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Mikkeller è un produttore danese ormai ben conosciuto anche in Italia, quindi probabilmente vi sarĂ capitato di imbattervi nelle sue birre, in particolare in quelle della serie Single Hop. Si tratta di un progetto controverso (dopo spiegheremo il perchĂ©) che consiste nel proporre produzioni caratterizzate dall’impiego di una sola qualitĂ di luppolo, con l’intento di valutarne e apprezzarne nel miglior modo possibile le relative caratteristiche. Ovviamente è anche possibile comparare due o piĂą birre della serie, per scoprire le differenze tra una varietĂ e l’altra di luppolo.
Circa tre anni fa ho acquistato un piccolo impianto artigianale (e direi anche professionale) per la produzione di birra con una capacità di 80 litri a cotta. Ora ho deciso di cederlo, poichè vorrei passare ad una dimensione maggiore (da 150 L).
L’impianto consta di due tini, quello di sinistra per l’ammostamento e la bollitura, mentre quello di destra per la filtrazione ed il whirlpool. La cottura avviene a fiamma diretta in bagno d’olio, nel senso che il tino ha un’intercapedine in cui viene scaldato dell’olio che poi a sua volta scalda la pentola e il suo contenuto. In questo modo si ottiene una distribuzione uniforme del calore e d un’ottima cottura.

La settimana appena iniziata si apre con due notizie clamorose, che arrivano quasi in perfetta simultaneitĂ . Due delle maggiori associazioni birrarie italiane escono da questo lunedì 8 marzo profondamente cambiate a livello di organigramma, poichĂ© devono registrare due uscite di scena eccellenti. Agostino Arioli del Birrificio Italiano ha ufficializzato le sue dimissioni da Unionbirrai dopo anni di onorato servizio, mentre Schigi ha deciso di disimpegnarsi dai ruoli “istituzionali” ricoperti nel Movimento Birrario Italiano poco dopo il primo anniversario della nascita dell’associazione.

Birra del Borgo è un marchio ben conosciuto nel panorama birrario italiano, sia per la qualitĂ delle sue birre, sia per la capillaritĂ con cui è presente in Italia (e non solo). Dopo Baladin, può essere giustamente considerato il piĂą importante microbirrificio nazionale, grazie alla capacitĂ e alle fortunate intuizioni del suo creatore e birraio, Leonardo Di Vincenzo. Oggi Birra del Borgo è una realtĂ solida, conosciuta anche all’estero e coinvolta in una serie di progetti paralleli. E’ un’azienda che ha vissuto un’ascesa impressionante, se pensiamo che fino a cinque anni fa neppure esisteva.
Da giovedì 11 a domenica 14 marzo si terrà la seconda edizione del Venezia Beer Festival, grande evento ospitato dal Voodoo Child Pub di Caltana di S. Maria di Sala (VE), sito in via Gorgo 56. Si tratta di una manifestazione dedicata alla birra artigianale di tutto il modo, progettata in grande stile e assolutamente da non perdere. Le cifre parlano di oltre 200 birre artigianali, provenineti da circa 70 produttori diversi e un numero impressionante di invitati e appuntamenti collaterali.
Girando nella zona delle birre artigianali durante il recente Pianeta Birra, era possibile notare un grande stand giallo, allestito in modo originale (c’era persino uno spazio per la musica dal vivo) e riportante un nome mai sentito prima: Bad Attitude. Non avevo capito che si trattava di un nuovo audace progetto birrario, al punto che, come molti altri, snobbai tranquillamente lo stand per tutta la giornata di domenica. Poi il giorno successivo il buon Colonna mi fece notare che lo stand in questione era presidiato da Lorenzo Bottoni – vecchia conoscenza legata al Piccolo Birrificio di Apricale – e quel dettaglio bastò per attirare la mia attenzione. Mai avrei immaginato che lì avrei scoperto la novitĂ piĂą interessante di tutta la manifestazione.

Se siete lettori assidui di Cronache di Birra, saprete che al recente Pianeta Birra ho avuto la possibilitĂ – offertami da Unionbirrai – di presentare in anteprima i risultati della passata indagine sui consumatori di birra artigianale, un’iniziativa che ho ideato e promosso su queste pagine nel novembre del 2009. Il questionario su cui si basava lo studio poneva ai partecipanti una serie di domande, attraverso le quali rilevare le caratteristiche del consumatore medio di birra artigianale.
Molti di voi conosceranno l’Italia Beer Festival dell’Associazione Degustatori Birra, la manifestazione itinerante che nel corso dell’anno fa tappa in diverse localitĂ italiane per presentare le produzioni dei birrifici italiani. Da venerdì 5 a lunedì 8 marzo l’evento torna nella sua cittĂ natale, Milano, dove si terrĂ la sua quinta edizione. La formula è quella confermata negli anni, anche se non mancheranno tante novitĂ interessanti. La struttura che ospiterĂ il festival è il Palalido di piazza Carlo Stuparich.
Tra le iniziative presentate al recente Pianeta Birra merita sicuramente menzione il progetto di MoBI (Movimento Birrario Italiano) denominato Birra chiara. Si tratta di una serie di linee guida destinate a disciplinare il contenuto delle etichette di birra, al fine di fornire all’utente finale un insieme di informazioni trasparenti, esaustive e di supporto all’acquisto e al consumo. Come molti sapranno, MoBI è il movimento di consumatori di birra artigianale: nell’ottica della giusta diffusione della cultura birraria in Italia, l’etichetta è vista – giustamente – come uno strumento fondamentale, anche perchĂ© spesso rappresenta l’unica fonte di informazioni per l’acquirente.
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