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Extraomnes non chiude, ma rimane solo il marchio: la produzione si sposta da The Wall

Negli ultimi mesi del 2024 aveva cominciato a circolare nell’ambiente una voce piuttosto clamorosa, che dava per imminente la chiusura del birrificio Extraomnes. L’attendibilità delle fonti aveva creato una certa attesa nel settore, che ormai stava aspettando solo l’ufficialità della notizia per incassare il colpo dell’ennesima chiusura, stavolta piuttosto roboante. Venerdì scorso, grazie al sempre ottimo lavoro di Damiano Franzetti, l’ufficialità è arrivata, ma è un po’ diversa da come ce l’aspettavamo. Extraomnes infatti resterà in vita, ma sarà protagonista di un notevole cambiamento: interromperà la produzione nella sede di Marnate (VA), spostandola totalmente presso l’impianto di The Wall, un altro birrificio del varesotto. In altre parole si trasformerà in una sorta di beer firm.

Il radicale cambiamento è stato confermato sulle pagine di Malto Gradimento da Alessandro Cantadori di El Mundo, importante società operante nel settore del caffè e proprietaria di Extraomnes. Per quei pochi che non lo sapessero, Extraomnes è un nome fondamentale nel panorama brassicolo nazionale, ritenuto uno dei migliori birrifici italiani. Fu fondato nel 2010 proprio da El Mundo, che individuò in Luigi “Schigi” D’Amelio, esponente di rilievo dell’ambiente birrario italiano, la persona giusta per guidare il progetto. A Schigi fu praticamente data carta bianca e lui ripagò la fiducia con ottimi risultati. Extraomnes fu subito capace di affermarsi nell’ambiente grazie a eccezionali birre d’ispirazione belga e a scelte di marketing ben precise – ad esempio il formato da 33 cl in un periodo in cui andava ancora per la maggiore il 75 cl. Con Extraomnes Schigi vinse il premio Birraio dell’anno nel 2013, rimanendo poi costantemente nei primi posti delle successive edizioni del concorso.

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Cantadori nega che la decisione presuppone un ridimensionamento di Extraomnes o un disimpegno di El Mundo dal settore brassicolo. A conferma di quanto affermato c’è la decisione di non smantellare l’impianto di Marnate, bensì di rilanciarlo nell’ottica di un nuovo progetto.

La nostra è una scelta strategica meditata da tempo: abbiamo avvertito l’esigenza di un cambiamento dettata dalle richieste del mercato ed era necessaria una maggiore strutturazione per Extraomnes, anche dal punto di vista della standardizzazione del prodotto, della logistica e dell’efficienza. Capire come trasferire le nostre ricette al di fuori del birrificio di Marnate, su una scala diversa, per noi è stata una bella scommessa ma posso dire che l’anima delle birre Extraomnes è rimasta esattamente quella di prima e il mercato sta rispondendo bene. […] Lo abbiamo fatto per avere una scala produttiva diversa che ci permette di posizionarci meglio in uno scenario complicato e di aprire nuovi mercati. Non voglio dare indicazioni numeriche, ma la nostra idea è quella di una crescita piuttosto importante.

Dalle dichiarazioni sembra dunque emergere la volontà di investire ulteriormente sul marchio Extraomnes, con l’idea di raggiungere nuovi e più ampi canali commerciali grazie al supporto tecnologico garantito dall’impianto di The Wall.

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E per quanto riguarda Luigi D’Amelio? Al momento Schigi rimane all’interno dei quadri dell’azienda, presumibilmente con l’incarico di responsabile di produzione di Extraomnes. In virtù del suo ruolo, ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Conoscendo il suo carattere, è però lecito chiedersi quanto possa trovarsi a suo agio in questa nuova dimensione, considerando che il marchio non possiede più un impianto di proprietà. Schigi ha notoriamente bisogno di spazio e di libertà espressiva per rendere al meglio e la nuova fase di Extraomnes, indipendentemente dalle mire di El Mundo e dall’indiscutibile valore di The Wall, va in una direzione diametralmente opposta.

I prossimi mesi saranno cruciali per capire l’evoluzione di Extraomnes e l’effettivo impegno di El Mundo nel settore della birra artigianale. Sebbene la notizia non sia certo positiva, rimane la consolazione di non aver perso un marchio fondamentale per il nostro mondo e di trovare, almeno a parole, la voglia di continuare a investire nell’ambiente birrario italiano.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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2 Commenti

  1. Ciao,
    ho provato a cercare info, e quelle che ho trovato non so quanto siano aggiornate:

    The Wall: produzione annua 5.000 HL

    Extra Omnes: produzione annua 1.500 HL

    Se i numeri fossero questi (ripeto, credo siano info “vecchie”) risulta difficile pensare che Extra Omnes possa aumentare la propria produzione, vorrebbe dire “occupare” più del 30% della capacità produttiva di The Wall.

    Hai modo di riportarci dati aggiornati sull’attuale capacità produttiva dei 2 Birrifici?

    Ciao e grazie

    • Ciao Carlo,
      quelli sono i dati riportati dalla Guida alle Birre d’Italia 2023 di Slow Food, quindi credo siano i più aggiornati che si possono trovare in giro a meno di non chiederli ai diretti interessati. Anche la proporzione tra la capacità delle cantine è simile.

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