Giusto l’altro ieri mi trovavo al Mastro Titta con la mia ragazza di fronte a due Blanche de Namur alla spina. Mentre ci scambiavamo commenti entusiastici sulla birra, notavamo quanto il relativo bicchiere esaltasse la splendida bevibilitĂ del prodotto. Qui a lato riporto un’immagine di quello della Hoegaarden, molto simile: si tratta di un recipiente largo e tozzo, che tende a evidenziare la “massa” di liquido presente al suo interno, invitando a generose sorsate. Ed è giusto che sia così: la blanche è una birra estiva di frumento, leggera e molto dissetante.
Chiunque saprĂ che ogni birra ha il suo bicchiere, è una delle prime regole che si apprendono quando ci si avvicina alla birra artigianale. Le tipologie sono tantissime e tendono ad esaltare determinate caratteristiche della birra. Ecco quindi che le pils vengono storicamente servite in calici, capaci di magnificare l’intrigante luppolatura dello stile, mentre tante belgian strong ale (tra cui le trappiste) sono versate in ampi calici, che permettono invece di assaporare anche le spettacolari note maltate di certi prodotti.



Il prossimo 15 giugno arriverĂ alla sua quarta edizione un appuntamento divenuto in breve tempo irrinunciabile per tutti gli homebrewers italiani. Sto parlando di Una birra in Versilia, concorso “a stile libero” per tutti gli aspiranti birrai di buona volontĂ , organizzato dall’associazione toscana
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