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Nuove birre da Ritual Lab, Birrificio del Forte, Croce di Malto, Kashmir, Busa dei Briganti e O’Ste

Settembre non porta con sé solo il ritorno alla normalità dopo l’estate, ma anche un calendario fitto di appuntamenti birrari che diventano spesso il palcoscenico privilegiato per presentare le ultime creazioni brassicole. Dai grandi festival internazionali agli eventi locali più raccolti, le novità birrarie che presentiamo oggi hanno trovato e troveranno spazio soprattutto tra stand e spine, confermando il ruolo centrale delle fiere di settore come laboratorio di confronto e vetrina per le nuove idee. È in questi contesti che i birrifici scelgono di sperimentare, raccontarsi e misurare subito l’impatto delle proprie birre con il pubblico più appassionato o con gli operatori di settore.

Ritual Lab

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È cominciato il conto alla rovescia per Eurhop 2025, che anche quest’anno accoglierà molte birre inedite. Tra queste ci saranno le due creazioni che il birrificio Ritual Lab (sito web) di Formello (RM) ha realizzato con il produttore americano Moksa (sito web), proprio durante una delle scorse edizioni. La prima, identificata dal colore bianco, si chiama Barrelborn (15%) ed è un’Imperial Stout maturata due anni in botti di cognac e bourbon, che fa anche da base per la seconda, la Barrelborn Coffee Edition (15%), aromatizzata con l’aggiunta di specialty coffee selezionato da Fax Factory. Le chicche di Ritual Lab però non finiscono qui, perché nel weekend appena concluso è stata presentata la Fera Ciliegie (7,5%), terza incarnazione della Farmhouse Ale della casa, che ovviamente prevede l’aggiunta di ciliegie (un anno di macerazione dopo un anno e mezzo di botte).

Birrificio del Forte

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Si chiama Meglio tardi… che mai (5,2%) la nuova creazione lanciata di recente dal Birrificio del Forte (sito web). Appartiene alla linea de Le Itineranti, birre che richiamano viaggi in terre straniere, replicando le tradizioni e le consuetudini produttive delle rispettive culture brassicole. In questo caso siamo al cospetto di una Juicy IPA: una luppolata “succosa” e opalescente, dal profilo fruttato e con un amaro relativamente contenuto. È un viaggio molto particolare quello incarnato dalla Meglio tardi… che mai: come racconta il birrificio, infatti, la birra “vuole celebrare una tappa speciale: l’unione della famiglia. Un percorso condiviso fatto di legami, attenzioni e nuove partenze, da festeggiare insieme, con chi conta davvero”. La birra è disponibile in bottiglia da 33 cl.

Croce di Malto

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A proposito di viaggi, l’ultimo compiuto in California dal team di Croce di Malto (sito web) è stato di grande ispirazione – e come potrebbe essere diversamente, aggiungeremmo – tanto da suggerire la nascita della nuova SoCal (5,3%). Il nome è una contrazione di South California, terra che idealmente vuole essere omaggiata da questa birra. Si tratta di una West Coast Pils fermentata ovviamente con lievito Lager e luppolata generosamente con varietà Citra, Chinook, Mosaic, Vic Secret e Simcoe, impiegati sia in late che in dry hopping. Il risultato è una bassa fermentazione facilissima da bere, ma con un carattere ben definito da aromi di agrumi e frutta tropicale. La SoCal è stata presentata in anteprima alla festa per l’anniversario del birrificio.

Kashmir

In pochi forse avrebbero puntato sulla longevità delle Cold IPA, che dopo essere apparse negli USA tra diverse perplessità, hanno trovato una loro nicchia stabile anche nel mercato italiano. Merito sicuramente della riscoperta delle basse fermentazioni – le Cold IPA usano ceppi Lager – e dell’approccio più “immediato” alla bevuta, due tendenze sviluppatesi ampiamente negli ultimi anni. Tutto questo preambolo per introdurre la Superstereoradio (5,6%), ossia la nuova Cold IPA del birrificio molisano Kashmir (sito web), che peraltro è anche gluten free. Presentata in anteprima al recente Villaggio della Birra, impiega malto 100% Pils e un intrigante mix di luppoli: Nectaron e Motueka in bollitura, Riwaka e ancora Motueka in dry hopping. Il profilo è caratterizzato da note di lime, frutta tropicale, uva bianca e una sfumatura resinosa, mentre in bocca appare pulita e dritta, con un deciso finale amaro.

Busa dei Briganti

È decisamente nel segno del futuro la nuova creazione di Busa dei Briganti (sito web), battezzata Refraction (6,5%) e presentata in anteprima al recente Drinktec di Monaco di Baviera. La ricetta infatti prevede l’impiego di due innovativi prodotti per la luppolatura: l’estratto Prysma di Barthhaas, nella varietà Eclipse, e il luppolo sperimentale HPA-033, nato dal programma di ibridazione australiano. Su questi prodotti magari torneremo nei prossimi giorni con un articolo ad hoc, ma se volete testarne subito il risultato dovreste trovare la Refraction ancora disponibile in uno dei tanti locali italiani (oltre 50) dove è stata presentata giovedì scorso.

O’Ste

E lo scorso weekend si è tenuto a Bologna anche il MicroBo Beer Festival, dove la beer firm O’Ste (sito web) ha presentato in anteprima la nuovissima Flemish Errante (6,4%). Come il nome suggerisce, si tratta di una Flemish Red Ale a fermentazione mista, affinata in botte per diversi mesi. Interessante la composizione del grist, in cui troviamo malti Monaco e Vienna in parti uguali, malti speciali e fiocchi d’avena per dare sostanza e tessuto maltato. Il risultato è una birra dal colore rosso scuro cremisi, con aromi di frutta rossa matura, legno antico, spezie delicate (tra cui pepe rosa) e note vinose. Al palato si presenta volutamente acida ma equilibrata, con un finale delicatamente maltato che invita a un secondo sorso.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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