La storia della birra artigianale degli ultimi vent’anni può essere raccontata anche attraverso quella del luppolo. Se fino a pochi decenni fa le nuove varietà venivano introdotte con estrema parsimonia, oggi i principali programmi di miglioramento genetico lavorano costantemente per sviluppare cultivar sempre più interessanti dal punto di vista aromatico, ma anche più produttive, resistenti alle malattie e adatte alle nuove condizioni climatiche. Tra gli ultimi risultati di questo percorso c’è Luna, la nuova varietà australiana sviluppata da Hop Products Australia (HPA), che dopo una lunga fase di sperimentazione, negli ultimi mesi è entrata nella produzione commerciale. L’occasione è utile anche per capire come nasce un nuovo luppolo e perché, dietro a un annuncio apparentemente improvviso, si nasconde in realtà un lavoro durato oltre vent’anni.
Il programma di breeding di Hop Products Australia
Negli ultimi due decenni l’Australia si è ritagliata un ruolo di primo piano nel panorama mondiale del luppolo grazie a varietà come Galaxy, Vic Secret ed Eclipse, capaci di conquistare i birrai per i loro intensi profili fruttati. Sono tutte nate all’interno del programma di breeding di Hop Products Australia, l’azienda che concentra gran parte della coltivazione del luppolo nel Paese e che investe da anni nello sviluppo di nuove cultivar.
Luna rappresenta il primo nuovo rilascio commerciale di HPA dopo Eclipse, presentato nel 2020. È il frutto del programma di breeding coordinato dal genetista Simon Whittock, che negli ultimi anni ha orientato la selezione non solo verso profili aromatici innovativi, ma anche verso caratteristiche agronomiche sempre più importanti per i coltivatori. L’obiettivo non è semplicemente ottenere un luppolo “più intenso”, bensì una varietà capace di garantire rese elevate, buona adattabilità ai cambiamenti climatici e una qualità costante nel tempo.
Luna, ossia l’ex HPA-033
Come accade ormai abitualmente nel settore, Luna arriva sul mercato dopo una lunga fase di sperimentazione. La pianta fu ottenuta nel 2003 dall’incrocio tra una linea australiana ad alto contenuto di alfa acidi e Liberty, una varietà americana discendente dell’Hallertau Mittelfrüh. Per anni è stata identificata semplicemente con la sigla HPA-033, mentre veniva valutata nei campi sperimentali e testata dai birrifici.
Il percorso che porta un luppolo a ottenere un nome commerciale è infatti molto articolato. Dopo la selezione iniziale, le nuove cultivar vengono propagate su scala ridotta e sottoposte a numerose prove agronomiche, per verificarne produttività, resistenza alle malattie e stabilità qualitativa. Parallelamente vengono inviati campioni ai birrifici affinché possano sperimentarne il comportamento in sala cottura e raccogliere informazioni sul profilo aromatico nelle diverse tipologie di birra. Anche Luna ha seguito questo iter. Negli ultimi anni HPA ha collaborato con numerosi produttori, raccogliendo feedback utili sia dal punto di vista tecnico sia commerciale. Solo una volta verificato il reale interesse del mercato, la varietà ha ricevuto il nome definitivo ed è entrata nella fase di produzione commerciale.
Fino a oggi il Luna è stato utilizzato in rarissimi casi dai birrai italiani. È protagonista (insieme a Idaho 7, Ekuanot e Strata) della recentissima Luna Park (6%), un’American IPA prodotta dal birrificio War in collaborazione con Liquida. Nella sua veste sperimentale, quando era ancora identificato dal codice HPA-033, fu testato nel 2025 da Busa dei Briganti per la sua Refraction.
Proprio le parole di Davide Salvalaio, birraio di Busa dei Briganti, compaiono sul sito di Barthhaas per spiegare le caratteristiche di questo nuovo luppolo:
Nella birra il luppolo Luna apporta proprio quello che ti aspetteresti annusandolo: un aroma succoso, pulito e ben definito, con note di agrumi dolci, arancia, mandarino e marmellata, supportate da mango e sfumature di frutta tropicale, nonché da un leggero tocco floreale. Al palato risulta morbido e rotondo, con una buona persistenza e privo di spigoli. Moderno ed espressivo, la combinazione tra agrumi e mango è l’elemento aromatico principale di questo luppolo.
Le caratteristiche del Luna
Dal punto di vista sensoriale Luna si inserisce pienamente nella tradizione dei moderni luppoli australiani, ma con una personalità ben definita. Le descrizioni ufficiali parlano di aromi intensi di mango maturo, frutti di bosco, pesca e agrumi, accompagnati da una componente speziata che contribuisce a renderne più complesso il profilo aromatico. Secondo HPA la varietà presenta inoltre un contenuto relativamente elevato di polifenoli, caratteristica che può contribuire a una maggiore morbidezza della birra e a una migliore persistenza aromatica.
La composizione degli oli essenziali è dominata dal mircene, affiancato da quantità significative di umulene e cariofillene, mentre il contenuto di alfa acidi si colloca nella fascia medio-alta, rendendo Luna adatto sia alle aggiunte tardive sia al dry hopping. I test effettuati dai birrifici hanno evidenziato risultati particolarmente convincenti nelle Pale Ale e nelle IPA moderne, dove riesce a esprimere tutta la sua componente tropicale senza risultare monocorde.
Per Hop Products Australia Luna rappresenta anche un passaggio simbolico. L’azienda considera infatti questa varietà l’inizio di una nuova fase del proprio programma di breeding, con l’obiettivo di accelerare il rilascio di nuove cultivar e rispondere più rapidamente alle esigenze di un settore in continua evoluzione. Per i birrai significa poter contare su un nuovo ingrediente dalle caratteristiche originali. Per gli appassionati, invece, è probabile che il nome Luna inizi a comparire sempre più spesso sulle etichette delle birre luppolate dei prossimi anni.









