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Nuove birre da Jungle Juice, Birrone, Canediguerra, Altotevere, Chianti Brew Fighters e Antikorpo

Grazie anche alle nostre panoramiche settimanali, su Cronache di Birra riusciamo a tenere costantemente traccia delle nuove birre italiane prodotte nel corso degli anni. Il 2024 finora si è contraddistinto per alcuni trend che racconteremo a tempo debito, tra cui una leggera contrazione delle birre “speciali”, quelle cioè che non rientrano in stili precisi e che spesso coincidono con prodotti di nicchia. In realtà per una valutazione definitiva dovremo attendere la fine dell’anno, anche perché gli ultimi mesi vedono sempre una certa crescita di queste tipologie. Oggi per esempio citiamo il nuovo programma di affinamenti in legno di un birrificio italiano, ma anche diverse Kerstbier e altre produzioni dalla classificazione difficile o “residuale”.

Jungle Juice

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La scorsa settimana il birrificio Jungle Juice (sito web) di Roma ha presentato la sua Dark Room, il nuovo progetto di affinamenti in legno con cui l’azienda capitolina si lancia in questa speciale nicchia produttiva. Al momento la linea consta di tre birre, che abbiamo assaggiato in anteprima in un evento ad hoc. La Ring Light (11,2%) è una Belgian Strong Ale – si tratta in pratica della natalizia Anneau de Nöel – che ha riposato 14 mesi in botti di cognac. Delle tre è probabilmente quella di più facile approccio, ma anche quella con più margini evolutivi. La Pillow Talk (10,5%) è invece un Barley Wine lasciato affinare 18 mesi in parte in botti di porto Tawny,  in parte in botti di whisky dello Speyside. È l’unica birra del terzetto di esordio a svilupparsi partendo da una ricetta originale. Infine la Feed Your Monsters (11,5%) è la declinazione barricata dell’omonima Imperial Stout; questa versione ha riposato per 16 mesi in botti di bourbon e di sciroppo d’acero caramellizzato.

Qualche giorno prima Jungle Juice aveva annunciato un’altra novità: la Candy Mania (6,5%), prodotta in collaborazione con il birrificio LZO (sito web). È una DDH IPA che si basa sul contributo aromatico di tre luppoli (Superdelic per la parte fruttata, Polaris ed Enigma per i sentori resinosi) e dei candy canes, gli iconici bastoncini di zucchero natalizi che sono stati aggiunti durante la bollitura.

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Birrone

Nel 2024 Birrone (sito web) è stato uno dei birrifici italiani più attivi in termini di birre inedite. All’elenco se ne aggiungono ora altre due, molto diverse tra loro. La prima si chiama Nat Lager (5,4%) e possiamo considerarla un’interpretazione in stile teutonico di una birra di Natale: bassa fermentazione, gradazione alcolica non elevata e aromatizzazione con le spezie della stagione. La ricetta di partenza è quella di una Märzen, che però prevede l’aggiunta di cannella e vaniglia che rimandano ai profumi delle festività. La seconda new entry invece è la Free Melograno (0,5%) e rientra nel novero delle birre artigianali analcoliche, una categoria che forse avevamo dato per spacciata troppo presto. La ricetta parte dalla base di una Helles, ovviamente “riveduta e corretta”, al quale è stato aggiunto succo di melograno per fornire un tocco profumato e dissetante. La Free Melograno è la prima di una linea specifica denominata Free From Desire.

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Canediguerra

Davvero interessante la birra collaborativa che il piemontese Canediguerra (sito web) ha recentemente brassato insieme al birrificio tedesco Freigeist Bierkultur (pagina Facebook). I due produttori hanno infatti deciso di cimentarsi nella creazione di un’Adambier, antichissimo stile tedesco diffuso prima dell’avvento delle Lager. Erano birre acide, leggermente affumicate, luppolate e discretamente alcoliche, associate all’area di Dortmund. L’acidità era conferita dall’interferenza dei batteri lattici durante la lunga maturazione a freddo, che poteva durare anche più di un anno. Canediguerra e Freigeist hanno così creato la Caino (11,2%), una reinterpretazione della tipologia aromatizzata con amarene in fermentazione e maturata in botti di Barbera. Imperdibile per gli appassionati degli stili ormai estinti.

Altotevere

A proposito di birre di Natale, che in questo periodo naturalmente non mancano mai nelle nostre panoramiche, merita una menzione la A te e Famiglia (9,5%), annunciata di recente da birrificio umbro Altotevere (sito web). Si ispira in maniera esplicita alla tradizione delle Kerstbier del Belgio, sebbene la interpreti senza l’aggiunta di spezie. L’attenzione è posta invece principalmente sulla fermentazione, con l’utilizzo di due diversi ceppi di lievito ad alta fermentazione: uno da Saison e uno da Tripel, la cui compartecipazione regala un bouquet ricco di frutta e spezie, con una sfumatura rustica. Da non sottovalutare però anche il ricorso a un leggero dry hopping, che regala freschezza e ulteriore complessità. Descritta così saremmo quasi propensi a definirla una Avec Les Bons Voeux luppolata: se la creazione di Altotevere dovesse anche solo avvicinarsi a questo identikit, saremmo al cospetto di una birra clamorosa.

Chianti Brew Fighters

Venerdì scorso presso il suo pub di Firenze (l’ex Diorama), il birrificio toscano Chianti Brew Fighters (sito web) ha presentato la sua ultima novità, battezzata La Sventola (8,3%) e che può essere considerata una New Zealand Double IPA in chiave “hazy”. È una definizione che potrebbe spaventare i non appassionati di birra, quindi cerchiamo di fare chiarezza: è una IPA moderna, alcolica e muscolare, luppolata con varietà neozelandesi (Superdelic, Nectaron e Riwaka) e resa opalescente e quasi masticabile grazie all’impiego di avena e frumento. Il risultato è un trionfo di frutta tropicale, uva spina, agrumi e bacche rosse, sostenuto da un corpo pieno e rotondo e bilanciato da una chiusura secca e amara. Si fa prima ad assaggiarla che a spiegarla!

Antikorpo

Non possiamo concludere la rassegna odierna senza un’ultima birra natalizia, ossia la Jingle Rats II (6%) del birrificio friulano Antikorpo Brewing (sito web). È definita una Torrone Stout e questo dovrebbe offrirci ampi indizi sulla ricetta, che cerca di replicare le sensazioni di uno dei dolci più presenti sulle tavole italiane delle feste. Alle classiche note di caffè e cioccolato tipiche delle Stout, si aggiungono le sfumature peculiari del Torrone grazie all’aggiunta di lattosio, miele d’acero e nocciole. La grande ricchezza aromatica è sostenuta da una texture avvolgente (il grist presenta una percentuale di avena) e dalla cremosità conferita dal lattosio. Una Patry Stout in stile italiano, insomma, che strizza l’occhio alla tradizione del torrone.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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