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Birra del Bosco vende un tino miscelazione zucchero da 25hl

Birra del Bosco vende un tino di dissoluzione zucchero...

Il birrificio Lucky Brews cerca aiuto birraio/cantiniere

Il birrificio Lucky Brews cerca aiuto birraio/cantiniere, possibilmente con...

Bastian Contrario cerca distributori e agenti sul territorio nazionale

Bastian Contrario, birrificio artigianale indipendente con sede in Parma,...
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Birrificio vende lavafusti a 3 cicli completamente automatizzata

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Attenzione: l’annuncio non è più valido.

Birrificio vende lavafusti modello RM MT32. Si tratta di una lavafusti a 3 cicli completamente automatizzata e controllata da un P.L.C. appositamente programmato, in grado di velocizzare e semplificare al massimo le manovre di pulizia fusti. Il tutto ovviamente per garantire quel grado di sicurezza igienica indispensabile per la salvaguardia del prodotto.

Specifiche tecniche:

  • peso macchina kg 200
  • dimensioni 1200 x 800 x 900 cm
  • alimentazione 380 V trifase 50 Hz
  • assorbimento 2,5 Kw
  • tempo ciclo 6 min.

Per informazioni chiamare il numero 3771197197

House of Guinness sbarca su Netflix: la serie è interessante, ma la birra resta sullo sfondo

A marzo dello scorso anno fu annunciata House of Guinness, una serie prodotta da Netflix e dedicata alla famiglia che diede il nome alla celebre birra scura irlandese. Ora le otto puntate sono finalmente approdate sulla piattaforma e nel frattempo le aspettative sono cresciute in maniera esponenziale. Non poteva essere altrimenti, considerando i nomi coinvolti: alla sceneggiatura c’è Steven Knight, creatore di Peaky Blinders, mentre nel cast spiccano Anthony Boyle (Manhunt), Emily Fairn (Black Mirror), Michael McElhatton (Game of Thrones) e persino Jack Gleeson, l’indimenticabile Joffrey de Il Trono di Spade. Una squadra che lasciava presagire un racconto solido e avvincente, capace di tenere insieme fedeltà storica e intrattenimento di qualità. D’altronde il marchio Guinness non è solo una birra, ma un pezzo di cultura popolare che ha superato i confini d’Irlanda, e trasformarlo in fiction televisiva significava cimentarsi con un’eredità imponente.

Quando il mito scricchiola: il difficile momento del Great British Beer Festival

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La scorsa estate ho avuto il piacere di concedermi un breve ma intenso soggiorno in Inghilterra, più precisamente nella zona delle West Midlands (sud-ovest dell’Inghilterra) visitando le città di Bristol e di Birmingham. L’occasione è nata dalla volontà di ripetere l’esperienza da volontario al Great British Beer Festival, sette anni dopo l’ultima volta. L’edizione 2025 del grande festival britannico, infatti, si è svolta per la prima volta a Birmingham, precisamente presso il National Exhibition Centre (NEC), dal 5 al 9 agosto. Si è trattato di un cambiamento significativo, poiché l’evento si era tenuto a Londra sin dal 1991. Una decisione figlia delle grandi trasformazioni che stanno investendo il settore birrario del Regno Unito e delle difficoltà che sta affrontando il CAMRA, la storica associazione che organizza la manifestazione.

Allarme sicurezza a Monaco di Baviera: chiude l’Oktoberfest (almeno per il momento)

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In questi giorni è in corso a Monaco di Baviera l’immancabile Oktoberfest, tuttavia oggi l’apertura è stata rimandata a causa di un’operazione di polizia. Le notizie parlano di alcune esplosioni e colpi di arma da fuoco avvenuti nella zona di Lerchenauer Straße, nel quadrante settentrionale della città, dunque in un’area ben lontana da dove si sta tenendo l’Oktoberfest. Tuttavia le autorità hanno chiuso momentaneamente la manifestazione per ragioni di sicurezza: la riapertura potrà avvenire solo dopo che la zona sarà stata controllata ed eventualmente bonificata.

Nuove birre da LZO, War, Granda, Nama Brewing, Otus e Garlatti Costa

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Il panorama brassicolo italiano continua a muoversi a grande velocità, con un fermento che unisce sperimentazione, contaminazioni internazionali e attenzione alla tradizione. Le ultime novità raccontano di stili rivisitati in chiave moderna, collaborazioni con realtà estere di primo piano e un costante dialogo tra ingredienti innovativi e tecniche classiche. Dai luppoli d’oltreoceano alle materie prime locali, ogni nuova uscita testimonia la vitalità dei birrifici nostrani, sempre più capaci di combinare radici e innovazione per offrire al pubblico esperienze di bevuta sorprendenti e sfaccettate. Quelle che seguono sono le ultime novità apparse sul mercato italiano.

Nuovi luppoli e prodotti per la luppolatura: Elani, HPA-033 e Prysma

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Il mondo del luppolo non smette mai di evolversi, introducendo sul mercato nuove varietà e nuovi formati che ampliano le possibilità creative dei birrai. È un processo lento e complesso, che parte da anni di sperimentazioni agronomiche e arriva solo dopo una lunga fase di test nei birrifici, ma che negli ultimi tempi sembra accelerare grazie alla crescente domanda di soluzioni aromatiche sempre più specifiche. Non sorprende quindi che, accanto ai grandi classici ormai consolidati, stiano emergendo cultivar inedite e innovativi prodotti derivati dal luppolo, capaci di ridefinire il modo stesso di concepire certe ricette. Alcuni di essi hanno già trovato applicazione in Italia, sebbene ancora in maniera sporadica e sperimentale: segno che il mercato nazionale osserva con attenzione queste novità, pronto ad adottarle quando avranno dimostrato appieno il loro potenziale.

Vendesi impianto di maltazione da 40 quintali a ciclo

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Vendesi impianto di maltazione, lavorazione 40 q ciclo, utilizzabile anche come essiccato per cereali legumi ecc.. perfette condizioni.

Chi fosse interessato può contattare Francesco Burzio al numero 3289722468.

 

Prossimi eventi: Eurhop, i compleanni di Muttnik e Canediguerra e non solo

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Dopo le tante iniziative degli scorsi mesi possiamo considerare conclusa la stagione dei grandi festival birrari, che naturalmente tornerà in concomitanza con la prossima primavera. Nelle prossime settimane i festival lasceranno spazio a fiere e convegni, ma non mancheranno comunque eventi interessanti e manifestazioni di ampio respiro. A partire ovviamente da Eurhop Beer Festival, in programma come sempre a inizio ottobre a Roma, che ha ormai assunto una formula incentrata per lo più sui birrifici italiani. Oltre al grande evento capitolino aggiungiamo nella panoramica odierna le feste di compleanno di Canediguerra (10) e Muttnik (9), la parte birraria del Roma Craft Festival e la nostra degustazione online con il birrificio Muttnik. Buon weekend e buone bevute!

Vendesi impianto di produzione completo con sala cotte da 100 litri

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Vendesi impianto di produzione completo con sala cottura modello Pocketbrau di Impiantinox da 100 litri, versione ad alimentazione elettrica, come nuovo. Può essere installato ovunque perché basta una presa da 380V, mentre per la versione a gas deve disporre di un camino di aspirazione fumi dedicato al bruciatore, come per una normale caldaia.

Ha varie migliorie rispetto al precedente Easybrau SCB100E, a partire dalla piastra filtro con taglio trapezoidale al laser, all’interfaccia touch-screen e la possibilità di controllare qualsiasi variabile dell’impianto, dalla temperatura dei tini, all’isteresi di riscaldamento, alla temperatura dello scambiatore di calore, etc.

La cantina è composta da due fermentatori combitank a temperatura controllata, da 130 litri ciascuno. Completano l’offerta mulino Sommer a rulli regolabili, modulo ossigenazione mosto, un’imbottigliatrice isobarica manuale a 4 becchi, un impianto trattamento acqua di processo (osmosi) da 100 L/h con serbatoio di stoccaggio da 300 L, chiller per la gestione dello scambiatore e fino a 10 combitank, 30 fusti inox da 20 L ciascuno, una lavafusti manuale, tubazioni ed una pompa centrifuga carrellata.

Impianto e attrezzature visionabili, anche se non più in funzione, in zona Milano.

Tutte le attrezzature vengono proposte al 50% in meno rispetto al valore del nuovo, per un valore in blocco di 23.000 Euro. Prezzo trattabile.

Chi fosse interessato può contattare Matteo all’indirizzo email [email protected].

IPA e Indie Rock: una playlist che graffia per uno stile senza compromessi

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Certe birre non si bevono, si ascoltano. E certe canzoni non si ascoltano, si bevono. Le India Pale Ale appartengono a questa categoria ibrida e affascinante: non sono birre facili, non cercano il consenso universale, non si adattano ai gusti di tutti. Sono birre che graffiano. E lo fanno con eleganza ma senza chiedere il permesso. Nel mondo delle birre artigianali, le IPA occupano da anni una posizione di primo piano. Hanno rivoluzionato il panorama brassicolo, portando sotto i riflettori il ruolo del luppolo e restituendo dignità a un ingrediente che, per decenni, era stato trattato con una certa superficialità. Il luppolo, nelle IPA, è protagonista assoluto: è amaro, è aroma, è identità. Se dovessimo raccontare le IPA attraverso la musica, non potremmo che partire da lì: dall’indie più ruvido, quello che non chiede il permesso. Non quello da playlist patinate o festival mainstream, ma quello nato nei garage e nei piccoli club, dove le chitarre graffiano e le parole pesano.

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