Cercasi caldaia a metano per produzione di vapore (150kg/h @5bar – 100.000Kcal/h) e gruppo frigo da 10kW (T min: -5°C)
Inviare foto e/o dettagli a [email protected].
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Come riportato da Daily Mail, in occasione dell’International Beer Day di inizio agosto sono stati rilanciati i risultati di un recente studio, apparso su The American Journal of the Medical Sciences, che conferma alcuni effetti positivi della birra sulla salute dell’uomo. In particolare la bevanda contiene diverse sostanze (proteine, vitamina B, minerali, antiossidanti, ecc.) che la rendono adatta a prevenire le malattie del cuore e a mantenere in salute il cervello. In tal senso la birra sarebbe ben più efficace del vino.
Chiaramente il discorso tiene fin quando il consumo si mantiene su livelli moderati, considerando che la birra è comunque una bevanda alcolica. In generale la quantità ideale per gli uomini non supera una pinta al giorno, mentre per le donne è consigliabile non superare la mezza pinta quotidiana. Cifre che hanno senso per un contenuto alcolico nella media.
Cedesi attività di birrificio artigianale in zona Padova sud. Capacità produttiva attuale annua di 240 hl, zona spaccio, autorizzazioni in regola, ricette, pacchetto clienti, grafica e immagine coordinata.
Possibilità di iniziare da subito l’attività a produrre senza perdite di continuità.
Se interessati scrivere a [email protected] per avere la lista completa delle attrezzature disponibili e/o per fissare un appuntamento diretto.
Anticipiamo a oggi la panoramica sui prossimi eventi birrari perché da domani il blog andrà in vacanza per qualche settimana. E allora è opportuno dare uno sguardo alla parte centrale di agosto, ma anche aggiungere altri appuntamenti che si terranno già nei prossimi giorni: Is Maistus Beer a Tratalias, in Sardegna, BeerLocri sul lungomare di Locri, in Calabria, e la tredicesima edizione del Festival delle Birre di Castellalto, in Abruzzo. Spingendoci oltre dobbiamo segnalare Sarrock & Beer, ancora in Sardegna, e Hop Summer Fest a Livorno. Per quanto mi riguarda domani partirò alla volta del Pacific Northwest, dove viaggerò tra Oregon, Washington (lo Stato, non la città) e una parte di Canada (Vancouver e i parchi). Una regione che qualcuno identifica con l’appellativo Cascadia: vi dice niente questo nome? Per seguire i miei aggiornamenti in Nord America vi consiglio di dare un’occhiata ai canali Facebook e Instagram di Cronache di Birra. Buone vacanze a chi è in partenza!
Come riportato da Repubblica, il mercato della birra in Italia continua a crescere. Secondo Assobirra il primo semestre del 2018 ha registrato un +4% rispetto all’anno precedente, trend nel quale le birre speciali continuano a giocare un ruolo da protagonista. La buona notizia fa ben sperare per l’andamento dei prossimi mesi: l’obiettivo è di superare i record fatti registrare nel corso del 2017.
Lo scorso anno, infatti, in Italia è stato toccato il primato storico di consumo pro capite, nonostante il nostro paese rimanga fanalino di coda in Europa in questa speciale classifica.
Talvolta succede che le etichette di birra diventino oggetto di vere e proprie crisi diplomatiche. Può accadere perché non di rado i temi trattati dai birrifici con i loro prodotti sono in grado di toccare la sensibilità collettiva, come abbiamo visto in passato per le illustrazioni legate a richiami sessuali o a questioni politiche. Il terzo argomento capace di smuovere le coscienze delle persone è la religione, che curiosamente finisce sulle etichette più volte di quanto si pensi. Quasi sempre senza un scopo malizioso: utilizzare elementi propri di culture lontane dalla nostra può sembrare del tutto naturale, tranne appunto per chi poggia quotidianamente le proprie credenze su certi concetti. E negli ultimi tempi le etichette dei microbirrifici italiani sembrano essere diventate oggetto di critica da parte della comunità induista, o almeno di una parte di essa.
Come riportato da La Stampa, ci sono problemi per i produttori mondiali di birra a causa della carenza di orzo. Il clima altalenante che si è verificato negli ultimi tempi in Europa potrebbe avere ripercussioni pesanti per la nostra bevanda, poiché ha causato un raccolto di orzo decisamente inferiore alle aspettative in molte nazioni produttrici, come Francia, Germania, Paesi baltici e Scandinavia.
A causa della scarsezza del cereale i prezzi della birra potrebbero aumentare nei prossimi mesi, con ripercussioni soprattutto per i consumatori meno abbienti di Africa e Asia. Dopo la recente mancanza di anidride carbonica patita nel Regno Unito, un altro problema per l’industria internazionale della birra.
Negli ultimi tempi alcuni birrifici italiani sembrano interessati a cavalcare le suggestioni nazionalpopolari dei decenni passati. Extraomnes, ad esempio, non manca mai di inserire nelle descrizioni delle sue birre qualche riferimento ai prodotti alimentari degli anni ’80, come è accaduto con il Galak per la Bounty Killer o con il Billy all’arancia per la nuovissima Wit. Invece Crak per le sue collaboration brew si sta concentrando sulla produzione radiotelevisiva italiana della seconda metà del XX secolo: il richiamo al famoso spot del Dash è stato il tema fondante della birra creata con Other Half, mentre per la nuova Session IPA realizzata con il Birrificio Mastino il riferimento è agli anni ’50 e al quiz televisivo per eccellenza di quel periodo. Lascia o raddoppia (3,5%) – è anche il nome della birra – è realizzata con lievito Vermont e con luppoli americani (Citra, Mosaic, Loral e Amarillo) e tedeschi (Comet e Merkur), alcuni dei quali usati anche in (doppio) dry hopping. La grafica è essenziale, con un chiaro collegamento alla trasmissione condotta da Mike Bongiorno.
Forse non lo sapete, ma c’è una questione spinosa che negli ultimi mesi sta tenendo banco nel settore della birra internazionale e che risale a più di due anni fa. Tra l’aprile il settembre del 2016, infatti, l’Ufficio europeo dei brevetti (EPO) riconobbe a Carlsberg e Heineken la proprietà intellettuale su alcune varietà di orzo particolarmente adatte alla produzione brassicola, sollevando un vespaio di polemiche e non poche preoccupazioni. Nel giro di qualche settimana, infatti, si creò un fronte compatto contro le due multinazionali, accusate di voler appropriarsi di un prodotto naturale patrimonio della civiltà umana da millenni. Quest’ultime risposero rivendicando la paternità di conquiste ottenute grazie agli investimenti rivolti ai propri dipartimenti di ricerca e sviluppo. La diatriba è ancora in corso e dai suoi esiti potrebbe dipendere il futuro dell’intero settore.
Sono Giancarlo , un birraio artigiano qualificato. Circa 7 anni fa ho cominciato a produrre birra artigianale con i kit per poi passare a produzioni all grain volendo progredire ulteriormente. Le mie produzioni, ovviamente di stampo hobbistico, riguardavano stili classici ma anche sperimentali. Ho conseguito il titolo di birraio artigiano con un corso regionale di 600 ore formative di cui 184 di stage presso “Sambrinus” uno storico birrificio con una tradizione ventennale. Il corso è stato promosso dall’agenzia formativa Skill lab con sede a Sassari. Durante il corso ho conseguito le certificazioni Haccp e Sicurezza sul lavoro. Sono disponibile a trasferte e trasferimenti in quanto ho partecipato a vari festival birrai. In questo momento, sto valutando nuove offerte lavorative che rispecchino la mia preparazione ed esperienza presso birrifici e brewpub.
Resto a disposizione per l’invio del C.V. e, se volete maggiori informazioni, potete contattarmi tramite mail all’indirizzo [email protected] oppure telefonicamente al 333 2647860.
Grazie.
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