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Girovagando per i Balcani birrari – Parte seconda: Mostar, Dubrovnik e Kotor

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Nella prima puntata dedicata al mio viaggio nei Balcani ho raccontato le prime due tappe: Belgrado e Sarajevo. Città diverse sebbene geograficamente vicine, che stanno affrontando sfide molto differenti: Belgrado è una realtà paragonabile a quelle dell’Europa continentale, pulita e ordinata e con una scena birraria piuttosto frizzante; Sarajevo sta ancora pagando lo scotto delle ferite subite durante il duro conflitto degli anni ’90, ma anche lì la birra artigianale non manca. La seconda puntata del viaggio comincia invece da Mostar, nella parte meridionale della Bosnia-Erzegovina, per poi toccare le città di Dubrovnik in Croazia e Kotor in Montenegro.

Confermato: bere birra aiuta a parlare meglio una lingua straniera

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Vi è mai capitato di parlare un inglese migliore – o qualsiasi altra lingua straniera – dopo aver bevuto una pinta di birra? Probabilmente sì, visto che è una sensazione sperimentata da molti. Ebbene oggi questo curioso effetto è confermato da una ricerca scientifica: uno studio promosso da Olanda e Germania ha rilevato che il consumo di alcol può realmente produrre risvolti positivi sulle capacità di padroneggiare una lingua straniera.

Come riportato dal Time, l’analisi si è focalizzata su 50 individui madre lingua tedeschi, tutti con livello simile nella conoscenza e nell’uso della lingua olandese. Il panel è stato diviso in due gruppi, a cui è stato somministrato un liquido diverso prima di un esame: acqua al primo, una bevanda alcolica al secondo. I membri di quest’ultimo gruppo hanno mostrato di parlare olandese più fluentemente, in particolare evidenziando una pronuncia migliore, nonostante non si siano auto-assegnati un punteggio più alto del previsto. Inutile sottolineare che la quantità di alcol somministrata è stata contenuta e che superato un certo limite gli effetti diventano negativi. Ma da oggi potete esserne certi: prima di un esame di lingua straniera è meglio scolarsi una pinta di birra!

Brewdog Blueprint: i progetti del birrificio scozzese per i prossimi 10 anni

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Se analizziamo le evoluzioni avvenute negli ultimi anni nella scena internazionale della birra craft, è innegabile che un ruolo da protagonista va assegnato a Brewdog. Il marchio britannico è partito con un piccolo impianto sperduto nella Scozia più remota ed è diventato, in poco tempo, un’azienda riconosciutissima in tutto il pianeta con più di 70 pub di proprietà sparsi tra Regno Unito, Europa, USA e resto del mondo. I motivi del successo sono da ricercare in una visione progettuale chiara sin dagli esordi, una comunicazione aggressiva e spregiudicata, grandi intuizioni imprenditoriali e un bel pizzico di coraggiosa follia. In realtà questa impostazione ha obbligato il birrificio scozzese a rimanere sempre sotto i riflettori: la creatività ha presto risentito di questo vincolo e i passaggi a vuoto sono stati diversi. Tuttavia la società ha continuato a crescere a ritmi vertiginosi e negli scorsi giorni ha pubblicato un riassunto dei progetti che ha in programma per i prossimi anni. Un documento interessante per capire molte cose, anche sull’evoluzione globale della birra artigianale.

Prossimi eventi: Varese Beer Festival, Fresh Hop Fest e Beer Quake

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La seconda metà di ottobre parla chiaro: la stagione dei grandi festival birrari si è conclusa e il calendario degli appuntamenti birrari si fa più rarefatto, offrendo un po’ di respiro ai nostri malconci fegati. Seppur come minore frequenza, le iniziative a tema tuttavia proseguiranno anche nelle prossime settimane, anzi già dal weekend alle porte: oggi infatti comincerà la versione autunnale del Varese Beer Festival, mentre domenica a due passi da Roma si terrà il Fresh Hop Fest di Agrilab, con un convegno sulla coltivazione italiana di luppolo. Dando poi un’occhiata anche all’ultimo fine settimana di ottobre è d’obbligo segnalare l’edizione invernale di Beer Quake, festival emiliano che da cinque anni viene organizzato per sostenere associazioni di volontariato o iniziative benefiche. Se siete in zona, non mancate. Buone bevute a tutti!

Gli effetti quotidiani del riscaldamento globale: anche la birra è a rischio

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Tra le attività necessarie a mantenere costantemente aggiornato questo sito c’è la lettura della rassegna stampa birraria, che ogni giorno occupa diversi minuti delle mie mattinate. Le notizie davvero interessanti sono rare e spesso bisogna farsi strada tra articoli pieni di errori, fatti di cronaca ricorrenti (“Barista aggredito da ubriaco per essersi rifiutato di servire l’ennesima birra”) e pezzi ampiamente trascurabili. Capita a volte che una notizia bollata come marginale acquisti però visibilità sulle testate generaliste: può a quel punto innestarsi una serie di condivisioni che porta la vicenda a occupare le prime pagine di tutti i giornali. È accaduto recentemente con la pessimistica previsione del futuro del mercato brassicolo, destinato a essere pesantemente penalizzato dai cambiamenti climatici in corso. Un vero e proprio grido d’allarme, che ormai non possiamo più ignorare e che vale la pena approfondire per capirne meglio tutti gli aspetti.

Fenomenologia dei giudici nei concorsi di homebrewing

Negli ultimi giorni si è alzato nuovamente il polverone su un tema a me molto caro: l’eterna diatriba tra giudici e homebrewer. Accuse reciproche vanno ormai avanti da tempo, mentre ogni giorno nascono nuovi concorsi più o meno ben organizzati (spesso meno, a dirla tutta: ma le eccezioni ci sono). Tempo fa provai, sempre in questa rubrica, a evidenziare qualche punto dolente di questi concorsi, senza pretesa di essere esaustivo. Qualcosa è cambiato negli ultimi anni, almeno nei concorsi più importanti, ma dal mio punto di vista c’è ancora molta strada da fare. Oggi però non voglio entrare nuovamente nella discussione con questo articolo, anzi vorrei uscirne con un po’ di cazzeggio. Negli ultimi tempi mi è capitato infatti di partecipare come giudice a qualche concorso. Pochi (devo ancora fare esperienza), ma sufficienti per iniziare a elaborare dei modelli fenomenologici applicabili ai giudici di contest per produttori casalinghi. Mi faceva piacere condividerli, ricordando a chi legge che il tono vuole essere scherzoso e in alcun modo offensivo. Tra l’altro, io stesso mi ritrovo almeno in un paio di queste descrizioni. Il mio riferimento sono unicamente le giurie dei concorsi per birre fatte in casa, le uniche a cui ho preso parte fino ad ora.

Diplomato alla Dieffe cerca impiego come aiuto birraio

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Sono Lorenzo Gaggioli, 24 anni, di Busto Arsizio (VA). Desidero intraprendere un’esperienza come aiuto/apprendista birraio per approfondire l’esperienza del corso svolto presso l’accademia delle professioni Dieffe di Noventa Padovana (PD), nella quale ho conseguito la qualifica di “Birraio Artigiano”.

Grazie al suddetto corso, della durata di 6 mesi, ho potuto apprendere gli elementi essenziali della produzione del mosto, della fermentazione e del lavoro pratico in birrificio e il tutto è stato accompagnato da uno stage formativo al birrificio The Wall Italian Craft Beer di Venegono Inferiore (VA).

Sono un ragazzo disciplinato e propenso al lavoro di squadra, all’apprendimento e sono disponibile anche a trasferimenti fuori dalla Lombardia.

Chiunque fosse interessato potrà ricevere il mio Curriculum Vitae contattandomi all’indirizzo mail [email protected].

Nuove birre da Canediguerra + Extraomnes, Birra dell’Eremo, Jungle Juice e altri

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Sta diventando sempre più difficile rimanere al passo delle tantissime novità sfornate con regolarità dai nostri birrifici, ma noi siamo qui apposta per cercare di tenere il passo. Oggi partiamo con le collaborazioni, la prima delle quali coinvolge due tra i migliori produttori italiani: Canediguerra ed Extraomnes. La birra si chiama Schandaal (10%) e parte dal modello delle Quadrupel belghe, interpretandola in maniera alquanto fedele: abbondanza di malto Crystal, lievito Trappist High Gravity, luppolo continentale (inglese). Il tocco di originalità arriva a fine bollitura, momento in cui sono aggiunti Speculoos macinati: il tipico biscotto belga aggiunge evidenti note speziate (cannella, noce moscata) al già ricco ventaglio aromatico. Presentata in anteprima a Eurhop, sarà regolarmente disponibile tra qualche giorno. Personalmente non sono riuscito ad assaggiarla, ma ho avuto l’onore di condividere con Allo e Schigi l’evento che circa un anno fa fece da pretesto per la collaborazione 🙂 .

Brew firm di Vercelli cerca agenti e distributori in Italia

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La brew firm Spezzabolgia di Vercelli, costituita a maggio 2018, ricerca agenti e distributori muniti di partita IVA per la distribuzione di birra artigianale sul territorio italiano.

Per qualsiasi informazione contattare Paolo al 348 9323521 oppure scrivere a [email protected].

Da Unionbirrai un marchio per tutelare la birra artigianale indipendente

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Come saprete nel fine settimana appena concluso si è tenuta la sesta edizione di Eurhop e come sempre la manifestazione capitolina è stata il pretesto per il lancio di diversi progetti. Tra i più importanti si segnala sicuramente il nuovo marchio lanciato da Unionbirrai, finalizzato a certificare la vera indipendenza dei birrifici artigianali. Una novità annunciata qualche giorno prima del festival romano e poi presentato in quella sede sabato scorso, durante un incontro al quale hanno partecipato i rappresentanti dell’associazione, numerosi birrai italiani e altri addetti ai lavori. L’iniziativa, auspicata da molti operatori, parte da presupposti decisamente interessanti e conferma la decisa volontà di Unionbirrai di tracciare un solco sempre più evidente tra birra artigianale e birra industriale.

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