Annunci

Birraio con esperienza ed ex gestore di pub cerca un impiego nel settore

Mi chiamo Giulio, vivo a Padova, sono un birraio...

Birrificio della provincia di Milano vende impianto completo con sala cottura da 2 hL

Birrificio della provincia di Milano vende in blocco a...

Birrificio della provincia di Brescia vende attrezzature per malto del 2020

Siamo un agribirrificio a Borgo San Giacomo (provincia di...

Nuovi birrifici italiani: Nadir, Picobrew, Brisa, Flegreo e Lancetta

Una panoramica sui nuovi birrifici italiani manca da metà gennaio e capite bene che un vuoto del genere può essere difficile da colmare, soprattutto in un settore come quello italiano in veloce trasformazione. È fisiologico allora che il primo produttore che citiamo oggi è in realtà attivo già da diversi mesi, anzi poco più di un anno per la precisione. Si tratta del Birrificio Nadir di Sanremo, nato dall’esperienza e dalla passione di Gabriele Genduso, che al momento vanta 5 birre base: la D’Orata (Golden Ale), la Beatter Generation (APA), la Porta Bugiarda (American Amber Ale), la Costa Balanae (Blanche) e la Nonna Tuno (Dubbel). Diverse sono le stagionali, come la Jack-a con fagioli di Badalucco e la Montefollia con foglie d’ulivo. Una menzione la meritano le etichette, belle e d’impatto. Informazioni più dettagliate sulla pagina Facebook dell’azienda.

picobrew

Molto interessante è la genesi della beer firm milanese Picobrew, che ha debuttato durante la scorsa Settimana della Birra Artigianale. Uno dei promotori è Pietro Tognoni, che ha alle spalle una lunga militanza come homebrewer e un tirocinio presso il Birrificio Italiano per la sua tesi di laurea a tema. L’idea del progetto però risale addirittura ai tempi del liceo, quando Pietro si diplomò con una tesina intitolata  “PicoBirrificio – La scienza e la tecnologia della produzione casalinga della birra”. Un chiodo fisso, insomma, che si è trasformato in una srl creata recentemente con suoi due amici (Jacopo e Milo) e che prevede, tra le altre cose, un meccanismo di distribuzione itinerante su Milano.

- Advertisement -

Le birre prodotte sono diverse. La Big Up è una via di mezzo tra una Golden Ale e un’APA, che prevede l’aggiunta di bacche di Goji in fermentazione e luppoli inglesi e americani. La Bomboclat è una Hoppy Belgian Ale luppolata con varietà continentali e americane, usate anche in dry hopping. La Pull Up è invece una Blanche abbastanza tradizionale, con qualche licenza a livello di aromatizzazione (coriandolo, scorza di lime e pepe). La prima stagionale si chiama Sambucolica e, come il nome suggerisce, è realizzata con una percentuale considerevole di bacche di sambuco. Infine sono in cantiere diverse basse fermentazioni, la prima delle quali è già disponibile: la Keller è quella che mi è capitato di assaggiare al Bevi Buona Birra e devo ammettere che non è affatto male, nonostante lo stile di riferimento non sia certo semplice da brassare. Maggiori informazioni sono disponibili su Facebook.

brisa

- Advertisement -

Inusuale è anche l’iter che ha portato alla nascita del marchio Birra Brisa. Come si può leggere su Meridionews, l’iniziativa è partita da Esmeralda Spitaleri, catanese e appassionata di gastronomia e birra, con alle spalle alcune collaborazioni prestigiose in Italia (oltre a un master all’UNISG di Pollenzo). Da qualche mese la sua nuova casa è Bologna, dove insieme  al fornaio Pasquale Polito e al pizzaiolo Davide Sarti, ha aperto il Forno Brisa, che commercializza la già citata Birra Brisa. È lei a occuparsi direttamente della produzione e le birre realizzate al momento sono due: Sorbole e Soccia. Entrambe le ricette prevedono l’impiego di un solo luppolo e di orzo evolutivo, cioè un mix di varietà provenienti da diverse parti d’Italia. Se ne volete sapere di più date un occhio al sito di Birra Brisa.

flegreo

- Advertisement -

 

Restiamo in tema di donne con il Birrificio Flegreo, inaugurato a inizio anno nel quartiere bagnoli di Napoli. Il birraio è un volto molto conosciuto nell’ambiente: parliamo di quella Chiara Bolognino già coinvolta in passato nel progetto Lady B, che ottenne un buon riscontro di critica e di pubblico. Insieme ai due soci Salvio Merolla e Peppe Fiorillo, Chiara produce al momento 3 birre: La Dieci (4,5%) è una Golden Ale dedicata al “10” napoletano per antonomasia; la Kumata (6,5%) è una Scotch Ale con note calde e ricche; la Waiassen (5,4%) è invece una classica Weizen, con gli immancabili toni di banana matura. Il Birrificio Flegreo si avvale di un suo locale di mescita, che funge da vero e proprio pub con un’offerta chiaramente incentrata sulle birre della casa, ma anche su produzioni ospiti. Per saperne di più consultate il relativo sito web.

lancetta

E concludiamo ancora con una beer firm e più precisamente con la marchigiana Menoamara (nome assai curioso), con sede a San Benedetto del Tronto (AP). L’idea di Valter Baldonieri  e di Alessio e Fabrizio Silvestri è di trasformarsi un giorno in microbirrificio con impianto di proprietà, ma anche di compiere un passo alla volta. Tutto è comunque comunicato in maniera assolutamente trasparente, poiché il logo stesso di Menoamara riporta esplicitamente la dicitura “beerfirm”. La prima birra realizzata dal birraio Marco Simoni è la Lancetta, una Blond Ale fresca e facile da bere, aromatizzata con bergamotto e leggermente amarognola sul finale. A breve dovrebbe essere disponibile una seconda produzione a firma Menoamara, anzi non escludo che lo sia già. Per i dettagli vi rimando al sito web di Birra Lancetta.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

Ultimi articoli

Prossimi eventi: Birrificio Italiano Festival, Farmhouse Pride, Beer Park Festival e Luppolandia

La panoramica odierna sui prossimi eventi birrari si concentra...

Quando il design va oltre l’etichetta: il caso del birrificio EDIT

Ci sono birrifici che lavorano bene sulla grafica. E...

Nuove birre da Hilltop, Alveria, Cantina Errante, Exuvia, Evoqe, The Wall e altri

Le collaborazioni di Hilltop, l’esercizio tecnico sui tioli firmato...

Newsletter


Seguici

30,885FansMi piace
16,966FollowerSegui
6,022FollowerSegui
314IscrittiIscriviti

L’impegno nel sociale del Birrificio 5+: intervista a Lucia Del Vecchio

I trent'anni dalla nascita del movimento della birra artigianale italiana rappresentano un’ottima opportunità per approfondire le realtà attuali e fare un punto sui birrifici....

32 Via dei Birrai apre ai fusti: cosa cambia (davvero) dopo vent’anni di bottiglia

Lo scorso febbraio il birrificio 32 Via dei Birrai ha annunciato, per la prima volta, il confezionamento delle sue birre in fusto. Può sembrare...

Collaborazioni, rebranding, territorio: come il birrificio Granda si è rinnovato senza perdere identità

L'identità di un birrificio può svilupparsi essenzialmente in due modi. Ci sono produttori che partono immediatamente con una formula precisa e la portano avanti...

3 Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Ads Blocker Image Powered by Code Help Pro

Disabilita il blocco degli annunci!

La pubblicità permette di supportare il nostro lavoro quotidiano. Su Cronache di Birra troverai pubblicità discrete e non invadenti, relegate a normali banner (no pop-up, no video a tutto schermo, ecc.). Il ricorso agli Ad Blocker, inoltre, blocca il contenuto di alcuni articoli, rendendolo invisibile insieme alle pubblicità. Per favore disabilita il tuo Ad Blocker e poi clicca sul tasto Aggiorna per continuare a navigare su Cronache di Birra.