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I riconoscimenti, i premi speciali e il decalogo della Guida alle Birre d’Italia 2027 di Slow Food

Tra le tante ricorrenze con cui si stanno festeggiando i trent’anni della birra artigianale italiana, non poteva mancare la pubblicazione della nuova edizione della Guida alle Birre d’Italia di Slow Food Editore. Si tratta senza dubbio dell’opera che meglio di qualunque altra ha raccontato l’evoluzione del settore in questi anni, grazie a un profondo lavoro di monitoraggio del territorio e a un approccio che non ha mai sacrificato il racconto – aspetto non scontato per una guida. L’edizione 2027, presentata negli scorsi giorni a Brescia, continua sulla stessa falsariga, grazie a numeri che danno l’idea dello sforzo profuso nella sua creazione: 2825 etichette provenienti da 468 birrifici e beer firm e 54 produttori di sidro, analizzate e valutate da 128 collaboratori. A questi ultimi si aggiungono i due curatori, Eugenio Signoroni e Luca Giaccone. La Guida è disponibile su varie piattaforme, compresa Amazon.

I riconoscimenti della Guida alle Birre d’Italia

Negli anni la Guida alle Birre d’Italia ha saputo reinventarsi, assecondando i cambiamenti di un settore in rapida trasformazione. Nell’ultima edizione i riconoscimenti ai produttori sono di tre tipi diversi: la Chiocciola, riservata alle migliori aziende per qualità, costanza e identità produttiva; l’Eccellenza, destinata a realtà che esprimono un’elevata qualità media su tutta la produzione; il Premio Filiera, che identifica le realtà che pongono particolare attenzione alla produzione diretta delle materie prime. Per le birre invece è previsto un solo tipo di riconoscimento: quelle insignite del titolo di Imperdibili hanno caratteristiche organolettiche di assoluto valore e un grande equilibrio generale.

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Nelle ultime edizioni è cresciuta molto la sezione dedicata ai locali birrari, che rappresenta una parte complementare e irrinunciabile della guida. La selezione propone 866 locali su tutto il territorio italiano: 126 sono premiati come Eccellenti per la scelta, il servizio della birra e l’accoglienza; 121 sono certificati come Golosi perché propongono, accanto all’offerta birraria, una cucina particolarmente curata.

I premi speciali

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Anche la parte dedicata ai premi speciali è cresciuta molto nelle ultime edizioni e permette da un lato di individuare produttori di valore assoluto, dall’altro di focalizzare l’attenzione anche su temi collaterali, ma non meno importanti. Di seguito tutti i premi speciali assegnati dalla Guida alle Birre d’Italia 2027:

  • Premio Filiera Italiana – Birrificio Altavia – Assegnato per lo sviluppo agricolo del territorio e l’uso di materie prime proprie.
  • Premio Costanza – Birrificio Alder – Premia la costanza qualitativa e la dedizione artigianale su una gamma molto ampia.
  • Premio Miglior Novità – Residual – Celebra i nuovi birrifici che uniscono birre straordinarie a un progetto agricolo solido.
  • Premio Migliore Offerta Culinaria – Nidaba – Valorizza i locali capaci di abbinare magistralmente la birra a una cucina del territorio.
  • Premio Valorizzazione del territorio – Cantina Errante – Riconosce chi racconta la propria terra usando cereali, frutta e microflora locali.
  • Premio Miglior Publican – Michele Galati – Premia la competenza, la passione e la capacità di fare cultura ed educazione al bancone.
  • Premio Migliore selezione di birre in bottiglia – Galaxy Beer Shop – Riconosce la selezione accurata e l’organizzazione di incontri formativi con i birrai.
  • Premio Miglior selezione di birre alla spina – Pub Glamour Hoppe – Premia chi costruisce una proposta alla spina con cura, personalità e attenzione alle novità.
  • Premio Miglior Progetto Sidro – Apple Blood Cider and Perry – Celebra l’eccellenza qualitativa e la diffusione della cultura dei fermentati di mela.

Il manifesto della birra Slow

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In concomitanza con la presentazione della Guida, è stato anche reso noto un decalogo che riassume i valori che, secondo Slow Food, devono essere incarnati dalla birra artigianale italiana. È una sorta di manifesto, in base al quale Slow Food solleciterà il contributo di esperti, birrai e appassionati di birra. Sono dieci punti diversi tra loro, alcuni scontati e altri no, alcuni facilmente alla portata, altri che richiederanno trasformazioni più radicali.

  1. La birra artigianale è buona — sulla qualità non transige — ed è costante, pur considerando la variabilità e la stagionalità delle materie prime e la legittima evoluzione della ricetta;
  2. Parla un linguaggio semplice e comprensibile, rinunciando a termini troppo tecnici, è inclusiva, cerca di coinvolgere i nuovi bevitori, anche se non sono appassionati o estimatori;
  3. Ha identità e personalità ben definite, non insegue le mode del momento, semmai cerca di creare nuove tendenze e non smette mai di voler essere creativa;
  4. Cerca l’equilibrio gustativo, rinuncia a voler stupire al primo sorso e ricorda sempre di essere una bevanda democratica, popolare e socializzante;
  5. Predilige le materie prime di filiera tracciata e breve, si preoccupa dell’impatto ambientale delle proprie scelte produttive e distributive, sa valorizzare i prodotti del territorio;
  6. Informa il consumatore con indicazioni su conservazione e consumo: in frigo o in cantina? In quale bicchiere? In abbinamento a quale piatto? E conosce i propri limiti in termini di conservazione e freschezza;
  7. È esplicita e si racconta nei particolari: non nasconde la provenienza dei malti e dei luppoli, non mente e non omette dettagli produttivi. Se usa coadiuvanti come enzimi o chiarificanti, lo dice con chiarezza;
  8. Si concentra principalmente sul mercato di prossimità e non fa la guerra alle altre birre artigianali, ma anzi collabora per la crescita virtuosa di tutto il comparto;
  9. Evita riferimenti sessisti e irrispettosi verso le culture diverse; rispetta i lavoratori, i distributori, i locali e i clienti, e ha un prezzo giusto — né troppo alto né troppo basso;
  10. Conosce bene la tossicità dell’alcol e i suoi rischi per la salute, non suggerisce mai un consumo eccessivo, al contrario favorisce consapevolezza e moderazione.

La presentazione della Slow Beer

Durante l’evento lombardo è stata presentata anche la Slow Beer (5,5%), una birra realizzata dagli studenti dell’IISS Mantegna di Brescia presso il Birrificio Curtense. È una produzione che celebra l’incontro di diversi territori della provincia grazie all’impiego, nelle fasi produttive, di broccolo tardivo dei Ronchi di Brescia, farro di San Paolo, limoni dell’alto Garda bresciano e miele di alta montagna alpina.

È possibile acquistare la Guida alle Birre d’Italia di Slow Food Editore direttamente su Amazon.

Disclaimer: con alcuni dei siti linkati in questo articolo Cronache di Birra ha attivato un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi. Volendo, potete cercare gli stessi articoli su Google. Se invece volete saperne di più su questi link, su Il Post c’è una spiegazione chiara e dettagliata.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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