Nella vivace scena americana a volte trovano anche spazio alcune riflessioni sul mondo della birra artigianale locale. Una delle dispute più interessanti degli ultimi tempi – almeno per me, per altri sarà una questione irrilevante – riguarda il nome da usare per le incarnazioni di un recente stile birrario. Alcuni lo conoscono con l’appellativo di Black IPA, altri con quello di Cascadian Dark Ale. In entrambi i casi si tratta della stessa tipologia di birra, basata su una ricetta che fonde le caratteristiche dei malti scuri (tostato, cioccolato, bruciato) con le luppolature tipiche delle India Pale Ale (o meglio, American IPA). Il risultato, ancorché di difficile bilanciamento, può essere molto intrigante: questo spiega il successo che sta avendo questo nuovo stile in patria e all’estero. Così mentre l’interesse degli appassionati cresce costantemente, di tanto in tanto torna d’attualità la questione del nome. CDA o Black IPA? Un dilemma mica da poco…
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