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Nuove birre da Rurale, White Tree + Eastside, Officina del Baccano + Aimara, Mukkeller e altri

Nella prima edizione di Italian Craft Beer Trends, il nostro report che analizza tutte le birre inedite lanciate dai birrifici italiani nel corso dell’anno, abbiamo evidenziato come, anche nel 2024, il comparto sia rimasto tiepido rispetto al segmento delle low-alcohol. La situazione appare totalmente cambiata nei primi mesi del 2025: la percentuale di birre sotto il 4% è più che raddoppiata, peraltro in un periodo dell’anno non certo caratterizzato da temperature elevate. Per un’analisi completa ovviamente dovremo attendere i prossimi mesi, ma intanto registriamo un trend in forte ascesa. In cui rientra anche la prima novità della nostra panoramica odierna sulle nuove birre italiane.

Birrificio Rurale

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Come accennato, il 2025 continua all’insegna delle birre low-alcohol, gruppo al quale si iscrive di diritto la nuova Little Beauty (2%) del Birrificio Rurale (sito web). Può essere considerata un’estremizzazione dell’altrettanto recente Little Fifteen – una Session IPA da 4% alc. – ma brassata con l’idea di ottenere comunque un prodotto più che valido. Rimaniamo quindi nel campo delle luppolate di stampo moderno, valorizzata dall’impiego delle varietà Strata e Chinook che restituiscono sentori tropicali, agrumati, resinosi e balsamici. Little Beauty fa parte del progetto Brewer’s Collection, linea parallela che mette al centro la figura chiave del birraio Lorenzo Guarino. È proprio lui a spiegare l’idea alla base di questa birra:

Mi piace bere birra per il piacere di farlo, non per cercare uno stato alterato. Per questo ho
sempre amato gli stili a gradazione contenuta, che permettono un consumo prolungato
senza perdere nulla in termini di gusto e soddisfazione.

White Tree + Eastside

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Di collaborazioni italiane in questi anni ne abbiamo viste (e assaggiate) tante, ma mai una realizzata da due birrai cugini. È il caso della Family Reunion (4,3%), nata dalle mani di Sergio Landolfi di White Tree (sito web) e Luciano Landolfi di Eastside (sito web). Si tratta di una Bitter con un sottofondo maltato molto piacevole, ottenuto con una base di Pale e l’aggiunta di due malti Crystal. La luppolatura in stile americano, piuttosto generosa per la tipologia, restituisce una carattere “moderno” e lascia un finale amaro discretamente persistente. Contrariamente alle altre birre di White Tree, questa ha un nome preciso proprio per suggellare il riavvicinamento tra i due parenti.

Officina del Baccano + Aimara

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A proposito di collaborazioni, recentemente i birrifici laziali Officina del Baccano (sito web) e Aimara (sito web) hanno lanciato la loro Keystone (3,5%). Se siete amanti degli antichi stili britannici sarete felici di sapere che la ricetta ricalca il modello delle Dark Mild, con un colore bruno con riflessi rubino e una schiuma cremosa dalla consistenza fine. Al naso sono riconoscibili toni di caramello dolce, toffee, caffè d’orzo e pane tostato, con sfumature di frutta secca e un lieve tocco floreale. Al palato risulta morbida e vellutata, il corpo è snello e chiama la bevuta, senza mai appesantire. Il finale è leggermente amaro, con un sottile retrogusto torrefatto.

Mukkeller

Le tante novità delle ultime settimane non hanno prosciugato la spinta creativa di Mukkeller (sito web), che invece rilancia con altre tre new entry. La prima si chiama La Conella (11,8%) ed è una Belgian Strong Ale pensata appositamente per la Pasqua, riprendendo la tradizione delle Paasbier belghe incarnata per antonomasia – sebbene non sia l’unico esempio – dalla Boskeun di De Dolle. E chissà che i ragazzi di Mukkeller non si siano proprio ispirati alla celebre creazione di Kris Herteleer. La seconda birra inedita è la Bella Gnocca (5,2%), una Polotmavý Ležák prodotta in collaborazione con il birrificio Bondai (sito web). Siamo dunque al cospetto di un classico stile ceco, rientrante nella famiglia delle basse fermentazioni ambrate. Infine Mukkeller ha lanciato di recente la Mazzu de Fiuri Special Edition (5,5%), versione rivista della classica Pale Ale della casa, più leggera e meno aggressiva di quella originale.

Renton

Oggi trovare una birra artigianale gluten free è una piacevole costante, soprattutto per chi soffre di reali intolleranze. Solo fino a qualche anno fa la situazione era totalmente diversa. segno di una tendenza che, quasi silenziosamente, ha guadagnato crescente spazio anche in Italia. Da poco anche il birrificio Renton (sito web) vanta una birra gluten free nella sua gamma: si tratta della Duet (4,6%), una Session IPA leggera e dall’aroma molto intenso. L’amaro dritto e deciso è bilanciato da una piacevole intensità olfattiva, grazie al mix di luppoli americani che regala sentori di agrumi, frutta tropicale, sottobosco e pino, fino ad un leggero terroso. Scorrevole e rinfrescante, la Duet chiude con un buon amaro finale.

Degged

Nell’articolo di ieri abbiamo menzionato diverse produzioni del birrificio Degged (sito web), tutte caratterizzate da nomi palindromi. Alla regola non fa eccezione l’ultima arrivata, una Baltic Porter battezzata Ottetto (8%). L’appellativo non è un semplice gioco linguistico, ma anche il riferimento a un specifico stato degli orbitali dell’atomo, particolarmente caro alle due fondatrici Laura Pescosolido e Francesca Pertici, entrambe chimiche. Il risultato è una birra di color ebano, contraddistinta da aromi tostati che vanno dal caffè al cioccolato, dal caramello alla frutta secca. In bocca è morbida e avvolgente e rimane scorrevole nonostante la sua gradazione alcolica non indifferente. Impossibile non citare la chiosa che ne dà il birrificio:

Birra da meditazione che ti porta in uno stato di pace stabile come gli elettroni quando raggiungono l’ottetto

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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