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Birra del Bosco vende un tino miscelazione zucchero da 25hl

Birra del Bosco vende un tino di dissoluzione zucchero...

Il birrificio Lucky Brews cerca aiuto birraio/cantiniere

Il birrificio Lucky Brews cerca aiuto birraio/cantiniere, possibilmente con...

Bastian Contrario cerca distributori e agenti sul territorio nazionale

Bastian Contrario, birrificio artigianale indipendente con sede in Parma,...
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Prossimi eventi: Schiuma, Bruscandol, Largo Castello, Theriva e Fermento

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La grande ondata di eventi birrari continuerà anche nel mese di luglio, con tanti appuntamenti che si alterneranno almeno nella prima metà del mese. Nel primo weekend per il momento ne segnaliamo tre, ben distribuiti lungo lo Stivale: Schiuma a Marina di Modica, Bruscandol a Feltre e Theriva a Subiaco. A metà della settimana successiva prenderà il via Largo Castello, il consueto evento organizzato dal locale Historia di Puglianello, mentre, tornando alla stretta attualità, oggi comincia a Tarquinia l’edizione 2025 del festival Fermento. Buone bevute a tutti!

Addio LoverBeer: cala il sipario su un pioniere delle birre acide italiane

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La notizia era nell’aria da mesi, ma ora è ufficiale: dopo aver messo in vendita il proprio impianto a inizio anno, ora LoverBeer ha annunciato la conclusione della sua avventura brassicola. La conferma definitiva è giunta tramite un messaggio di commiato pubblicato sulla pagina Facebook del birrificio, che ripercorre con tono affettuoso e consapevole un’avventura lunga quasi vent’anni. È durata solo qualche mese, quindi, la speranza che il marchio piemontese potesse continuare a operare in un’altra forma, trasformandosi, al pari di altri recenti esempi, in una sorta di beerfirm. L’annuncio certifica la fine di un percorso comunque entusiasmante, che ha contribuito a sviluppare in Italia (e non solo) uno spiccato interesse per le birre acide e le fermentazioni non convenzionali.

UK calling: Deya, Baron, Wylam e Neon Raptor, la birra con lo stile millennial

In termini di craft beer, l’Inghilterra non ha bisogno di grandi introduzioni. Ma quando ci si focalizza sull’aspetto visivo e comunicativo dei suoi birrifici artigianali più contemporanei, si entra in un territorio affascinante: colorato, pop, a tratti ironico, sempre immerso nella cultura sociale più – o meno – recente. Se siete millennial, probabilmente amerete subito queste realtà; se non lo siete, c’è una buona probabilità che lo diventerete dopo aver letto questo articolo. La birra, infatti, nel Regno Unito non è solo una bevanda: è un cuore pulsante di comunità, attorno a cui fioriscono eventi e storie condivise.

“Faccio Finta. Ah no? Mannaggia”: il lessico delle birre italiane low e no alcohol

Il report Italian Craft Beer Trends, la cui prima edizione è stata pubblicata a inizio 2025, ha permesso di indagare le tendenze della birra artigianale italiana con dati certi e dettagliati. Tra qualche giorno lanceremo un mini report dedicato al primo semestre dell’anno: una versione compatta, ma con indicazioni preziose sui trend che si stanno consolidando in questi mesi. Tra questi – inutile nasconderlo – c’è quello delle birre NoLo, cioè a basso contenuto alcolico o prive di alcol: una nicchia che sta cercando di trovare spazio tra i consumatori, dovendo però lottare contro alcune resistenze culturali. In tal senso è interessante analizzare come i birrifici italiani stanno battezzando questi prodotti, perché spesso la scelta del nome è già un chiaro segnale delle sfide che dovrà affrontare una birra per affermarsi sul mercato.

Vendesi impianto completo con sala cotte da 5HL, fermentatori e maturatori

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Vendesi impianto Polsinelli a fiamma da 5HL, completo di fermentatori e maturatori.

Sala cotte:

  • Tino acqua calda con fornellone
  • Tino di ammostamento motorizzato con fornellone
  • Tino di filtrazione
  • Tino di bollitura con fornellone
  • Pentola di grant automatizzata
  • Centralina brewtouch per controllo delle temperature e salvare ricette
  • Elettropompa MINOR 40 Beer con girante alta temp per trasferimento trebbie e whirlpool
  • 2x pompe MINI 20 Beer Con inverter
  • Scambiatore di calore 40 piastre

Cantina:

  • 3 Fermentatori 14 HL refrigerati (non isobarici)
  • 1 Fermentatore 6,5 HL refrigerato (non isobarici)
  • 3 Maturatori 11,5 HL NON refrigerati con portella (non isobarici)
  • 1 Maturatore 5,5 HL NON refrigerato con portella (non isobarico)
  • Tino di priming motorizzato 1000 lt
  • Refrigeratore glicole CRIO 3000
  • Quadro controllo 5 posizioni
  • Elettrovalvole motorizzate

L’impianto si trova a Terracina (LT)
Prezzo 10.000 € iva inclusa. Ritiro e trasporto a carico dell’acquirente.

Si vende anche pompa peristaltica 1000lt/h a 1.000€ iva inclusa. Ritiro e trasporto a carico dell’acquirente.

Primo contatto via email a: [email protected]

Nuove birre da Alder, Wild Raccoon, Ca’ del Brado, Muttnik + Hilltop, 50&50 e Pasturana

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Tra le tante nuove birre italiane che segnaliamo settimanalmente, capita ogni tanto di notare un filo che lega alcune uscite: nella carrellata odierna, ad esempio, è impossibile non rintracciare un desiderio di riscoperta delle tradizioni europee, talvolta con un tocco tutto personale. Che si tratti di leggere Lager ceche, birre affumicate di ispirazione francone o rivisitazioni delle classiche Bock tedesche, diversi birrifici italiani sembrano divertirsi a giocare con stili storici, muovendosi tra la fedeltà al modello di riferimento e la reinterpretazione in chiave moderna. In mezzo ci sono anche esperimenti più creativi, come le acide ispirate ai cocktail o le birre alle nocciole, a dimostrazione che tra rispetto e fantasia si può ancora trovare spazio per qualcosa di nuovo.

Birrificio vende fermentatori isobarici da 12 hl

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Attenzione: l’annuncio non è più valido.

Per implemento cantina, birrificio vende fermentatori isobarici. Nel dettaglio:

  • n°1 Fermentatore Isobarico 12hl (totali) Toscana Inox
  • n°2 Fermentatore Isobarico 12hl (totali) Velo

Turismo, tradizione e territorio: intervista a Stefano Gilmozzi di Birra di Fiemme

Immersa nello straordinario paesaggio della Val di Fiemme, tra foreste secolari e tradizioni millenarie, Birra di Fiemme (sito web) è molto più di un birrificio: è un presidio di cultura alpina, agricoltura sostenibile e accoglienza. Nata dall’intuizione e dalla passione di Stefano Gilmozzi, questa realtà familiare ha saputo intrecciare la produzione artigianale con la valorizzazione del territorio, diventando un punto di riferimento per il turismo esperienziale legato alla birra. Visite guidate, percorsi didattici e degustazioni si affiancano a un profondo rispetto per le risorse naturali e alla coltivazione diretta delle materie prime, in un modello virtuoso che racconta – birra dopo birra – l’identità autentica delle Dolomiti. Negli scorsi abbiamo contattato Stefano per farci raccontare com’è nato il progetto, come si è evoluto nel tempo e perché oggi il legame tra birra e territorio rappresenta una delle chiavi per guardare al futuro.

Prossimi eventi: Isola Birra, Birrette in Villa, Etruria Beer Fest e altri

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I festival birrari sono senza dubbio la soluzione migliore al caldo torrido e alla stanchezza accumulata durante i mesi passati. Nella panoramica di oggi ve ne segnaliamo diversi, che vanno a rimpolpare i tanti appuntamenti del mese di giugno. Oggi comincia il Bierfest Platz a Milano, mentre lunedì la settimana si aprirà con la Giornata nazionale della birra artigianale di Unionbirrai. Nel successivo weekend andranno in scena Birrette in Villa a Reggio Emilia (con partenza già dal giovedì), Etruria Beer Fest in piena Tuscia e l’attesissima undicesima edizione di Isola Birra a Cagliari. Sempre in quel fine settimana andrà in scena il Farm Beerfest di Cascina Motta, che poi replicherà anche il primo sabato di luglio. Buone bevute a tutti!

Tutti all’attacco di Unionbirrai: critica legittima o ingiusta gogna social?

Il settore italiano della birra artigianale è ricco di paradossi e un esempio è quanto sta andando in scena negli ultimi giorni. Le due puntate di Report dedicate alla birra sono state un assist per il movimento, ma invece di compattarlo hanno finito per incrinarlo. Tutto è cominciato con l’errore di Unionbirrai, che ha rinunciato a partecipare alla trasmissione di Rai 3 con i suoi rappresentanti istituzionali, perdendo così un’occasione d’oro per raggiungere oltre un milione e mezzo di spettatori. L’associazione ha peggiorato la sua posizione prima con un comunicato sconclusionato, poi con un confuso post pubblicato sui suoi canali social. Da quel momento Unionbirrai è oggetto di un inevitabile shitstorm, che se inizialmente ha preso di mira solo la sua scelta rispetto a Report, poi ha finito per colpire l’associazione nel complesso, mettendone in dubbio persino la sua utilità. Un accanimento comprensibile solo in parte, che però solleva un grande quesito: Unionbirrai ha aiutato la birra artigianale in questi anni? O, come vuole far intendere qualcuno, le ha solo tarpato le ali?

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