Settembre continua a portare con sé un buon numero di nuove uscite dalla scena brassicola italiana, tra ricorrenze, collaborazioni e interpretazioni di stili molto diversi. Accanto alle immancabili basse fermentazioni di ispirazione tedesca, trovano spazio ricette più sperimentali, contaminazioni con il mondo della mixology, birre speziate e produzioni che guardano a tradizioni brassicole meno frequentate. Un quadro vario, che conferma anche in questa fase dell’anno la voglia dei birrifici italiani di muoversi in direzioni differenti, alternando riferimenti classici e approcci più personali.
Altotevere
Per capire qual era lo stato della birra artigianale italiana dieci anni fa basta notare quanti importanti birrifici nel 2026 festeggiano il loro decennale. Sono davvero tanti e tra questi si segnala anche l’umbro Altotevere (sito web), che per l’occasione ha creato una birra celebrativa. Si chiama semplicemente Dieci (5,2%) e lo stile di appartenenza non poteva che essere quello delle Italian Pils, intese come ormai vuole la tradizione. La ricetta quindi è quella di una bassa fermentazione luppolata con varietà classiche (Saaz e Tettnanger), ma usate anche a freddo per amplificare il fresco aroma erbaceo sul quale si innestano sfumature floreali e speziate. È una birra chiara e molto scorrevole, con un finale secco e una croccante presenta maltata (crosta di pane e miele). La Dieci è confezionata con tre etichette diverse, che riportano le immagini dei clienti più affezionati del birrificio in questi primi dieci anni di attività.
Rebel’s
Quando si pensa al birrificio Rebel’s (sito web) spesso il pensiero va alle loro ottime birre luppolate. In realtà il produttore romano ha una certa predilezione anche per le spezie e in generale per le suggestioni aromatiche provenienti da altre culture gastronomiche. L’ultima creazione, battezzata Emporium Trip (5%), lo dimostra pienamente: è una Spiced Ale che richiama le antiche rotte commerciali del Mediterraneo, grazie a un’aromatizzazione effettuata con l’impiego di timo, scorza di mandarino e zenzero fresco. Molto interessante è il processo fermentativo, ottenuto con un blend di lieviti Belgian Wit e US-05, da cui deriva una bevuta secca, una decisa scorrevolezza e una finissima trama fenolica.
Evoqe + Kobi
Ormai le birre italiane che si ispirano a celebri cocktail sono diverse e alla lista ora si aggiunge anche la Not a Bellini (5%), nata dalla collaborazione tra i birrifici Evoqe (sito web) e Kobi (sito web). Il modello di rifermento è dichiarato nel nome della birra, che si presenta come una Sour Fruit Ale in cui protagoniste sono le pesche percoche, fornite dall’azienda agricola Rusciano di Napoli. Anche in questo caso troviamo una sinergia tra due lieviti: uno neutro da birra e uno tipicamente enologico. Il risultato è una birra fruttata, succosa, leggermente acida e facilissima da bere.
Canediguerra
Lo scorso weekend il birrificio Canediguerra (sito web) ha organizzato Sessions, una tra giorni con tantissima musica, street food e le birre della casa. Tra esse erano disponibili quattro novità inedite, create per l’occasione in edizione limitata. Sparkling Diva (5%) è una Gose di stampo moderna, aromatizzata con l’aggiunta di litchi e more. Fàüssekörtèis (7%) è invece una Heller Bock, ossia una bassa fermentazione chiara e particolarmente alcolica – almeno per gli standard della Germania, cultura alla quale appartiene lo stile. La Power Nap (7%) è invece una DDH New England IPA, in cui ovviamente i luppoli la fanno da padrone. A chiudere il quadro, ma disponibile solo nella tap room di Canediguerra, c’è la Horatio (7%) una New Zealand IPA che gioca sulla potenza fruttata dei luppoli del Pacifico.
Birra 100Venti
Se vi piacciono le birre affumicate, sappiamo che Birra 100Venti (sito web) ha da poco annunciato la nuova Rauchabilly (5%), plasmata sul modello delle Rauchbier della Franconia. Protagonista è ovviamente il malto affumicato, impiegato in percentuale generose (38%) e accompagnato da un mix di malti tostati che si aggiungono a quelli base. Il risultato è una birra di colore tra l’ambrato e il marrone, dove la nota fumé è arricchita da sfumature di biscotto, leggero caramello e crosta di pane. In bocca si rivela mediamente dolce, con un’aroma evidente di affumicato che tuttavia appare elegante e raffinato.
Birrificio Lariano
Come spiegato nella scorsa panoramica, in questo periodo l’Oktoberfest è una stella polare anche in termini di nuove birre. Ne è un ulteriore esempio la Goldhalle (5,8%), ultima arrivata in casa Birrificio Lariano (sito web). È infatti una Festbier, chiara a bassa fermentazione brassata con l’idea di mantenere una discreta trasversale maltata, con un corpo pieno e note di cereali e crosta di pane. Una birra pensata per la convivialità e – perché no – per sostenere la ricchezza delle specialità culinarie bavaresi.











