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Più garanzie per i consumatori

BirraIl post di lunedì sulla creatività dei birrai italiani ha destato molto interesse e si è arricchito del contributo di diversi interventi, tutti preziosi. Oggi mi sono imbattuto in un “editoriale” di Davide Bertinotti su Microbirrifici.org, che in qualche modo si ricollega ad alcune riflessioni che erano emerse su queste pagine. Davide riporta alcuni passaggi di una lettera ricevuta da un amico, il quale critica la generalizzata mancanza di attenzione nel nostro paese nei confronti del risultato finale di una birra artigianale. Il discorso è sempre lo stesso: di base è inamissibile che il consumatore finale si ritrovi tra le mani un prodotto scadente o con difetti evidenti, soprattutto a fronte di prezzi poco accessibili.

Nasce il Birrificio B94

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B94Ormai la comparsa di un nuovo birrificio in Italia non è più un evento memorabile come in passato, almeno a determinate latitudini. Se però il birrificio in questione sorge in Puglia, allora il discorso è un po’ diverso. Nella fattispecie sto parlando del Birrificio B94 di Raffaele Longo, di cui giusto ieri il fondatore ha annunciato la nascita su IHB.

Raffaele proviene da una lunga esperienza come homebrewer, dopo essersi avvicinato alla birra artigianale grazie alla sua passione per il collezionismo di bottiglie provenienti da tutto il mondo. Nella sua carriera di produttore casalingo ha ottenuto diversi riconoscimenti, come il primo posto del 2007 al concorso di Gragnano o la doppietta (prima e seconda piazza) a Lurago Xmas del 2008. A quel punto il grande salto era quasi d’obbligo: un paio di corsi di supporto – tra cui il corso imprenditoriale per microbirrifici organizzato da Unionbirrai – e via con questa grande avventura!

Stiamo facendo il passo più lungo della gamba?

D’accordo, spieghiamo subito il titolo. Su segnalazione di Kuaska, ho letto un articolo del San Francisco Chronicle che analizza la scena birraria italiana. Il pezzo non scende nei particolari, ma offre comunque una valida visione d’insieme, dalla quale il nostro paese ne esce alla grande: è esaltata soprattutto la creatività dei nostri birrai e la capacità di reinventare gli stili tradizionali con ingredienti nuovi, spesso legati al territorio. Non mancano gli interventi di nostri concittadini: in primis lo stesso Lorenzo, ma anche Giovanni Campari del Birrificio del Ducato e Alex Liberati della Brasserie 4:20, uno dei locali fondamentali per la birra qui a Roma.

Quindi si tratta si un articolo esaltante, che quasi ovunque magnifica la nostra scena brassicola. Nel coro unanime di giudizi positivi, c’è la sola nota stonata dell’importatore Dan Shelton:

Triora, la birra che strega

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TrioriaRicevo e riporto la notizia che lo scorso 13 luglio è stata presentata la birra Triora – dal nome del comune di San Giovanni a Triora – un progetto scaturito dalle menti di Simona Pastor, Ippolito Edmondo Ferrario e Pierpaolo Aimo. I tre hanno deciso di “creare una bevanda che fosse un omaggio a Triora […], terra di streghe, ma anche feconda e prospera”. Il marchio consta di due tipologie di birra, prodotte appositamente da La Fabbrica della Birra di Busalla (GE): Isotta Stella, un’ambrata dal naso fruttato e mielato e dal lieve taglio amaro, e Franchetta Borelli, prodotta con farina di castagne delle montagne che circondano la Valle Argentina.

"Creatività e gusto": workshop fotografico in Toscana

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Workshop fotograficoL’Associazione Biancane di Asciano (SI) organizza un’Interessante iniziativa, riportata anche da in.byrreria e Fermento Birra: un workshop fotografico di due giorni con protagonista la birra artigianale. L’evento si terrà il 24 e il 25 luglio presso la Mediateca di Asciano, con l’obiettivo di mostrare i principi teorici e pratici della realizzazione di una mostra e di un reportage fotografico per un’azienda brassicola.

La Brewdog sconvolge il Regno Unito

Brewdg TokyoEra appena lo scorso venerdì quando affrontavo il problema della corrente neo-proibizionista proveniente dal nord Europa. Oggi, a conferma del fenomeno in questione, leggo su Beernews una notizia che mi ha lasciato tra l’incredulo e il preoccupato: la Brewdog è infatti sotto accusa da parte dell’opinione pubblica inglese a causa dell’alto grado alcolico della sua nuova birra, la Tokyo, un’Imperial Stout da 12% gradi alcolici.

Brewdog è un birrificio scozzese relativamente giovane, ma capace di rivoluzionare il settore anglosassone con dei prodotti originali e innovativi: sua ad esempio la Paradox, una birra affinata in botti destinate precedentemente all’invecchiamento del whisky. Anche la Tokyo si distingue per essere una birra molto particolare: è brassata con l’aggiunta di gelsomino e mirtilli, sottoposta a dry hopping con luppoli nordamericani e neozelandesi e infine invecchiata 4 settimane con trucioli tostati di rovere francese. Insomma, un prodotto unico nel suo genere, del quale infatti saranno commercializzate solo 2.000 bottiglie, acquistabili esclusivamente sul sito dell’azienda.

Fine della telenovela

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Come riportato dall’agenzia Reuters, domenica sera l’americana Anheuser-Busch ha finalmente ceduto alle avances della InBev, accetando un’offerta di acquisizione per la modica cifra di 52 miliardi di dollari. Il gruppo derivante dalla transazione si chiamerà Anheuser-Busch InBev e sarà il più grande produttore di birra del pianeta (suo un quarto della produzione mondiale). Alla A-B saranno concessi due posti in consiglio di amministrazione.

Termina quindi una delle operazioni più importanti di sempre per il mercato globale della birra. Sebbene si tratti di operatori della grande industria, questa novità avrà ripercussioni anche sul segmento “di qualità”, prima di tutto per quei marchi artigianali posseduti totalmente o in parte da A-B o InBev. I mesi a venire saranno molto interessanti per analizzare le conseguenze di questa acquisizione.

Neoprobizionismo all'orizzonte?

NeoproibizionismoQualche giorno fa leggevo un post molto interessante su La Cantina dei Cru, blog che parla spesso di vino, ma che non disdegna ogni tanto qualche considerazione birraria. L’articolo in questione riprendeva l’allarme lanciato da altri siti web circa l’esposizione dell’Italia e degli altri paesi appartenenti all’area mediterranea nei confronti di un’ondata neoprobizionista proveniente direttamente dall’Europa settentrionale.

Questo fenomeno nascerebbe dal diverso modo di rapportarsi con l’alcol: lì è da sempre vissuto come un vizio, come un male da combattere; qui come un elemento indissolubile della nostra cultura e delle nostre abitudini alimentari. Lì si beve per sballare e ci si abbandona al binge drinking, qui normalmente per piacere e per curiosità.

Giudici per il GBBF cercansi

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Great British Beer FestivalProprio così! Leggo sul blog di Roger Protz che il CAMRA sta cercando con una certa fretta degli appassionati per ricoprire il ruolo di giudici al Great British Beer Festival del prossimo agosto, più precisamente per il concorso relativo alle birre rifermentate in bottiglia. La votazione si terrà lunedì 4 a mezzogiorno presso l’Earl Court di Londra, lo splendido spazio espositivo in cui si tiene la manifestazione.

Non so se è prevista anche la presenza di giudici stranieri, ma visto i tanti italiani che ogni anno partecipano al GBBF, magari la notizia può interessare qualcuno. Per proporvi contattate direttamente Roger Protz o Tom Blakemore, gli indirizzi dei quali trovate rispettivamente qui e qui.

Ad agosto torna la Scires!

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SciresDall’inizio del prossimo mese sarà disponibile in commercio la nuova annata della Scires, una delle creazioni più spettacolari e originali di Agostino Arioli, birraio del Birrificio Italiano. Quella del 2008 sarà la seconda edizione, sebbene questa birra sia in produzione sin dal lontano 2000 col nome di Sciresona; la commercializzazione tuttavia è partita solo lo scorso anno.

Come il nome suggerisce, si tratta di un prodotto molto particolare: “scirés” in milanese significa “ciliege”, che in effetti rappresentano l’ingrediente principe della ricetta. Due sono le varietà di ciliege utilizzate: il durone e la moretta, entrambe di Vignola, provenienti da agricoltura biologica.

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