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Nuove birre da Stradaregina, Porta Bruciata, Birra Boero, Karma, Exuvia, Malaspina e Kauss

Con l’inizio di luglio abbiamo scavallato la prima metà del 2026. Per Cronache di Birra significa che a breve sarà pubblicato il report del primo semestre di Italian Craft Beer Trends, ossia l’analisi di metà anno delle tendenze del settore basata sulle birre inedite lanciate dai birrifici italiani in questi primi sei mesi. Il report sarà presentato ufficialmente giovedì 9 luglio nell’ambito della manifestazione Pintecagnano, in provincia di Salerno. Vi aspettiamo lì per scoprire insieme l’andamento di questa prima parte dell’anno, poi ne scriveremo diffusamente nei giorni successivi. Intanto oggi raccontiamo altre recenti novità tra luppolate, tipologie tradizionali, stili rivisitati e soluzioni creative.

Stradaregina

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Sono due le novità annunciate di recente dal birrificio Stradaregina (sito web). La prima si chiama Bubbles (8%) ed è un Double IPA di stampo moderno, che ricerca equilibrio tra intensità aromatica e facilità di bevuta. Al naso emergono note di frutta tropicale, mango, agrumi maturi e leggere sfumature resinose. In bocca è piena ma scorrevole, con un amaro deciso, pulito e mai aggressivo. Una birra intensa, aromatica e bilanciata, pensata per chi cerca il carattere di una Double IPA in un sorso sempre scorrevole. La seconda creazione inedita è la Slow Motion (4,5%), che invece appartiene alla tipologia delle Session IPA. Qui la finalità è opposta: non ottenere bevibilità in una birra molto alcolica, ma restituire carattere a una luppolata leggera. L’obiettivo è stato raggiunto con un mix di luppoli Citra, Mosaic e Nectaron, che regalano intense note di agrumi maturi, pesca, passion fruit e frutta tropicale. Al palato è fresca, succosa e morbida, sostenuta da un amaro equilibrato.

Porta Bruciata

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Restiamo nell’ambito delle luppolate per introdurre la nuovissima West!West! (6%) del birrificio Porta Bruciata (sito web), ispirata alle IPA della costa occidentale degli Stati Uniti. A livello aromatico emerge subito un carattere agrumato, accompagnato da sfumature dank e piney (resina con una nota di piccoli frutti). In bocca è pulita, secca e amara ma anche equilibrata, risultando molto facile da bere. Il mix di luppoli è piuttosto articolato (varietà Talus, Columbus, Centennial, Citra, Cascade), mentre nel grist c’è un pizzico di Vienna a integrazione dei malti chiari tedeschi. Dopo alcune sperimentazioni con diversi ceppi di lievito, questa birra rappresenta per Porta Bruciata un ritorno alle tipologie più amate. Il nome dunque non è solo un richiamo allo stile, ma anche un’esclamazione che sottolinea la riaffermazione della purezza e della franchezza di un modo di interpretare la birra artigianale.

Birra Boero

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È molto interessante la storia che si nasconde dietro la nuova Ghita 45 Hz (5,6%) di Birra Boero (pagina Facebook). Il produttore piemontese si trova a Fassino (CN), comune della Valle Varaita situato a un’altitudine di 750 metri. Lo scorso marzo la zona fu colpita da un’inaspettata ondata di freddo alpino che fece crollare le temperature in birrificio: lo shock termico bloccò la fermentazione della birra che in quel momento riposava in uno dei tini. Invece di arrendersi o di alzare rapidamente le temperature, rischiando di rovinare i delicati profumi della birra, il birraio tentò la strada della stimolazione meccanico-acustica. Al serbatoio in acciaio fu applicata una sorgente sonora a bassa frequenza, impostata sull’onda fissa di 45 Hz, le cui grazie a vibrazioni costanti e delicate permisero di “risvegliare” il lievito, che portò a termine la fermentazione. La Ghita 45 Hz è una Dunkelweizen, in cui le note morbide di crosta di pane, caramello e nocciola si integrano alle sfumature speziate di chiodo di garofano e fruttate degli esteri.

Karma

A metà luglio si terrà l’edizione 2026 di Karma Kult, il festival organizzato dal birrificio Karma (sito web). Ne scriveremo in settimana nella consueta panoramica sugli eventi birrari, ma intanto sappiate che in quell’occasione saranno presentate due nuove birre del produttore campano. La Kult 26 Keller (4,5%) è una classica Keller in stile francone, fragrante e rustica al punto giusto. La Kult 26 DDH Mediterranean IPA è invece una luppolata sui generis, perché accanto alle varietà Citra, Amarillo e Mosaic prevede una speziatura con aggiunta di scorze di limoni della Costiera amalfitana. Inoltre sono stati impiegati due distinti prodotti (enzimi e nutrienti per lievito) per favorire le biotrasformazioni.

Exuvia

Venerdì 10 luglio il locale Ai Secoli Bui di San Bartolomeo al Mare (IM) presenterà la Wheat The F**K?! (4,5%), ultima creazione del birrificio ligure Exuvia (sito web). È definita Modern Blanche perché reinterpreta il tipico stile di frumento della tradizione belga, andando oltre la classica speziatura con scorza d’arancia e coriandolo. In aggiunta, infatti, la ricetta prevede anche l’impiego di lime e il rarissimo pepe Andaliman, oltre a un dry hopping di luppoli Sabro e Centennial che conferiscono rispettivamente note di cocco e menta e di agrumi. Il risultato è una birra dissetante e fresca, che ricorda vagamente un mojito e che dunque risulta perfetta per il caldo di questo periodo.

Malaspina

Si chiama Mr. Bean (3,6%) l’ultima creazione di Malaspina Brewing (sito web). Il nome rimanda subito al personaggio comico britannico e infatti la birra appartiene allo stile da bancone per eccellenza della cultura anglosassone: quello delle Bitter, nello specifico nella loro declinazione “Ordinary”, la più leggera. È brassata con soli luppoli East Kent Golding, mentre il mix di malti Crystal piuttosto scuri e la carbonazione bassa aiutano a mantenere una buona sensazione di corpo a dispetto del basso grado alcolico. La ricetta è stata studiata con un occhio di riguardo per la scorrevolezza della bevuta, come richiesto da questo tipo di session beer. La Mr. Bean è già disponibile alla spina nel chiosco Il Tondino di Milano San Felice (che funge da tap room di Malaspina) e presto in altri pub della provincia di Milano.

Kauss

Chiudiamo con un prodotto perfetto per la stagione, ma che non è prettamente una birra. Recentemente infatti il birrificio agricolo Kauss (sito web) ha presentato la sua panaché, ossia un miscelato tra birra e gazzosa (solitamente nel rapporto 1:1) che rappresenta la risposta italiana (ma non solo italiana, poiché è di origine francese) al Radler tedesco. Per realizzare la sua Kauss Panaché (2,5%), il birrificio della Valle Varaita – sì siamo di nuovo lì – ha aggiunto alla sua birra la gazzosa agricola Gasà, ottenuta dallo stesso birrificio con acqua, limoni, zucchero di canna e foglie di stelvia. Il risultato è una bevanda fresca, dissetante e leggera, ideale per chi cerca un’alternativa low-alcohol alle birre tradizionali. È stata presentata in occasione della Granfondo La Fausto Coppi, eccellenza ciclistica del territorio. Il connubio non è casuale, poiché il Radler sarebbe nato negli anni ’20 proprio per dissetare i ciclisti. Lo stesso nome significa in tedesco “bicicletta” ed è con questo termine italiano che la panaché è conosciuta in alcune regioni d’Italia.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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