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Chimico e mastro birraio senior con esperienza ventennale cerca un impiego in un birrificio italiano

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Il Birrificio Legnone (Valtellina) cerca un secondo birraio con esperienza

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Non ci resta che lappare: il prezzo della birra aumenta, i formati si riducono

Il problema del prezzo della birra artigianale in Italia è un tormentone che esiste dalla notte dei tempi, o quantomeno da una ventina d’anni a questa parte. È un enigma che appare irrisolvibile, dove entrano in gioco di volta in volta variabili diverse: le dimensioni ridotte dei birrifici, il peso del costo del packaging, i passaggi d’intermediazione, le spese necessarie a creare prodotti di qualità (almeno sulla carta), le accise, le tasse, gli sprechi. Potremmo andare avanti tutto il giorno, arricchendo il contesto di molti “se” e altrettanti “ma”, tuttavia il freno maggiore alla penetrazione della birra artigianale rimane sempre lo stesso: il prezzo. Non è un caso che proprio su questo aspetto mi capiti di ricevere quotidianamente domande e richieste di delucidazioni, alle quali non sempre riesco a dare risposte definitive.

Ancora problemi per i microbirrifici: dal 2018 obbligatoria l’etichetta nutrizionale

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Attenzione: le informazioni qui riportate non sono corrette. La spiegazione in questo articolo.

Probabilmente pochi di voi ricorderanno un post di Cronache di Birra risalente a settembre 2014, nel quale si illustravano le future novità che avrebbero riguardato le etichette di birra. All’epoca l’argomento fu piuttosto sentito, tanto che durante Fermentazioni organizzammo un incontro ad hoc con Unionbirra, CNA Alimentare e FARE. Le ripercussioni previste dall’accoglimento della direttiva europea sarebbero state diverse, in certi casi persino clamorose: si parlò anche della necessità per Westvlteren di etichettare le sue famose bottiglie “nude”, a causa della mole di nuove informazioni da inserire per il consumatore finale. A causa di alcuni rinvii il tema fu presto dimenticato, salvo tornare d’attualità proprio in questi giorni: l’Unione Europea ha infatti deciso di imporre a partire dal 2018 la dichiarazione nutrizionale in etichetta per tutti i prodotti alcolici, birra compresa. Ed è inutile dire che per i microbirrifici si prospettano dolori…

Visintin ha torto o ragione? Il suo pezzo analizzato punto per punto

Da qualche giorno la “birra al calzino” è il nuovo tormentone della scena birraria nazionale. Il “merito” è da ascrivere al critico gastronomico Valerio Massimo Visintin, che venerdì scorso ha pubblicato su Vivimilano del Corriere della Sera un editoriale sarcastico e pungente, il cui bersaglio è la birra artigianale italiana. Un pezzo che, inevitabilmente, ha generato polemiche e opinioni contrastanti e che ha spinto diversi commentatori specializzati a esprimere il loro punto di vista (alcuni esempi li trovate qui, qui, qui e qui). Arrivo per ultimo sull’argomento, ma non potevo esimermi dal dedicargli un post per le riflessioni che l’articolo di Visintin ha comunque il pregio di suscitare. Lo farò analizzando passo passo l’articolo in questione.

Eventi birrari: c’è San Patrizio, ma anche Mastro Birraio e Brixia Beer Festival

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La panoramica di oggi sui prossimi eventi birrari poteva essere monopolizzata da San Patrizio, che cade giusto oggi, ma poi qualcuno avrebbe potuto sbuffare – eh sì, purtroppo c’è chi ha poca tolleranza verso l’omologazione, anche quando è un modo come un altro per festeggiare. Destino ha voluto che con questo post salviamo capra e cavoli, perché oltre alle iniziativa per la ricorrenza irlandese ci siano un paio di grandi festival da menzionare. Il primo inizia oggi e continuerà fino a domenica: si tratta del Brixia Beer Festival a Mazzano (BS). L’altro invece prenderà il via il prossimo fine settimana e proseguirà per altri due weekend, fino a domenica 9 aprile: parliamo di Mastro Birraio a Santa Lucia di Piave (PV). Per quanto riguarda San Patrizio, invece, trovate una piccola selezione di proposte in giro per l’Italia. Buone bevute a tutti!

Il birrificio Ritual Lab di Roma cerca un assistant brewer

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Il birrificio Ritual Lab con sede a Formello (Roma) cerca aiuto come assistant brewer preferibilmente con eta’ compresa tra 20-30 anni. Non e’ richiesta alcuna esperienza professionale in birrificio ma comunque d’obbligo conoscenza base del mondo produzione birra (anche casalinga). Homebrewer ben accetti e soprattutto è richiesta volontà di crescere quanto a conoscenza e ruolo all’interno della struttura.

Viene richiesto:

  • Disponibilità a partecipare a fiere ed eventi nazionali ed esteri.
  • Possibilità di alzare pesi notevoli.
  • Essendo un piccolo birrificio tutti partecipano a diverse mansioni quindi i lavori svolti saranno molteplici. Cerchiamo flessibilità e disponibilità riguardo agli interventi richiesti.
  • Tanta passione per la birra!

Lavori da svolgere:

  • Pulizia e mantenimento sala cottura e macchinari in generale.
  • Imbottigliamento e infustamento birra.
  • Produzione mosto.
  • Partecipazione ad eventi, festival e presentazioni.
  • Macinatura grani.
  • Gestione magazzino materie prime.

Per info e candidature vi chiediamo di scrivere alla mail [email protected] rispondendo a queste due domande e motivando la candidatura. Vi chiediamo inoltre di indicare la vostra conoscenza della lingua inglese orale e scritta con una scala da 1 a 10 (non indispensabile ma sicuramente un plus in fase di scelta).

  1. Quali sono per te le caratteristiche fondamentali che distinguono un birrificio di qualità?
  2. Quale è la birra italiana che preferisci?

Attenzione
Quello della produzione artigianale e’ un mondo di fatica, un lavoro di mano, le lavorazioni talvolta possono diventare lunghe e problematiche.

Basta! Smetto di fare birra

Forse non tutti lo sanno, ma la vita di noi poveri homebrewer si compone di piccoli istanti di gioia incastrati tra lunghissimi periodi di ansia. La produzione casalinga di birra è un processo teoricamente semplice, ma si struttura in tanti piccoli passaggi che messi insieme assommano a un periodo temporale che può andare da qualche settimana fino a diversi mesi. Di cose che possono andar storte ce ne sono molte, e come recita la legge di Murphy: se qualcosa può andar storto, lo farà. Consapevoli di questo, ci mettiamo al lavoro ogni volta pieni di entusiasmo, salvo crollare nella depressione totale quando qualcosa non funziona come avevamo previsto. Il ph di mash sbagliato, la fermentazione che non parte e le temutissime infezioni sono solo alcune delle fobie che viviamo in occasione di ogni singola cotta.

Oggi volevo provare a sdrammatizzare un po’, perché nonostante io sia il primo che consiglia continuamente agli altri di stare calmi ché tutto andrà bene, sono anche il primo a vivere questi piccoli incidenti come veri e propri drammi personali. Basta, smetto di fare birra. Quante volte l’avrò pensato? Uhhh.

Fallimenti e acquisizioni: ultime notizie da USA, Spagna e Italia

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Da qualche anno il panorama internazionale della birra (artigianale) è soggetto a frequenti smottamenti, che ne ridefiniscono continuamente i connotati. Abbiamo ormai capito che è finita quella fase in cui i birrifici craft vivevano in un ambiente sostanzialmente indipendente e in costante crescita: una conformazione granitica che, nonostante alcune eccezioni, è rimasta tale per anni. Da una parte c’era l’industria, brutta e cattiva, che viveva nel suo mondo ogni giorno meno solido, dall’altra la grintosa schiera dei microbirrifici artigianali, in forte ascesa e composta da un numero crescente di aziende. Da qualche tempo questa visione a comportamenti stagni non è più valida, sia perché le multinazionali hanno deciso di invadere con decisione il segmento craft, sia perché il mercato comincia a restituire alcuni segnali di una sopraggiunta saturazione. Così proprio negli ultimi giorni abbiamo registrato tre vicende che potrebbero indicare alcuni fenomeni destinati a caratterizzare il futuro della birra artigianale nei prossimi anni.

Nuove birre da Etnia, Birrificio dei Castelli, Lariano, Jungle Juice, Sti Malti e Tarì

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La sete di nuove birre italiane non si è certo esaurita con le tante novità presentate al recente Ballo delle Debuttanti, ma per fortuna i nostri birrifici sono sempre pronti a sfornare qualcosa di inedito. Tra questi si segnala Etnia, che ci ha ormai abituato a inserire nella sua produzione tre o quattro new entry l’anno, così da offrire di tanto in tanto qualcosa di diverso senza sconfinare nell’ansia da novità a tutti i costi. L’ultima nata è la Sweet Stout (4,7%), appartenente allo stile omonimo, morbida e corposa. Il birraio Nicola Grande ci tiene a sottolineare che è “sweet” e non “milk”: quindi niente lattosio, ma dolcezza proveniente solo dai malti destrinici. Sarà presentata ufficialmente nel giorno delle “scure” per antonomasia, St. Patrick’s Day, dunque se siete curiosi di assaggiarla dovrete pazientare ancora un po’.

La Settimana della Birra Artigianale va in archivio dopo otto giorni di straordinario fermento

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E così anche quest’anno ci troviamo a salutare la Settimana della Birra Artigianale, la cui edizione 2017 è andata in archivio ieri dopo sette giorni (anzi otto) scanditi da centinaia di iniziative in tutta Italia. Ormai la manifestazione ideata da Cronache di Birra è una certezza, un appuntamento atteso con ansia da tanti operatori e appassionati che non aspettano momento migliore per promuovere la birra artigianale al massimo delle sue potenzialità. Non meraviglia, dunque, che i numeri di questa settima edizione siano stati come sempre impressionanti e in linea con quelli dello scorso anno. Il merito è ovviamente da ascrivere a tutti voi che avete deciso di partecipare con entusiasmo e dedizione, rinnovando il successo di una manifestazione che nasce proprio con questo obiettivo: unire in un solo evento tutta l’Italia birraria, da Nord a Sud e nel segno della totale indipendenza. Perciò grazie davvero a tutti voi.

Diplomato Braumeister presso Doemens cerca impiego nel Nord Italia

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Ex informatico 45enne, homebrewer dal 2010, ha conseguito nel 2016 l’attestato di Braumeister presso la prestigiosa Accademia Doemens di Monaco di Baviera ed è alla ricerca di un microbirrificio, preferibilmente nel Nord Italia, con cui iniziare una proficua collaborazione.

Si offre massima flessibilità e serietà, si escludono solamente forme di partecipazione diretta in società esistenti o costituende.

Per maggiori informazioni e CV dettagliato scrivere a vpozzoli(at)inwind.it.

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