Con l’arrivo dell’estate il panorama brassicolo italiano sembra seguire due strade parallele. Da una parte emergono birre pensate per accompagnare il caldo e la convivialità della stagione, puntando su bevibilità, freschezza e gradazioni contenute; dall’altra non manca la voglia di sperimentare, che si traduce in interpretazioni originali, collaborazioni, attenzione alla sostenibilità e incursioni in territori aromatici sempre nuovi. La rassegna di oggi restituisce bene questa duplice anima del movimento: un settore che continua a evolversi senza rinunciare alla propria capacità di sorprendere, alternando esercizi di equilibrio a proposte più audaci, sempre con uno sguardo attento alle tendenze contemporanee e alla qualità della bevuta.
Metzger
È una Session IPA la birra con cui il rinato birrificio Metzger (sito web) ha scelto di affacciarsi all’estate 2026. Non a caso la birra si chiama Summer (3,8%) e unisce la potenza della luppolatura americana con un tenore alcolico estremamente contenuto. La base fermentescibile è costituita da malto Pale, che fornisce una base solida alla bevuta. Il profilo aromatico è ben definito e, senza ricercare inutili eccessi, rimanda alla resina, agli agrumi e alla frutta tropicale. Chiude delicatamente amara, ma nel complesso risulta equilibrata e facile da bere, sessionabile nel senso più corretto del termine. La Summer è protagonista di un tour che ha toccato il Piemonte nelle scorse settimane e ora si è spostato in Liguria. A ogni modo la troverete a C’è Fermento a Saluzzo (CN), evento di cui abbiamo scritto recentemente.
Stradaregina
L’ultima birra nata dall’impianto produttivo di Stradaregina (sito web) si chiama Kiwi Strike (5,8%), ma non è aromatizzata con l’aggiunta di kiwi. Piuttosto il nome si riferisce alla Nuova Zelanda, nazione da cui provengono le quattro varietà di luppolo utilizzate per definire il carattere della birra: il Motueka, con le sue note agrumate e di lime; il Superdelic, con i suoi richiami alla frutta tropicale e alle sfumature candy; il Nelson Sauvin, con la sua componente vinosa e di uva spina; il Rakau, con i suoi sentori di frutta a polpa gialla. La Kiwi Strike in bocca è scorrevole, secca e moderna, con un amaro equilibrato che accompagna la bevuta senza sovrastare la componente aromatica.
Luckybrews
La produzione brassicola è un’attività estremamente esigente in termini di risorse naturali ed energetiche. Spesso quando si parla di sostenibilità ambientale associata alle imprese, si pensa erroneamente che solo le multinazionali – al netto del greenwashing – siano le realtà in grado di mettere in campo strategie sostenibili. Invece anche le piccole aziende possono fare tanto, come dimostra il birrificio Lucky Brews (sito web), che a partire dal 2022 ha adottato soluzioni per ridurre il suo carbon footprint, con risultati egregi: installazione di pannelli fotovoltaici, riutilizzo dell’acqua, uso estensivo delle lattine, riduzione della plastica, ecc. La nascita della nuova birra Breath (5,5%) rientra proprio in questa ottica, perché prevede la totale compensazione delle emissioni di CO₂ grazie alla piantumazione di 100 alberi da frutto a Bologna. Relativamente alla ricetta, siamo al cospetto di una Cold IPA luppolata con Mosaic, Motueka e Nelson Sauvin e snellita dall’impiego di una percentuale di riso.
Picobrew
Sabato 13 giugno si terrà a Milano la festa per i 10 anni di attività di Picobrew (pagina Instagram). Tra le birre disponibili ci sarà anche la nuovissima Strawberry Imperial Pils (6,2%), una bassa fermentazione contraddistinta dall’aggiunta di fragole. La ricetta parte dall’Italian Pils della casa (la Eger), che prevede una miscela di malti cechi e tedeschi e una luppolatura con varietà Perle per l’amaro e Saphir, Spalter Select e Tettnanger per l’aroma. La differenza è che non viene eseguito il dry hopping, bensì vengono aggiunte 90 g/L di fragole della Basilicata al giusto livello di maturazione. Il risultato è una birra alla frutta non acida, dal corpo snello e dal profilo ovviamente dominato dalle fragole. Risulta però anche molto bilanciata e bevibile, perfetta per il caldo di questi giorni.
Nama Brewing + Antikorpo Brewing
Restiamo in Lombardia perché di recente il birrificio Nama Brewing (sito web) ha annunciato due interessanti novità. La prima si chiama Pole Pole (5,7%) ed è una New England IPA realizzata in collaborazione con il birrificio friulano Antikorpo Brewing (sito web). Il profilo tropicale tipico di questa tipologia – proveniente dai luppoli – è qui esaltato dall’aggiunta stessa della frutta: mango e ananas, nello specifico, che amplificano la resa aromatica del luppolo Motueka. A spingere ancora di più sul versante esotico c’è l’impiego di lievito Mango Madness, che in fase fermentativa regala proprio sentori di… beh, lo avete capito. A livello tattile risulta piuttosto morbida grazie all’utilizzo di avena e frumento, che integrano la base di malti Pils e Pale. La seconda novità di Nama Brewing è la quarta versione celebrativa della Liquid Sky (5,8%): una luppolata per la quale, quest’anno, sono stati scelti cultivar neozelandesi (Nectaron) e australiani (Galaxy, Eclipse).
Bellazzi
Due sono anche le new entry di Birra Bellazzi (sito web), con cui chiudiamo la panoramica odierna. La prima è la Jason (5,7%), prodotta per il tredicesimo anniversario del birrificio. È un’American IPA di taglia alcolica abbastanza contenuta, con una luppolatura tagliente e un amaro molto deciso. La seconda novità è stata battezzata, con un chiaro gioco di parole, Mild Bongiorno (3,4%). È una Mild, quindi una birra molto leggera e di colore bruno carico con riflessi ramati, delicata al naso e in bocca dove emergono sfumature tostate di nocciola e, più in lontananza, torrefatte di caffè. L’amaro è delicato e funzionale alla bevibilità, con un retrolfatto molto persistente. Entrambe le birre saranno disponibili alla festa di compleanno di Bellazzi, anch’essa in programma sabato 13 giugno.












