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Chimico e mastro birraio senior con esperienza ventennale cerca un impiego in un birrificio italiano

Sono Alexandru Moisa, Chimico e Mastro Birraio Senior e...

Il Birrificio Legnone (Valtellina) cerca un secondo birraio con esperienza

Il Birrificio Legnone (provincia di Sondrio) è alla ricerca...

Vendesi impianto completo con sala cottura da 10 hL

Vendesi impianto completo per birra artigianale in provincia di...
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Nuove birre da Jungle Juice (anche con Yblon), Hammer, Babylon, Castelli e altri

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Non senza un po’ di sorpresa bisogna ammettere che il caffè si è rivelato uno degli ingredienti più gettonati dai birrifici italiani negli ultimi mesi. L’ultima conferma ci arriva dalla collaboration brew con cui apriamo la panoramica odierna sulle nuove birre italiane, quella cioè tra il romano Jungle Juice e il siciliano Yblon. La Tico (4,2%) è infatti una Breakfast Coffee Porter realizzata con un 20% di avena e soprattutto con una speciale miscela arabica fornita dalla torrefazione artigianale Etna Roaster. La birra, intensa nell’aroma e morbida al palato, è stata presentata meno di un mese fa in contemporanea in una ventina di locali italiani. Ho avuto la fortuna di assaggiarla direttamente dal maturatore qualche giorno prima del confezionamento e poi successivamente alla spina: è un prodotto davvero molto interessante.

Vendesi impianto, fermentatori e attrezzature

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Vendesi sala cottura Marican L 500 E4 FS/PLC (luglio 2016) corredata da tre fermentatori a temperatura controllata da 600 litri, un tino di priming con agitatore manuale, due tini per il raffreddamento dell’acqua, CIP di lavaggio, infustatrice, imbottigliatrice, tappatrice pneumatica e tubi flessibili Food Vinoflex per travasi e trasferimenti del mosto.

I macchinari non vengono venduti singolarmente e la vendita deve intendersi in un blocco unico.

Qualora foste interessati, potete contattare i seguenti recapiti telefonici (ore pasti): 3470193343 e 3287515548. Si prega non inviare messaggi tramite WhatsApp.

Oro per il Birrificio del Forte alla World Beer Cup (e un bronzo per Brùton)

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Da qualche ora sono disponibili i risultati della World Beer Cup, uno dei più importanti concorsi al mondo sulla birra artigianale, organizzato ogni due anni dall’americana Brewers Association. Dopo il totale digiuno della scorsa edizione, come appassionati italiani possiamo tornare a sorridere perché sono due i birrifici (entrambi toscani) che sono riusciti a conquistare una medaglia. Il riconoscimento più prestigioso è stato ottenuto dal Birrificio del Forte con La Mancina, capace di ottenere l’oro nella categoria delle Belgian Pale Strong Ale. Ma un ottimo risultato è anche quello del birrificio Brùton, che ha conquistato un bronzo con la sua Bruton di Brùton tra le Summer Ale. Rispetto al 2014, ultima edizione in cui i produttori italiani andarono a podio, il totale delle medaglie è inferiore (all’epoca furono 4), tuttavia l’oro mancava da ben otto anni, quando a conquistare il metallo più prezioso fu la Vudù del Birrificio Italiano.

Guardare il Belgio con occhi diversi e capire com’è cambiata la birra in 15 anni

Il mio primo viaggio birrario in Belgio risale al lontano 2004, quando partii insieme all’amico Pisky con tanto entusiasmo e un bagaglio ancora limitato di conoscenze sull’argomento. Da allora l’avrò visitato almeno una decina di volte, quasi sempre per partecipare a viaggi stampa o come giudice in concorsi a tema. Negli scorsi giorni ho deciso di tornarci insieme a mia moglie, per regalare a entrambi una vacanza tra le bellezze brassicole e architettoniche di Bruxelles e delle Fiandre: sarebbe dovuto essere un itinerario fondamentalmente “turistico”, così mi sono ben guardato dall’assistere ai tanti eventi organizzati nello stesso periodo: la Notte della Grande Sete, lo Zythos Bier Festival e la Quintessence. Penserete che sia stata una scelta suicida, ma aver girato il Belgio come semplice turista mi ha permesso di guardare la scena locale con occhi diversi, cogliendo alcuni aspetti che difficilmente si possono percepire in viaggi organizzati o troppo “tecnici”.

Bologna mon amour: piatti tipici e birra artigianale

Bologna è una città che ha bisogno di poche introduzioni, caratterizzata da un’alta qualità della vita, da uno splendido centro storico e, da poco, anche da una presenza importante di turisti stranieri. Qualche decennio fa la si descriveva con un indimenticabile quanto azzeccato trittico di aggettivi: la dotta, la grassa, la rossa. In un mondo dove la politica smarrisce la logica degli schieramenti l’ultimo aggettivo perde di senso, ma i primi due rimangono solidamente confermati, il che ci consente soprattutto di raccontare – con l’indispensabile negligenza sui livelli del colesterolo – di una cucina prodiga, sensuale e straordinariamente legata alle proprie radici. Quelle di una regione, l’Emilia, dalla tradizione terragna che annovera tre fondamentali pilastri gastronomici: il maiale, la pasta all’uovo e i derivati del latte. Pilastri che guideranno anche le nostre proposte di abbinamento con la birra, possibilmente locale.

Prossimi eventi: Pils Pride, Campi di Birra, Beeriver e altri

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Prima di gustarci il ponte per il primo maggio è opportuno dare un’occhiata agli eventi birrari che ci attendono nei prossimi giorni. E partiamo già da domani, quando a Cefalù (PA) prenderà il via la manifestazione Beer Street Festival, con soli birrifici siciliani. Sarà con l’inizio di maggio, tuttavia, che cominceranno i veri fuochi d’artificio: già nei primi due fine settimana si concentreranno molti appuntamenti di grande importanza. Da venerdì 4 a domenica 6 tornerà Campi di Birra in provincia di Firenze, dedicato alle “rifermentazioni enobirrarie”, mentre il weekend successivo i riflettori saranno puntati sulle Pils con il dodicesimo Pils Pride del Birrificio Italiano e sugli stili di stampo tedesco con la seconda edizione del Bierfest Platz del Birrificio La Piazza. Infine, ancora Toscana protagonista in quei giorni grazie alla quinta edizione di Beeriver, a Pisa. Noi ci risentiamo tra qualche giorno, buone bevute a tutti!

Guida alle Birre d’Italia 2019: la mia recensione

La Guida alle Birre d’Italia di Slow Food Editore è una pubblicazione biennale che esiste (se non erro) dal 2008 e che si propone come prezioso strumento per districarsi tra le centinaia di birrifici e beer firm sparsi sul territorio italiano. Sin dal suo debutto si è affermata per il suo altissimo livello qualitativo, sostenuto da numeri crescenti di edizione in edizione: l’ultima, disponibile in libreria da pochi giorni, racconta quasi 600 aziende e recensisce 2.650 birre, restituendo un ampio spaccato del movimento brassicolo nazionale. L’ho sempre considerata un progetto editoriale eccellente, così quando ho ricevuto la nuova edizione 2019 mi sono avvicinato alla lettura cercando – in maniera evidentemente speculativa – di smascherare gli eventuali punti deboli sparsi tra le 624 pagine dell’opera. Ma devo ammettere che il tentativo è andato pressoché a vuoto.

Birradamare vende lava-riempi fusti e fusti in acciaio

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Il birrificio Birradamare vende:

  • Lava-riempi fusti AUTOMATICA SIFA del 1996 usata negli ultimi 2 anni solo come lava fusti.
    Capacità oraria 40 fusti ora.
  • Inclusi nel prezzo 100 fusti in acciaio da 20 e 30 Lt, con attacco a baionetta.

6.000 € (altri dettagli su richiesta).

Per info contattare
Elio Miceli – 3475000188 – 066582021 – [email protected].

Lavafusti venduta, fusti ancora disponibili.

Nuove birre da Birrificio del Forte, Nix, ECB, Eastside e altri

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La panoramica di oggi sulle nuove birre italiane si apre con una gamma inedita, annunciata recentemente dal toscano Birrificio del Forte. Dopo 7 anni caratterizzati da produzioni molto solide e attinenti agli stili di riferimento (soprattutto di matrice belga), l’azienda di Pietrasanta imbocca una via più orientata alla sperimentazione e al legame con il territorio. La linea Le Radici, infatti, punta a valorizzare le competenze vitivinicole della regione, senza tuttavia tradire le peculiarità che da sempre contraddistinguono le creazioni del Birrificio del Forte: sobrietà organolettica e facilità di bevuta. Al momento sono solo due le birre che rientrano nel progetto Le Radici, ma il loro numero è destinato ad aumentare nei prossimi mesi e a condividere un design specifico e diverso da quello delle produzioni standard.

Viaggio nell’est birrario: Moldova e Romania

Chiunque si definisca beer hunter prova, ovunque si trovi nel mondo, l’irresistibile desiderio di assaggiare le birre locali. Sia che si tratti di celebri destinazioni birrarie, sia di posti sconosciuti ai più, la ricerca inizia qualche giorno prima della partenza. Internet è il riferimento principale e Ratebeer lo strumento più utilizzato. Tuttavia il vero beer hunter non si limita solo al suddetto sito web (che ricordiamo aver ceduto in passato parte delle sue quote ad Ab Inbev), ma spulcia blog e siti di birrifici, anche in lingue che non conosce, per provare a carpire il meglio della scena birraia del paese che sta per visitare. E così, seguendo questo credo, ho approfittato di una tre giorni fra Moldova e Romania per assaggiare qualche produzione in loco.

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