Annunci

Birraio con esperienza ed ex gestore di pub cerca un impiego nel settore

Mi chiamo Giulio, vivo a Padova, sono un birraio...

Birrificio della provincia di Milano vende impianto completo con sala cottura da 2 hL

Birrificio della provincia di Milano vende in blocco a...

Birrificio della provincia di Brescia vende attrezzature per malto del 2020

Siamo un agribirrificio a Borgo San Giacomo (provincia di...

Quanti sono i birrifici artigianali in Italia? Da Unionbirrai una risposta (forse) definitiva

Come probabilmente saprete un paio di settimane fa si è tenuta a Milano la prima edizione di Craft Beer Italy, fiera B2B unica del suo genere perché rivolta espressamente al mondo della birra artigianale italiana. Promossa da NurnbergMesse Italia (l’azienda che organizza il Brau Beviale) si è distinta per la sua natura duttile e versatile: è stata sia una kermesse con espositori per i birrifici (produttori di impianti, bicchieri, materie prime, ecc.), sia un contenitore di seminari e workshop riguardanti i più disparati argomenti, dall’analisi sensoriale al processo produttivo, dall’attualità alle strategie di marketing. Tra i vari contributi, tutti molto interessanti, ho pensato che sarebbe valsa la pena approfondire su queste pagine uno di quelli a firma Unionbirrai, che tra l’altro compariva tra i partner di Craft Beer Italy.

Il secondo giorno della manifestazione Unionbirrai ha presentato una relazione dal titolo La crescita del mercato della birra artigianale italiana e le sfide da affrontare nel quadro normativo nazionale. È stata l’occasione per fare il punto sullo stato dell’associazione, che a inizio 2017 ha cominciato quel percorso di profondo rinnovamento che abbiamo ampiamente documentato su Cronache di Birra in questi mesi. Come premessa all’intero discorso si è cercato di dare risposta definitiva a un quesito che ci attanaglia da anni: quanti sono effettivamente i birrifici artigianali operanti nel nostro paese? Una domanda a cui può sembrare semplice rispondere, ma che si scontra con un problema costante del segmento craft italiano: l’assenza di dati sicuri e oggettivi sui quali basarsi.

Grazie al percorso collaborativo intrapreso recentemente da Unionbirrai con i rappresentati delle istituzioni, è stato possibile intavolare un discorso di cooperazione con l’Agenzia delle Dogane al fine di ottenere numeri reali sull’andamento del settore. Il risultato lo vedete nel grafico che ho riportato (preso da una slide della presentazione), dal quale risulta che nel 2017 il totale dei birrifici attivi è arrivato a quota 667, mentre quello delle beerfirm ha raggiunto le 284 unità. Si tratta di dati non definitivi perché estratti prima della fine dell’anno, quindi è plausibile che in realtà risultino leggermente sottodimensionati. Ma ci permettono di avere delle cifre piuttosto certe e di poterle confrontare con quelle degli anni precedenti.

- Advertisement -

Siamo quindi lontani dal traguardo dei 1.000 birrifici che viene sbandierato da tempo? Sì e no. L’origine di quella cifra deriva dal contatore del sito Microbirrifici.org, che da anni censisce le aperture che si susseguano in tutta Italia, considerando sia le aziende con impianto, sia le contract brewery. E il punto è che quel contatore, presente in homepage, somma le diverse fattispecie senza alcuna distinzione: ecco che effettuando la stessa operazione con i dati di Unionbirrai, si sfiora proprio quel totale (951). Perciò i conti tornano, ma è sbagliato parlare di 1.000 birrifici attivi in Italia: sarebbe più corretto riferirsi a “marchi brassicoli” o qualcosa del genere.

- Advertisement -

Tutto a posto quindi? In realtà no, perché al momento il contatore di Microbirrifici.org è arrivato addirittura a 1.458 birrifici censiti. Tuttavia prima di urlare all’incongruenza dei dati, come abbiamo spiegato è necessario effettuare qualche correzione. Prima di tutto occorre escludere le beer firm, che sul sito in questione rappresentano circa il 30% dei “birrifici” censiti. Rimarrebbero quindi un migliaio di aziende con impianto, cifra comunque fin troppo lontana dai 700 scarsi di Unionbirrai. L’altra differenza tra i due totali è nel computo dei produttori non più attivi: ancora una volta Microbirrifici.org butta tutto nel calderone – birrifici attivi e non attivi – mentre i dati esposti dall’associazione nazionale di categoria considera solo le aziende effettivamente operative. Come fa? Semplicemente è stato chiesto all’Agenzia delle Dogane di considerare solo i codici accisa che avevano effettuato operazioni negli ultimi dodici mesi.

Ebbene su Microbirrifici.org i birrifici “sospesi”, cioè non più attivi, rappresentano circa il 15% del totale, perciò la stima finale si riduce a poco più di 850 unità, un numero ancora lontano da quello di Unionbirrai, ma non in maniera così eclatante. Ovviamente tra i dati provenienti dall’Agenzia delle Dogane e quelli di un sito basato sull’attività volontaria dei suoi amministratori, viene naturale affidarsi ai primi. In effetti il gap tra i due totali potrebbe proprio derivare dalla difficoltà da parte di Microbirrifici.org di tenere traccia delle aziende non più attive, che se non sbaglio vengono marcate come tali solo in base alle segnalazioni degli utenti. Affinché i numeri possano concordare, è necessario che la percentuale dei birrifici sospesi sul sito sia superiore al 30%, quindi almeno il doppio di quelli effettivamente rilevati.

- Advertisement -

Tutto questo ragionamento ci porta a due conclusioni. La prima è che la risposta alla domanda di apertura è ragionevolmente la seguente: al momento in Italia sono operativi circa 700 birrifici, intesi come produttori con impianto. La seconda è che il numero delle aziende (birrifici + beer firm) che hanno interrotto la propria attività è intorno al 30%, una porzione non proprio indifferente e che dovrebbe suonare da monito per chiunque voglia lanciarsi con il suo progetto imprenditoriale in questo settore. I dati sembrano confermare quanto emerso durante Craft Beer Italy: il segmento è molto più competitivo rispetto al passato, ma c’è ancora spazio per nuovi birrifici. A patto però che nascano da idee chiare e che sappiano operare secondo strategie valide e ben definite sin dall’inizio.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

Ultimi articoli

Timmermans apre in Belgio il Lambicus Experience Center: un viaggio nella storia del Lambic

Il birrificio belga Brouwerij Timmermans, considerato il più antico...

Prossimi eventi: Birrificio Italiano Festival, Farmhouse Pride, Beer Park Festival e Luppolandia

La panoramica odierna sui prossimi eventi birrari si concentra...

Quando il design va oltre l’etichetta: il caso del birrificio EDIT

Ci sono birrifici che lavorano bene sulla grafica. E...

Newsletter


Seguici

30,889FansMi piace
16,979FollowerSegui
6,022FollowerSegui
314IscrittiIscriviti

Il lascito di Carlo Petrini: come Slow Food ha influenzato la birra artigianale italiana

La recente scomparsa di Carlo Petrini ha alimentato riflessioni sull’impatto globale che Slow Food ha avuto sul cibo negli ultimi quarant’anni. Un’influenza enorme, che...

30 anni di birra artigianale: Unionbirrai lancia una ricetta condivisa per celebrare il settore

Ci sono molti modi per celebrare un anniversario, anche quando si tratta dei trent'anni di birra artigianale italiana. Si possono organizzare eventi, pubblicare numeri,...

Birre low e no alcol: tra cambiamento culturale, vuoti normativi e nuove opportunità

L'ascesa del segmento NoLo è stata la grande novità delle birre inedite prodotte dai birrifici italiani nel corso del 2025. L'argomento è interessante e...

6 Commenti

  1. Una cosa importante non evidenziata nell’articolo è che la parabola disegnata nel grafico si sta appiattendo…. 10 birrifici in più quest’anno e 40 lo scorso anno contro i 100 del 2013 ed i 70 del 2014….. forse siamo arrivati. Invece ( dogane permettendo ) sarebbe interessante capire la capacità produttiva media di un birrificio: da questo punto di vista credo sia aumentata e di parecchio ( anni fa un impianto da 1000l era il top oggi mi sembra il minimo per lavorare )

    • Sì Paolo, ci sarebbe molto da parlare anche dell’andamento della curva, ma è qualcosa scritta e riscritta in passato su Cronache di Birra e ho preferito concentrarmi su altro. Per il discorso sulla capacità media credo possa aiutare la ricerca che la stessa Unionbirrai ha prodotto in passato insieme ad Altis, che ha l’unico neo di non rappresentare l’intera “popolazione” dei microbirrifici italiani. Ma è comunque un dato abbastanza utile e rappresentativo.

  2. Sul discorso capacità produttiva c’é da dire che esistono nano-birrifici che al posto delle sale cotture hanno pentole da 100-200 litri. Se nel “calderone” dei censimenti ci “gittiamo” anche questi… il dato finale è inevitabilmente drogato.
    Un microbirrificio vero produce in una settimana quello che i nano-birrifici fanno in un anno.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Ads Blocker Image Powered by Code Help Pro

Disabilita il blocco degli annunci!

La pubblicità permette di supportare il nostro lavoro quotidiano. Su Cronache di Birra troverai pubblicità discrete e non invadenti, relegate a normali banner (no pop-up, no video a tutto schermo, ecc.). Il ricorso agli Ad Blocker, inoltre, blocca il contenuto di alcuni articoli, rendendolo invisibile insieme alle pubblicità. Per favore disabilita il tuo Ad Blocker e poi clicca sul tasto Aggiorna per continuare a navigare su Cronache di Birra.