Nuove birre da Granda e WAR (entrambi con Ritual Lab), PLB + De Garde, 50&50 e altri

Analizzando le birre inedite lanciate dai birrifici italiani nelle ultime settimane, emergono alcuni temi piuttosto chiari. Da un lato torna con forza il tema delle collaborazioni dopo un inizio anno un po’ in sordina: la loro frequenza è ora non lontana da quella degli ultimi anni. Dall’altro si conferma il fermento attorno ai luppoli sperimentali, con alcuni birrifici italiani coinvolti in programmi e test produttivi grazie al supporto diretto dei fornitori. In mezzo, però, c’è un elemento che accomuna molte di queste produzioni: la ricerca della facilità di bevuta. Non banalità, ma accessibilità consapevole, costruita attraverso precisione tecnica ed equilibrio, anche quando le ricette spingono su intensità e carattere.

Granda + Ritual Lab

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Ad aprile siamo stati ospiti del birrificio Granda (sito web) in occasione del quindicesimo anniversario di attività. Tra le altre cose, il produttore piemontese ha festeggiato la ricorrenza con una cotta pubblica, realizzata insieme al birrificio Ritual Lab (sito web). Il risultato di quella partnership è stata annunciata negli scorsi giorni: una Italian Pils in versione “session”, battezzata Little Italy (3,8%). La ricetta è stata studiata al fine di ottenere una birra tecnica, precisa e dissetante, lontana dalle estremizzazione ma capace di lasciare traccia con il suo carattere. Little Italy ricerca quindi un equilibrio delicato: corpo contenuto ma non fragile e un’aromaticità di carattere ma non invadente, con una chiusura pulita che invita al sorso successivo. Nel bicchiere si presenta chiara e brillante. La bevuta è fresca e diretta e costruita con il rigore che una Pils richiede.

Podere La Berta + De Garde

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A proposito di collaborazioni, merita sicuramente menzione quella sviluppata dal birrificio Podere La Berta (sito web) con uno dei mostri sacri della scena statunitense, ossia De Garde (sito web) di Tillamook, in Oregon. L’amicizia tra i due produttori è nata durante il Villaggio della Birra e si è concretizzata nella Gravel (7%), una Sour IGA che unisce due realtà con una filosofia produttiva molto simile. La ricetta prevede un turbid mash con orzo e frumento dell’azienda agricola di Podere La Berta, quindi una fermentazione in acciaio tramite pied de cuve di Riesling. Dopo circa una settimana la birra è stata trasferita in botti di rovere insieme a mosto di uva e lieviti di Sauvignon Blanc, con una luppolatura a freddo di Citra. L’affinamento è durato diciotto mesi, senza colmature. Il risultato è una gentle sour con i sentori tipici del vitigno, ben amalgamati dalla delicata acidità e dal carattere funky, tipico della produzione di Podere La Berta.

WAR

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Di recente Ritual Lab è stato coinvolto anche in un’altra birra collaborativa, realizzata presso l’impianto del birrificio milanese WAR (sito web) e battezzata Accettala (8,5%). Nonostante i produttori coinvolti siano due, alla partnership hanno preso parte anche Mr. Malt e Yakima Chief con la fornitura di luppoli particolarmente espressivi, tra cui lo sperimentale (e poco reperibile) HBC638. Il risultato è una Double IPA in chiave West Coast, le cui caratteristiche sono ben sintetizzate dal nome e dall’illustrazione in etichetta, che riproduce un’accetta fissata su un ceppo d’albero. Il tronco è il malto (un blend di Best Heidelberg Pils e Simpson Extra Pale), l’ascia invece è il luppolo, inserito a più step di temperatura nel whirlpool e a freddo in dry hopping. La birra va accettata – per l’appunto – per quello che è: luppolo senza compromessi.

50&50

Il filone dei luppoli sperimentali è sempre molto attivo, tanto che Yakima Chief ha lanciato un programma internazionale che permette ad alcuni birrifici di avere accesso in anteprima a varietà ancora in fase di test. L’unico italiano a partecipare nel 2026 è il lombardo 50&50 (sito web), che di recente ha annunciato il primo frutto della partnership. La birra si chiama FWD – HBC1183 (7%) ed è una West Coast IPA luppolata con l’omonima varietà sperimentale, che apporta note di arancia matura, mango e litchi, supportate da sfumature floreali, di cocco e di fico. Se volete approfondire il discorso sui luppoli sperimentali e il percorso che devono seguire prima di diventare “ufficiali”, in passato abbiamo scritto un articolo sul Krush che affronta anche questi temi.

Meltz

Di impostazione totalmente diversa è la nuova luppolata del birrificio Meltz (sito web), annunciata la scorsa settimana. Si chiama Tropical Beach (6,2%) ed è una New England IPA contraddistinta da note molto decise di papaya, frutto della passione e pesca. Nonostante il corpo vellutato la birra risulta molto scorrevole e si conclude con un amaro evidente, ma tutt’altro che invadente. L’illustrazione in etichetta rappresenta una maschera maori e può essere vista dall’alto verso il basso o viceversa; di conseguenza anche le informazioni sulla lattina sono stampate in entrambi i sensi. Qualche settimana prima, inoltre, il birrificio Meltz aveva annunciato l’inedita Golden Fox (4,4%), una Golden Ale in pieno stile britannico, elegante e raffinata. Scorrevole ed equilibrata, colpisce per note terrose e aromi che richiamano il tè e i frutti rossi.

Dank Brewing

Dopo tanto luppolo chiudiamo con una birra completamente diversa, proveniente da un marchio che in genere predilige le IPA di stampo moderno. Invece per la sua ultima creazione Dank Brewing (sito web) ha optato per una Irish Stout piuttosto classica, brassata insieme al birrificio milanese LA Brewery (sito web). La Folk Seal (4,2%) – questo il nome della birra – è prodotta con una leggera percentuale di fiocchi di avena e frumento a integrazione del malto d’orzo e si presenta di colore nero impenetrabile, con una schiuma cremosa di color avana. Le note di caffè e di cereale torrefatto si abbinano a un corpo snello che ben si addice al ridotto contenuto alcolico della birra, rendendola una Stout estremamente accessibile e molto trasversale.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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