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4 anni del birrificio Edit: nuovo impianto produttivo e grandi progetti di espansione

Come raccontato in occasione degli assaggi per la IGA Beer Challenge, il birrificio Edit di Torino ha recentemente rinnovato il suo impianto di produzione. Edit è situato nella zona di Barriera di Milano, un quartiere in piena espansione e oggetto di importanti opere di riqualificazione urbanistica. Il birrificio infatti si colloca perfettamente in un simile contesto, poiché sorge all’interno di un edificio ottocentesco in parte occupato in passato dalla fabbrica di cavi elettrici Incet. Il progetto è importante e il brewpub si distingue per un ambiente post industriale assolutamente curato, che di certo non lascia indifferenti. In occasione del suo quarto compleanno, Edit ha organizzato un evento con degustazioni e visita al nuovo polo produttivo, che vanta un effetto scenico impressionante. Noi abbiamo partecipato facendo un tour del nuovo impianto, assaggiando le birre realizzate in loco e cenando nel locale.

Attualmente la produzione di Edit ammonta a quasi 2.000 hl annui, con grandi obiettivi di crescita per il futuro. Infatti, di recente il birrificio ha effettuato un significativo upgrade della sala cottura e della cantina, che ora raggiunge numeri assolutamente ragguardevoli per un brewpub artigianale italiano. Protagonista è sicuramente la sala cotte a vista, posizionata dietro il grande bancone del locale: una “bambina” da 20 hl a marca Easybrau, in grado di supportare la doppia cotta. La cantina al momento è invece costituita da dieci fermentatori, suddivisi in tre serbatoi da 60 hl, quattro da 40 hl e tre da 20 hl.

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Questo cambiamento è strettamente legato anche ai futuri obiettivi della proprietà, che la vedrà protagonista in primis in una compartecipazione di un nuovo locale in zona Murazzi a Torino, e probabilmente anche in altre città. Per quanto riguarda il marchio Edit, invece, attualmente la distribuzione sul territorio si basa sulla lattina da 33 cl nel nuovo formato sleek can, che da gennaio sarà oggetto di un restyling con un nuovo progetto grafico per le etichette. Durante la serata i partecipanti sono stati omaggiati di una lattina della Lager Hell non brandizzata (cioè non etichettata), lasciando loro la possibilità di personalizzare l’etichetta con un disegno a piacere da applicare successivamente sulla lattina.

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Nel corso dell’evento abbiamo avuto modo di assaggiare diverse birre di casa Edit. Durante il tour all’impianto abbiamo avuto il piacere di assaggiare la Mia (Lager Hell) spillata direttamente dal fermentatore; più tardi, durante la cena, abbiamo provato un sample tray con assaggi di 8-Bitter (American Bitter), White For It (Blanche) e Hoppy Little Sister (Session IPA). Abbiamo concluso la serata con una gradevole pinta di Hazy Little Sister, Session NEIPA torbida e leggermente velata, sorella della precedente. Chiacchierando con il birraio Loris Mattia Landi siamo venuti a conoscenza che le prossime creazioni birrarie di casa Edit saranno una Christmas Beer realizzata con canditi (scorze di arancia e uvetta su di una base Tripel) e successivamente una Modern IPA.

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Giunto al suo quarto anno di attività e fresco di un decisivo potenziamento sul fronte produttivo, il birrificio Edit si prepara a una nuova fase della propria evoluzione, caratterizzata da una forte espansione. Il progetto ha tutte le carte in regola per raggiungere i suoi obiettivi nei prossimi anni, potendo avvalersi di investimenti importanti e di una visione chiara e ambiziosa. Il momento storico potrebbe frenare gli entusiasmi, invece è proprio in questo periodo che occorre ragionare in grande. E a Edit sembrano pensarla esattamente allo stesso modo.

Andrea Bedini
Andrea Bedini
Chimico di professione, appassionato di viaggi e montagna. Da diversi anni fa parte della redazione di Cronache di Birra, è membro attivo e organizzatore di eventi presso il Beer Tasting Torino. Fondatore dell'Associazione Pommelier e Assaggiatori Sidro, è tra i curatori della Guida alle Birre d'Italia per la sezione sidro. Diplomato assaggiatore ONAB e ONAV, collabora con l'università su alcuni temi scientifici dei fermentati.

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