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Nel Regno Unito un piano contro l'alcol a basso prezzo

La commissione medica governativa inglese sta studiando in questi giorni un piano per limitare l’abuso di alcol tra la popolazione, una pratica che si sta diffondendo sempre di più, soprattutto tra i giovani. Un tentativo di risolvere il problema arriva dal progetto redatto da sir Liam Donaldson, il quale prevede l’introduzione di un prezzo minimo in base alla quantità di alcol presente nella birra, e nelle altre bevande. In particolare il prezzo per la vendita degli alcolici non dovrebbe scendere sotti i 50 pence per ogni unità di alcol presente.

L’attuale governo laburista è stato più volte attaccato dal Camra per aver contribuito – secondo l’associazione britannica – alla spaventosa crisi dei pub, con un trend che vede chiudere in media 6 locali al giorno. L’apporto negativo del governo a questa tendenza risiederebbe in una politica miope, concretizzatasi in un innalzamento del 18% delle tasse sulla birra per il solo 2008. La situazione si è ripercossa soprattutto sui pub, mentre sono rimasti indenni supermercati e grande distribuzione, che vendono alcol a basso prezzo. Come a dire: colpisci un simbolo della cultura nazionale e un luogo legato quasi sempre al bere responsabile e non ti preoccupi di chi favorisce realmente l’abuso di alcol e il binge drinking.

Per quanto possa sembrare strano a una prima analisi, la nuova proposta di Donaldson incontra invece i favori del Camra. La spiegazione è semplice: un prezzo minimo in base alle unità di alcol tenderebbe a far alzare i prezzi solo nella grande distribuzione, avvicinandoli improvvisamente a quelli dei pub. Ridotta parzialmente la discrepanza con il “nemico”, la public house potrebbe tornare ad essere il luogo deputato per bere una birra, con tutte le connotazioni positive del caso.

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Tuttavia, prima che la proposta si trasformi in legge c’è da superare la diffidenza di molti, in primis del premier britannico Gordon Brown. Diffidenza che al Camra non è andata giù, come spiega un suo comunicato in cui bolla come “ipocrita” la posizione del primo ministro. Ecco cosa dice Mike Benner, Chief Executive dell’associazione:

E’ un comportamento ipocrita quello del nostro Primo Ministro, che si definisce amico dei bevitori responsabili e poi li colpisce con lo sbalorditivo aumento di tasse sulla birra del 2008. Se il Primo Ministro sinceramente desidera non penalizzare i bevitori consapevoli, deve abbandonare questa politica di incremento delle tasse e evitare che i supermercati continuino ad affossare i pub vendendo alcol a prezzi irrisori.

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La situazione sicuramente evolverà nelle prossime settimane. Nel frattempo non si è fatta attendere la reazione di alcune industrie produttrici di alcolici, convinte che una simile misura non avrà conseguenze sui grandi bevitori. Allineata a questa visione è l’opinione di Andrew Lansley, segretario alla Sanità del governo ombra di Londra:

Quello che va modificato è l’approccio al bere delle persone, non solo il prezzo delle bibite.

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Una verità sacrosanta, che non mi stanco mai di ricordare quando tornano d’attualità gli istinti neo-proibizionisti. Peccato che certe dichiarazioni spesso valgano solo come semplici slogan. I liberaldemocratici, che hanno appoggiato invece la proposta di Donaldson, sottolineano al contrario che “la fine dell’alcol da due soldi andrebbe sicuramente a influenzare il comportamento dei consumatori” e, in primis, dei giovani.

Che la soluzione al binge drinking britannico risieda in un innalzamento dei prezzi della grande distribuzione mi lascia perplesso. Vero è che questo costume si è diffuso di pari passo con la disponibilità di alcol a prezzi sempre più accessibili. Come sempre in questi casi bisognerebbe promuovere una riforma culturale, ma ovviamente non è facile. D’altro canto a volte le abitudini si modificano semplicemente con la possibilità di metterle in atto o meno. Insomma sono un po’ dubbioso su come considerare questa novità… voi che dite?

Per approfondimenti vi rimando a questo articolo tratto da Il Giornale e a quest’altro apparso sul sito The Publican. Inoltre interessanti sono le considerazioni pubblicate sul blog Zythophile. Anche se c’entra poco con l’argomento in questione, poi vi segnalo questo post di Protz su un attacco al Camra da parte del direttore generale della Martston’s.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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5 Commenti

  1. La cosa ha appassionato anche me. Come sempre questi interventi sono ipocriti, e cioe’ nascondono dietro la facciata della “salute pubblica” il fatto che il costo sociale dell’acolismo e’ piu’ alto degli introiti delle tasse. Allora, visto anche l’argomento, si fa cerchiobottismo, aumento le tasse e anche i prezzi.

    Nicola Sturgeon, segretario alla salute, afferma che ogni anno ci sono 42,500 ricoveri dovuti all’alcool, 1,500 morti e un costo di 2.25 miliardi di sterline all’anno dovuti in costi aggiuntivi e perdita in produttività
    Il governo non ha ancora deciso quale dovrebbe essere il prezzo minimo ma, citando uno studio della Sheffield University, un prezzo di 40p per unità di alcool dovrebbe far cadere il consumo del 2.6%.
    Gli scozzesi sono l’ottavo paese al mondo per consumo pro-capite di alcool.

  2. Ammetto di non aver seguito la faccenda dall’inizio, quindi non posso esprimermi con certezza ma una prima, banale curiosità cel’ho.

    Cosa si intende per unità di alcol ? Percentuali ABV ? Su quali quantità di prodotto ? Il prezzo minimo di vendita di un alcolico è determinato dalla gradazione alcolica ? Intendono qualcosa come 50pence/fl.oz per ogni %abv ? Non è chiaro…

    Comunque sia, se è vero che questi provvedimenti serviranno a rimettere in concorrenza i pub con le grandi distribuzioni ben venga, anche perchè il binge drinking sembra davvero in espansione a macchia d’olio. E i pub seri chiudono. E non è bello.

  3. se non sbaglio una unita’ di alcool equivale a 10cl di alcool puro.
    Quindi se prendiamo 1 bottiglia di birra da 33 cl a 5% vol abbiamo 1.65 unita’ di alcool

  4. Il problema è che i bambini inglesi e gli scozzesi al posto del biberon hanno una pinta di ale!!!
    I popoli del nord a differenza dei popoli latini hanno una spiccata abitudine a ingollare qauntità di alcool inimmaginabili per un italiano, ad esempio.
    Il problema quindi è culturale ed il lavoro del Camra è difficilissimo.
    A proposito di proibizionismo, mi ricordo ancora l’impressione che ebbi durante le mie vacanze in Svezia e Norvegia. Le regole nei paesi scandinavi sono così rigide che per assurdo il venerdì sera si vedono delle scene di ubriachi marci, nei pub, che rare volte ho visto, ad esempio, a Milano.
    Purtroppo in Italia si fa solo propaganda contro l’abuso di alcol senza far cultura del buon bere, a parte rari casi, come le tue Cronache, UB e MoBi.

    P.S.
    Comunque sarebbe meglio non guidare quando bevi non una..ma dieci birre 🙂

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