare di origine italiana/europea.

Le Italian Pils sono spesso viste come un mix di tradizione e innovazione. Qual è la tua opinione su questo stile e perché ritieni che sia diventato così popolare, soprattutto negli Stati Uniti?

Sono un grande fan delle Italian Pilsner e sono stato un forte sostenitore della sua aggiunta alle nostre linee guida. Come bevitore che apprezza molto la semplicità e la pulizia di una buona Lager, trovo le Italian Pilsner ancora più emozionanti per le note aromatiche e decise provenienti dal dry hopping. Ritengo che anche per questo motivo abbiano incontrato un grande successo di pubblico negli Stati Uniti: sono pulite e facili da bere, ma il deciso carattere del luppolo è qualcosa che attrae i palati americani.

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Puoi darci un’idea di quanto siano diffuse le Italian Pilsner tra i birrifici americani oggi? Stanno diventando uno stile comune nelle gamme produttive dei birrifici artigianali?

Sì, direi di sì. Le Italian Pilsner, insieme a molti altri stili a bassa fermentazione, hanno iniziato a trovare una rotazione popolare nei punti vendita dei birrifici artigianali. Anche nei birrifici più grandi di stampo regionale ora è facile trovare Italian Pilsner in produzione e distribuzione, con un impatto crescente nell’offerta di alcuni produttori.

Le Style Guidelines della Brewers Association sono un punto di riferimento significativo per le competizioni di birra. Ritieni che questa nuova categoria incoraggerà ulteriormente la sperimentazione e la diffusione delle Italian Pilsner?

Spero di sì. Come spiegato, lo stile era già abbastanza presente nelle competizioni, ma questa aggiunta ha dato alla tipologia una “casa” appropriata nel contesto dei concorsi. Avere un luogo adatto per l’inserimento e la valutazione di queste birre dovrebbe aumentare il numero di Italian Pilsner nei contest birrari e aiutare a fornire un vero punto di riferimento mondiale per lo stile.

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Guardando al futuro, credi che le Italian Pilsner abbiano il potenziale di influenzare altri stili di birra o diventare un modello di riferimento per i birrifici al di fuori dell’Italia e degli Stati Uniti?

Penso che certamente possa accadere. Vediamo già che, non solo negli Stati Uniti ma anche in altri paesi con una scena di birra artigianale emergente o consolidata, le Italian Pils rappresentano uno stile in ascesa tra produttori e consumatori, quindi credo che ci siano ampi margini di crescita nel loro futuro.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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