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Il birrificio Lucky Brews cerca aiuto birraio/cantiniere

Il birrificio Lucky Brews cerca aiuto birraio/cantiniere, possibilmente con...

Bastian Contrario cerca distributori e agenti sul territorio nazionale

Bastian Contrario, birrificio artigianale indipendente con sede in Parma,...
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I 10 anni di blackout della birra artigianale negli USA: cosa ci dicono del momento italiano?

La birra artigianale in Italia sta vivendo un momento molto complicato, con un deciso rallentamento derivante da ragioni disparate. La situazione ha causato diverse chiusure, alcune eccellenti, e ha fiaccato il morale del settore oltre quanto suggerirebbe la logica. Appurato che la fase di ascesa della birra artigianale è ormai conclusa, ora è il momento di comprendere le sfide che impone il futuro e individuare possibili strategie di ripresa. Un aiuto arriva dagli Stati Uniti, dove il successo della craft beer è stato meno lineare di quanto si pensi. Al contrario, alla fine degli anni ’90 cominciò un lungo periodo di stagnazione che sembrò decretare la fine del fenomeno, prima della nuova ripartenza. Bisognò attendere il 2009 perché i numeri tornassero a crescere, segnando l’inizio di quella strepitosa cavalcata che abbiamo conosciuto in anni recenti.

Il decennio di stagnazione della birra craft negli USA

Del decennio di stallo della birra artigianale negli Stati Uniti scrivemmo nel 2014, in un periodo di grande crescita per il nostro comparto. I dati italiani erano entusiasmanti e proprio quell’entusiasmo spinse molti analisti a chiedersi se non ci fosse il rischio di un’implosione del settore. La stessa che aveva caratterizzato la scena americana tra il 1999 e il 2008: dieci anni in cui il numero totale dei birrifici attivi aumentò di appena dieci unità, passando da 1.564 a 1.574 (fonte Brewers Association). Una lunghissima parentesi, dunque, peraltro inframmezzata da molte annate con un bilancio negativo tra aperture e chiusure.

La fase di stagnazione arrivò dopo un momento molto positivo, che coincise con la comparsa delle prima birre craft sul mercato americano. Eravamo a metà degli anni ’80 e da quel momento il numero dei birrifici aumentò gradualmente, con una crescita di oltre il 1000%. Poi, come detto, l’ascesa di bloccò per un decennio, prima di ripartire in maniera ancora più decisa: era cominciata la seconda ondata di microbirrifici, quella che negli anni ’10 ha rappresentato un fenomeno senza precedenti, favorendo il clamoroso sviluppo della scena brassicola statunitense.

I motivi del decennio di stagnazione

Quali furono i motivi del decennio di stagnazione della birra artigianale negli Stati Uniti? La risposta non è semplice, anche perché non ci fu una sola causa a decretarla. Analizzando diverse fonti, possiamo formulare le seguenti ipotesi:

  • Saturazione del mercato e competizione
    Negli anni ’90 il mercato statunitense della birra artigianale raggiunse un punto di saturazione. Il numero di birrifici artigianali era cresciuto rapidamente negli anni precedenti, ma molti di essi non riuscivano a differenziarsi sufficientemente in termini di qualità od offerta. Ciò portò a una forte competizione interna, con molti birrifici che faticarono a mantenere un livello sostenibile di redditività.
  • Mancanza di distribuzione e visibilità
    I birrifici artigianali spesso non avevano accesso a canali di distribuzione ampi o efficienti. La grande distribuzione era dominata dai marchi industriali, che controllavano la maggior parte degli scaffali nei negozi e nei bar. Questo limitò la capacità dei birrifici artigianali di raggiungere un pubblico più ampio.
  • Qualità inconsistente
    La rapida espansione attirò nuovi produttori, alcuni dei quali con competenze limitate, causando una variabilità nella qualità delle birre offerte e una conseguente perdita di fiducia da parte dei consumatori.
  • Mancanza di educazione del consumatore
    Molti consumatori non erano ancora pienamente consapevoli delle peculiarità delle birre artigianali, limitando la domanda rispetto alle aspettative dei produttori.
  • Crisi economica e cambiamenti nei consumi
    Gli anni ’90 videro periodi di recessione economica che influenzarono i consumi. I bevitori tendevano a optare per opzioni più economiche, privilegiando le birre industriali rispetto a quelle artigianali, spesso più costose.

La ripresa di fine anni 2000

Gli ultimi anni 2000 cominciarono a mostrare una ripresa, che poi divenne una scalata impressionante nel decennio successivo. Da cosa fu causata la ripartenza? Anche in questo caso non è facile trovare una risposta, anche perché i motivi furono diversi. Ne possiamo abbozzare alcuni, comunque fondati sulle analisi del periodo.

  • Innovazione e diversificazione dei prodotti
    A partire dagli anni 2000, i birrifici artigianali iniziarono a innovare, introducendo nuovi stili e proponendo nuovi sapori. Le India Pale Ale (IPA) divennero un fenomeno di culto, attirando l’attenzione dei consumatori con il loro intenso profilo aromatico. Questa diversificazione contribuì a rilanciare l’interesse per la birra artigianale.
  • Cultura del consumo e consapevolezza
    Stabilendo un trend che poi sarebbe diventato decisivo in maniera trasversale, i consumatori iniziarono a cercare esperienze di consumo più autentiche e legate al territorio. La birra artigianale, con la sua enfasi sulla qualità e sulla tradizione locale, rispose perfettamente a questa domanda, fornendo il valore aggiunto di prodotti di nicchia.
  • Espansione della distribuzione e del marketing
    I birrifici artigianali migliorarono la loro presenza nei canali di distribuzione, sia attraverso accordi con catene di supermercati, sia attraverso la vendita diretta nei loro locali. Inoltre, l’uso strategico dei social media e degli eventi locali aumentò considerevolmente la visibilità del settore.
  • Supporto istituzionale e culturale
    Organizzazioni come la Brewers Association svolsero un ruolo cruciale nel promuovere il settore, fornendo risorse, formazione e advocacy e superando ostacoli di tipo burocratico.

Conclusioni

L’evoluzione della birra artigianale negli Stati Uniti dimostra che un fenomeno di successo non ha mai un’evoluzione costante nel lungo termine. Sebbene nell’arco di trent’anni abbia raggiunto numeri impressionanti, la crescita della craft beer è passata anche attraverso una fase di stabilizzazione e stagnazione, dalla quale il mercato è tuttavia uscito alla grande. Il decennio di stallo è stato in qualche modo fisiologico e probabilmente inevitabile per le dinamiche che si erano instaurate in precedenza.

Ora sembra che anche per la birra artigianale italiana sia cominciata una fase di stabilizzazione, che in realtà molti attendevano da anni. Ciò significa che probabilmente è “solo” un momento di transizione, in cui è necessario razionalizzare il settore e cercare una nuova configurazione interna. Nonostante i segnali negativi, non mancano realtà in crescita ed evoluzioni più che confortanti. In altre parole, è difficile credere di essere giunti al tramonto della birra artigianale, anche perché non stiamo parlando di una bevanda costruita a tavolino e promossa esclusivamente dalla moda del momento.

Ripercorrendo i motivi che portarono al decennio di stagnazione della birra artigianale negli USA e gli aspetti che ne decretarono il rilancio a fine anni 2000, possiamo trarre molte indicazioni sull’attuale fase del comparto nazionale. Difficile dire se ci sia ancora spazio per una ripartenza come quella americana, ma si può lavorare affinché un eventuale periodo di stallo duri molto meno di un decennio.

Il Birrificio Rotorcraft propone servizio per l’automatizzazione degli impianti di produzione

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Il Birrificio Rotorcraft mette a disposizione la sua esperienza nell’automatizzazione dei diversi impianti presenti in birrificio:

  • Controllo e programmazione delle temperature e pressioni di ogni singolo fermentatore
  • Controllo e programmazione delle temperature in sala cottura
  • Controllo e gestione dei volumi e velocità di flusso d’acqua nella fase di “lavaggio” delle trebbie
  • Automatizzazione del sistema CIP e relative pompe di circolazione
  • Gestione e registrazione/archiviazione (ai fini HACCP) delle temperature delle celle fredde e calde
  • Gestione dei diversi impianti come luci, riscaldamento, filtri etc.
  • Installazione e integrazione di un sistema di video controllo.

Tutti i sistemi sopramenzionati possono essere gestiti da remoto, tramite un telefonino o PC. Qui è possibile scaricare una presentazione del servizio.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti sono a disposizione. Si prega di contattare [email protected] per ulteriori dettagli o chiamare 391 3110626.

Prossimi eventi: Italy Beer Week, Ballo delle Debuttanti e non solo

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Dopo due settimane di pausa torniamo a dedicare l’articolo del venerdì ai prossimi eventi birrari. Il calendario infatti si sta riempendo lentamente di nuovi appuntamenti, offrendo un antipasto del fermento che poi si esprimerà al meglio con l’inizio della primavera. Intanto però l’attesa è ben ricompensata da una serie di iniziative a tema tra cui spicca la Italy Beer Week, in programma in tutta Italia da lunedì 17 a domenica 23 marzo, e preceduta dal pre-opening party del Ballo delle Debuttanti, che si terrà nel weekend precedente presso Mercato Centrale Roma. Oltre a queste due manifestazioni a firma Cronache di Birra, la panoramica di oggi si concentra su altre due manifestazioni: il Tipopils Day, consueta celebrazione della Tipopils del Birrificio Italiano, e Fa’ la cosa giusta, fiera milanese che offrirà ampio spazio alla birra artigianale. Buone bevute a tutti!

Lucky Brews cerca un birraio con esperienza e un magazziniere e addetto alle consegne

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Il birrificio Lucky Brews di Vicenza cerca un birraio con esperienza da inserire nell’organico per la gestione cotte, cantina e confezionamento.

È inoltre alla ricerca di una figura di magazziniere e addetto alle consegne.

Chi fosse interessato può contattare il birrificio all’indirizzo email [email protected].

Nuovi birrifici e marchi brassicoli: Hold On, Residual e Almaremma

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Per diverse ragioni, storicamente pubblichiamo panoramiche sui nuovi produttori italiani con una frequenza piuttosto compassata. L’ultimo aggiornamento risale allo scorso luglio e penserete che, in un periodo di calo di popolarità della birra artigianale, il silenzio degli scorsi mesi sia dovuto a un’assenza di nuovi progetti. In realtà i contenuti non mancano e anzi dobbiamo fare nostra culpa per non essere stati al passo con le aperture, contribuendo magari ad alimentare un senso di staticità in un momento non certo facile per il nostro settore. Settore che invece continua a mostrare una relativa vivacità, come dimostrano i tre progetti che segnaliamo oggi e che sono solo una piccola fetta di quelli lanciati negli ultimi tempi.

Birrificio vende impianto completo con sala cottura da 10 hl

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Birrificio vende impianto produttivo con sala cotte da 10hl automatica completo di:

  • Contalitri,
  • 2 Serbatoi di fermentazione da 1200L Isobarici a temperatura controllata,
  • 4 Serbatoi dí maturazione,
  • Mulino,
  • Caldaia di vapore,
  • Armadio di Aqua gelida da 5000L,
  • 1 Serbatoio di fermentazione da 1000L,
  • 1 Pastorizzatore elettrico a vasca,
  • Fusti da 25 L in acciaio attacco a baionetta,
  • 1 infustatrice Comac
  • Spillatore a 3 vie complete,
  • Cella frigo,
  • Altra attrezzatura: pompa, tubo, scatole per bottiglie.

Chi fosse interessato può contattare il numero 3382770770.

Le 13 nuove birre italiane presenti al Ballo delle Debuttanti 2025

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Mancano pochi giorni all’inizio della Italy Beer Week, che si terrà in tutta Italia da lunedì 17 a domenica 23 marzo. Le iniziative degli aderenti stanno popolando il sito web della manifestazione di ora in ora, ma tra le tante iniziative a tema ce ne sarà una che curiamo personalmente: il Ballo delle Debuttanti. Ormai il format dovreste conoscerlo – più di dieci nuove birre da altrettanti birrifici italiani – e anche quest’anno avrà una doppia anima: un mini festival, che si terrà presso il Mercato Centrale di Roma da venerdì 14 a domenica 16 marzo e una box speciale acquistabile sul sito di 1001 Birre. La box è disponibile da alcuni giorni, quindi oggi ci occuperemo di andare alla scoperta delle 13 birre debuttanti che animeranno uno degli eventi più attesi di tutta la Italy Beer Week.

Acquista la box

Birrificio toscano vende fermentatori, etichettatrice, gruppo frigo e stampante

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Birrificio situato in Toscana vende i seguenti articoli:

  • Gruppo frigo Zoppi Modello ZG7 a glicole polipropilenico acquistato nuovo nel 2021. Buone/ottime condizioni.
    • Dimensioni circa 1500x900x1500 (LxlxH)
    • Potenza elettrica nominale 5,6 kW
    • Potenza frigorifera a 0 °C 11180 Frig/h
    • Potenza frigorifera a -10 °C 7910 Frig/h
    • Prezzo 7.000 € + iva
  • 2 Fermentatori NON isobarici marca Ghidi da 600 l lordi NON coibentati con camicia refrigerante
    • Acquistati nuovi nel 2018 e usati pochissimo. Pari al nuovo.
    • Dimensioni circa 2400×800
    • Peso circa 100 kg
    • Fasce refrigeranti su cilindro
    • Gorgogliatore sul chiusino
    • Asta livello sul cilindro
    • Pozzetto per sonda PT100 sul cilindro
    • Valvola DN25 su asta lavaggio
    • Valvola DN25 su scarico totale
    • Valvola DN25 su scarico parziale sul cono
    • Prelevacampioni sul cilindro
    • Prezzo 2.000 €/cad
  • Etichettatrice Quark 10 S semiautomatica 600-800 pz/h (variabilità dovuta all’operatore più che alla macchina)
    • Acquistata nuova nel 2018 dal rivenditore Sintesi
    • Perfettamente funzionante, ottima per bottiglie cilindriche e lattine.
    • Adattabile a bottiglie con lieve conicità.
    • Possibilità di etichettare con etichetta e controetichetta su unico rotolo.
    • Video su richiesta della macchina in funzione.
    • Prezzo 1.000 €
  • Stampante a trasferimento termico Squix 4.3 (tipo stampante zebra)
    • Nastro termico (ribbon) da 4”
    • Schermo touch screen per I comandi sulla macchina
    • Fornita con pennina con sopra il software per caricare i file stampa
    • Ottima per stampare etichette cartone e lotti sulle etichette
    • Prezzo 800 €

Prezzo per etichettatrice e stampante 1500€

Per eventuali dettagli scrivere a [email protected].

Buon compleanno Cronache di Birra: 17 anni di birra artigianale tra bilanci e nuove sfide

Oggi Cronache di Birra compie diciassette anni, un traguardo che solo a menzionarlo fa girare la testa. È passato tanto tempo da quel primo articolo dedicato a Consobir e datato 4 marzo 2008, eppure è il primo compleanno che la nostra testata festeggia in un clima non proprio esaltante per il nostro settore. Diciassette anni fa la birra artigianale in Italia esisteva da poco più di un decennio: fu più o meno in quel momento che cominciò un clamoroso boom capace di trasformare il movimento dei microbirrifici in uno dei fenomeni più incredibili del settore alimentare italiano. Con Cronache di Birra abbiamo avuto il privilegio di vivere in prima persona quegli anni entusiasmanti, raccontando quotidianamente come l’ambiente stava crescendo ed evolvendo. Quella fase ora è finita e occorre guardare al futuro in maniera diversa, consapevoli che la situazione è mutata, ma che le opportunità non mancheranno anche nei prossimi anni.

Anche il luppolo USA è in crisi: produzione in netto calo, ma almeno scendono i prezzi

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Da sempre l’inizio dell’anno è caratterizzato dalla pubblicazione di numerosi report di settore, finalizzati ad analizzare le tendenze – come nel caso del nostro Italian Craft Beer Trends – o i numeri del settore. Uno dei documenti più attesi è il National Hop Report (qui disponibile in pdf) del Servizio nazionale per le statistiche agricole (NASS) degli Stati Uniti, che ovviamente si concentra su un singolo aspetto del mercato birrario, ossia la produzione di luppolo in America. Sebbene abbia un approccio molto verticale, tocca un argomento che, per ovvie ragioni, gioca un ruolo fondamentale nell’industria brassicola mondiale. E le notizie che emergono dal report non sono certo rassicuranti, bensì risultano coerenti col momento di difficoltà che sta vivendo la birra artigianale a livello globale.

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