Avventurarsi alla scoperta delle Real Ale in Inghilterra rappresenta un affascinante viaggio nella cultura e nella tradizione birraria locale. Significa però anche supportare, come da decenni fa il CAMRA, le realtà che tuttora realizzano od offrono questi iconici prodotti, unici quanto fragili, che vivono tempi difficili (come discusso qui). Il mio itinerario si snoda nel centro-nord dell’Inghilterra, tra lo Yorkshire ed il North West England, due regioni indissolubilmente legate alla storia e allo sviluppo delle Real Ale. L’unica regola che mi sono imposto in questo viaggio è proprio questa: bere esclusivamente Real Ale spillate a pompa dai tradizionali cask. L’obiettivo di questo racconto è fornire un elenco ragionato, inevitabilmente non esaustivo, dei migliori locali in cui dedicarsi a questa avventura e delle più piacevoli scoperte birrarie compiute lungo il percorso.
Il tour non può che partire da Sheffield, città del South Yorkshire da molti considerata “The Real Ale Capital of the World” (trovate qui una descrizione più estesa). Si tratta di una città vivace in continua evoluzione, in cui convivono tradizione e modernità, come appare evidente anche a livello architettonico. La sua scena birraria esprime perfettamente questa doppia natura, offrendo veri e propri “templi” delle Real Ale così come realtà craft più sperimentali. Di seguito mi concentrerò sui pub che mi hanno offerto la miglior esperienza in termini di ambiente, atmosfera e qualità birraria tradizionale. Tutti i luoghi segnalati sono distanti al massimo 1 km dal centro città, quindi tranquillamente raggiungibili a piedi (uno dei pregi di Sheffield).
Sheffield Tap
Per gran parte dei visitatori (me compreso) la porta di accesso alla città è la sua stazione ferroviaria, risalente al 1870; al suo interno, proprio lungo i binari, si trova Sheffield Tap (Sheffield City Centre Pub of the Year 2020 e 2022, sito web, GMaps), prima irrinunciabile tappa del nostro viaggio. Pur relativamente recente (2009) questo locale è a tutti gli effetti considerato di valore storico, oltre che per la collocazione caratteristica, per l’accurato ed elegante restauro delle strutture originarie, decorate in stile Edoardiano, anticamente adibite a sale ristorante. L’ambiente è curato, con sedie e tavoli in legno, sedute in cuoio e comode poltrone.
Gli spazi sono ampi, suddivisi nella sala d’ingresso con il poderoso bancone in legno, alcune salette intermedie, e la grande e maestosa sala che ospita anche l’impianto del micro-birrificio interno, battezzato Tapped Brew Co. (pagina Facebook). Al tempo della mia visita (periodo post-natalizio) l’atmosfera era resa ancor più calda da un grande albero di Natale, accanto al quale un ragazzo locale si concedeva un beato sonnellino presumibilmente dopo un bel numero di pinte (e come dargli torto). Non da ultimo, l’offerta birraria tradizionale è notevolissima: 11 handpumps di Real Ale che includono 2-3 produzioni proprie e creazioni di birrifici come Thornbridge, Shiny, Titanic, Helmsley e Hawkshead; l’highlight per me è stata la celebre Jaipur di Thornbridge (IPA), ad accompagnare la classica pork pie. Esperienza dunque da non perdere (almeno) in arrivo e/o in partenza da Sheffield.
The Bath Hotel
Attraversando il centro città fino a giungere al suo margine occidentale, si arriva al The Bath Hotel (sito web, GMaps): questa è probabilmente la chicca più nascosta ma affascinante del viaggio. Pub addirittura dagli anni ‘80 dell’Ottocento, è tuttora celebrato per i suoi interni di pregio oltre che per l’indubbia qualità birraria (Sheffield City Centre Best Pub 2024 e 2025). Ma ciò che da subito rapisce appena si mette piede in questo microcosmo è la sua atmosfera calda, raccolta e rilassata (specialmente in una fredda giornata d’inverno). Una sola sala principale non troppo ampia, con una decina di tavoli e sedute in legno, bel pavimento piastrellato a scacchi, bancone in legno e mattoni, camino: un vero e proprio salotto in cui godersi le proprie pinte in tutta tranquillità, circondati da una clientela piuttosto selezionata e in gran parte local. Disponibili 6 Real Ale in cask di birrifici come Thornbridge, Acorn, Abbeydale, Titanic, Durham: mi sono goduto in modo particolare un’avvolgente Titanic Cherry Porter come perfetta chiusura di giornata.
Kelham Island Tavern
Il quartiere di Kelham Island, situato a nord del centro città e delimitato dal fiume Don, è un’altra tappa irrinunciabile. Dopo essersi concessi il giusto tempo per camminare nel cuore post-industriale di Sheffield, ci si può dedicare ai diversi pub di zona che offrono esperienze di Real Ale notevoli. Tra questi spicca senz’altro il Kelham Island Tavern (pagina Instagram, GMaps), uno dei capisaldi della vita birraria locale e non solo, essendo stato CAMRA National Pub of the Year nel 2008 e 2009 (oltre a una lunga serie di titoli regionali e locali).
Il locale appare colorato ed accogliente fin dalla sua pittoresca facciata dominata dal verde, mentre negli interni (due stanze oltre al beer garden estivo), arredati in modo semplice ma curato, risaltano il legno ed il giallo delle pareti, che unitamente alle ampie finestre lo rendono molto luminoso nelle ore diurne. L’atmosfera è tranquilla e informale, e la clientela variegata (non mancano le famiglie): il posto ideale in cui trascorrere un intero pomeriggio in totale relax dedicandosi alla sterminata offerta di cask (13 vie), magari inframezzati da una pork pie, un sausage roll o un sandwich. I migliori assaggi sono stati la super vellutata Tha Got Oat Mild? (Dark Mild) del birrificio locale Blue Bee e una Brewers Gold Pale Ale di Pictish da manuale; spesso presenti tanti altri birrifici tra cui North Riding, Abbeydale, Full Circle, Kernel, Acorn, Marble.
The Wellington
I tre locali citati finora rappresentano, a mio modo di vedere, il meglio per quanto riguarda la “Real Ale experience” a Sheffield. La città offre però anche molto altro in questo senso, a partire come detto dallo stesso quartiere di Kelham Island. The Wellington (pagina Facebook, GMaps), a dispetto della sua posizione affacciata su un viale piuttosto trafficato (in cui spicca per i suoi esterni rosa acceso) è un posto quieto ed accogliente. Ha la sua forza nella semplicità e veracità dell’ambiente, caratterizzato da arredi essenziali un po’ vintage e da una clientela di affezionati completamente local, da classico pub inglese di quartiere in cui il tempo pare essersi fermato a qualche decennio fa. L’aspetto attuale risale infatti in buona parte al 1940, ma la sua storia è ben più lunga, tanto da aver ospitato (nel 1866) la formazione del primo club di calcio al mondo nato in un pub (il Wellington FC). L’offerta di Real Ale consta di 7 vie, di solito suddivise in 4/5 del birrificio associato Neepsend di Sheffield e circa un paio di birrifici ospiti. La qualità media è buona, nel mio caso a spiccare è stata la Cherokee Red Ale di Neepsend.
Shakespeare’s
A poche centinata di metri di distanza si incontra lo Shakespeare’s (pagina Facebook, GMaps): qui l’ambiente è più colorato e rumoroso (ospita spesso musica live), anche grazie ad una clientela più giovane. L’esperienza complessiva risulta forse meno indimenticabile delle precedenti, ma la scelta di Real Ale non è da sottovalutare: 7 cask di cui uno è la birra della casa (Deception Pale Ale di Abbeydale) e gli altri a rotazione tra birrifici non proprio mainstream come Byatts, Harviestoun, Moorehouse’s, Leigh on Sea, Lymeston. Ho apprezzato in particolare la Glugg Pale Ale di Abbeydale.
The Fat Cat
A pochi passi da Kelham Island Tavern c’è il The Fat Cat (sito web, GMaps), locale che nella sua versione recente (1981) è stato tra i pionieri della (ri)scoperta delle Real Ale a Sheffield, nonché casa del limitrofo Kelham Island Brewery. Purtroppo, a mia sensazione, il locale sembra ora vivere più di fama passata, presentando una clientela in gran parte turistica, un ambiente caotico, personale scontroso, e un’offerta birraria discreta (10 cask) ma non particolarmente curata. La birra della casa è la modesta The Fat Cat House Ale di Neepsend, e per non rischiare delusioni ho ripiegato sulla classica Landlord Pale Ale di Timothy Taylor’s. Nel complesso, storia a parte, non un’esperienza troppo piacevole. Rientrando verso il centro città, consiglio una sosta alla Kelham Island Books + Music (pagina Instagram), libreria di quartiere molto caratteristica e fornitissima, dove ho potuto trovare diverse monografie curate dal CAMRA a tema Real Ale e pub (su Sheffield e non solo).
Altri locali in centro
La zona più centrale di Sheffield, oltre a monumenti notevoli come la Cattedrale, il Municipio ed il Crucible Theatre (tempio dello Snooker), presenta vari locali magari non imperdibili, ma comunque in grado di offrire degli assaggi più che validi in fatto di Real Ale. E’ il caso di citare Fagan’s (sito web, GMaps) con 4 vie (spicca l’iconica Kelham Island Pale Rider ora brassata da Thornbridge), The Crow Inn (sito web, GMaps) anch’esso con 4 cask (tra cui Duration, Abbeydale, Thornbridge), Vocation & Co. (sito web, GMaps), giovane birrificio in forte crescita che offre in taproom 5 cask (ottima la Chop&Change Nelson Sauvin Pale Ale) e infine il più commerciale The Head of Steam (sito web, GMaps) con 8 vie. L’unico rimpianto del mio soggiorno è stato non poter visitare il Rutland Arms (sito web, GMaps) – causa ristrutturazione che ora però si è conclusa – altro pub di culto non lontano dalla stazione che merita sicuramente attenzione.
Conclusioni
In conclusione, Sheffield è senz’altro una tappa obbligata per gli appassionati di Real Ale, vantando alcune eccellenze assolute. Le sue dimensioni ridotte permettono di fare un tour ricco e soddisfacente pure avendo a disposizione solo un paio di giorni (come nel mio caso). Salutata Sheffield, il mio viaggio è proseguito in direzione Manchester: di questo parleremo nella seconda parte.













