Nuove birre da Zero.5, Porta Bruciata, Mudita, Croce di Malto e altri

Le nuove uscite brassicole continuano a muoversi lungo direttrici ben definite, ma sempre più affinate nei dettagli: da un lato il luppolo, ancora protagonista assoluto ma interpretato con approcci tecnici e varietali sempre più mirati; dall’altro il ritorno consapevole a stili classici, riletti con sensibilità contemporanea e grande attenzione all’equilibrio. In mezzo, come spesso accade, trovano spazio collaborazioni trasversali e contaminazioni culturali che vanno oltre la semplice ricetta, attingendo a mondi come la musica o l’immaginario collettivo. La panoramica di oggi restituisce proprio questa fotografia: un settore dinamico, capace di rinnovarsi senza perdere il legame con le proprie radici.

Zero.5

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È da parecchio tempo che il giovane birrificio Zero.5 (pagina Instagram) non compare nelle nostre rassegne settimanali. Lo fa in quella odierna con due recenti novità, appartenenti entrambe alla linea speciale Gene. La prima si chiama Iridio (8%) ed è una Double IPA che punta a unire potenza ed equilibrio. Il profilo aromatico è un’esplosione di frutta tropicale matura, agrumi e leggere sfumature resinose che forniscono profondità. Il corpo è pieno ma ben calibrato, sostenuto da un grist che accompagna la bevuta senza appesantire, mentre l’amaro è finale bilancia la componente alcolica e pulisce il palato. La seconda novità è l’Azoto (4,3%), che al dispetto del nome non è una “nitro”. Si tratta invece di una Session IPA moderna e dinamica, con un corredo aromatico ricco e stratificato (frutta esotica, agrumi maturi e accenni di cocco) derivante dall’uso dei luppoli Riwaka, Sabro e Citra. Al palato risulta scorrevole ma non banale, con un amaro equilibrato e pulito.

Porta Bruciata

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Restiamo nell’ambito delle birre luppolate perché nelle scorse ora il birrificio Porta Bruciata (sito web) ha annunciato la sua ultima creazione, battezzata Sipario (6,5%). È una IPA moderna che esalta ovviamente il luppolo (varietà Idaho 7 in primis, poi Ekuanot e Belma), ma che riserva un’attenzione particolare anche al lievito. È stato impiegato infatti un ceppo Atecrem BJ, nato dall’ibridazione tra LN3 e Green Mountain, che risulta particolarmente interessante nelle sue interazioni con il luppolo aggiunto durante la fermentazione. Questo è solo una delle tre fasi in cui è stato eseguito il dry hopping, poiché la ricetta prevede altri due momenti durante la maturazione. Il risultato è una birra esplosiva ma anche equilibrata e facile da bere, contraddistinta da toni tropicali (ananas, papaya), agrumate (pompelmo rosa) e frutta a nocciolo (pesca, albicocca), nonché vaghi richiami al tè nero. L’etichetta rimanda al mondo del teatro e incorpora elementi grafici delle altre produzioni di Porta Bruciata.

Mudita

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Dopo un inizio tutto a suon di luppolo ci spostiamo sulle Lager di stampo tedesco per presentare la new entry del birrificio Mudita (sito web). Si chiama Tiam (5,6%) e trae ispirazione dalle Marzen, birre che fino a qualche anno fa erano praticamente assenti nella gamma di moltissimi birrifici italiani. Naturalmente l’attenzione è posta sulla resa dei malti, con un grist costituito in larga parte da malto Vienna, ma con una significativa presenza di malti Munich e Carahell. Questo mix aggiunge leggere note di panificato al classico profilo caramellato, ponendo la Tiam in una sorta di posizione a cavallo tra Lager chiare e ambrate. Di color ramato brillante, in bocca risulta piena ma mai stucchevole, con una chiusura moderatamente secca. Per il nome, come sempre Mudita ha utilizzato un termine intraducibile, che in questo caso descrive lo scintillio negli occhi quando si incontra una persona per la prima volta e scatta il colpo di fulmine.

Croce di Malto

Le collaborazioni tra birrifici e locali non sono rare, come dimostrano le prossime due birre che presentiamo. La prima si chiama Oi! The Pils (5%) e nasce dalla partnership tra Croce di Malto (sito web) e due importanti birrerie italiane: F.lli Macondo (sito web) di Oleggio (NO) e Bluebeat (pagina Instagram) di Lecce. Come il nome suggerisce siamo al cospetto di una Pilsner, ma pensata in maniera moderna con l’impiego di luppolo Tango coltivato in Germania e usato anche in dry hopping. Il risultato è una bassa fermentazione fresca e diretta, con note erbacee e floreali che si intrecciano a un tocco agrumato. Leggera, secca e scorrevole, è una birra senza fronzoli, che va dritta al punto. Può essere considerata alla stregua di una canzone punk – in particolare quelle del band torinese Bull Brigade – stile musicale che accomuna i creatori della Oi!

Bastian Contrario + Eastside

Un’altra collaborazione trasversale è quella tra i birrifici Bastian Contrario (sito web) di Parma e Eastside (sito web) di Latina e i locali Bluebeat di Lecce (citato anche prima), Scurreria (pagina Instagram) di Genova e Old Spirit (pagina Instagram) di San Benedetto del Tronto (AP). La birra è stata battezzata Senza Scorta (6,5%) e in questo caso a legare le anime dietro la birra è il mondo ultras, mentre lo stile di riferimento è quello delle American IPA della West Coast statunitense. La base maltata è composta da Pale (Golden Promise) e Pilsner, mentre la luppolatura è ottenuta con varietà Citra, El Dorado e Amarillo, utilizzate in varie forme. Il risultato è una birra decisa e amara, in cui la secchezza finale invita subito a un altro sorso. Sarà presentata ufficialmente sabato 25 aprile e disponibile nei tre pub citati inizialmente, nonché nei locali dei due birrifici.

Radiocraft

Chiudiamo la panoramica odierna con un’altra birra ispirata al mondo della musica. La nuovissima Aerial (4,7%) del birrificio laziale Radiocraft (sito web) è un omaggio all’omonimo album di Kate Bush, che fu pubblicato dalla cantautrice britannica nel 2005, dodici anni dopo il suo ultimo disco. La birra è una Session IPA che valorizza al massimo le caratteristiche aromatiche dei luppoli Mosaic, Nectaron e Krush, rivelando intense note di frutta tropicale, pesca, agrumi e uva spina. Il finale amaro è pulito e “ripulente” e contribuisce a rendere la Aerial estremamente facile da bere, anche grazie al tenore alcolico relativamente contenuto.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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